Problemi a Pineto per la Tarsu

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PINETO. Da alcuni giorni i cittadini di Pineto stanno ricevendo a casa le cartelle relative alla tassa sui rifiuti solidi urbani attraverso le quali viene chiesto agli stessi proprietari degli immobili gli identificativi catastali.

L'iniziativa ha destato una certa preoccupazione e molta sorpresa tra gli abitanti pinetesi perché non sono riusciti a capire la ragione di questa richiesta, considerata peraltro anche assurda in quanto le documentazioni catastali sugli immobili dovrebbero comunque già essere stati depositati da un pezzo.
Sull'argomento, però, il nuovo assessore al bilancio, Guerino Martella, ha fatto chiarezza, sottolineando che su quanto sta accadendo in questi giorni le responsabilità non sono del Comune ma della legge finanziaria del 2007.
«Relativamente alla richiesta di informazioni degli identificativi catastali degli immobili», spiega l'assessore Martella, «presso cui è attivato il servizio di smaltimento dei rifiuti urbani, va detto che si tratta di un adempimento previsto dalla Legge Finanziaria 2007 ed attuato con provvedimento dell'Agenzia delle Entrate n. 2007/194022, successivamente modificato con il 2008/24511, che impone agli Enti locali che gestiscono la Tarsu, di trasmettere all'Agenzia delle Entrate alcune informazioni integrative rispetto a quelle già in possesso dell'Ente, in ordine agli identificativi catastali, agli occupanti/detentori ed al titolo di occupazione. Dopo aver risposto ai questionari dell'Enel ora è la volta dei Comuni adempiere a quanto disposto negli anni dal legislatore».
Quindi, considerato che la banca dati relativi alla Tarsu non contiene tali notizie aggiuntive nonché i riferimenti catastali degli immobili denunciati in quanto il decreto legge 507/1993 non riteneva necessari tali dati per il calcolo della tassa, il Comune di Pineto ha dovuto chiedere la collaborazione dei cittadini al fine di poter adempiere a quanto prescritto nel provvedimento dell'Agenzia delle Entrate.
«Si comprende il fastidio arrecato», conclude l'assessore, «ma siamo convinti che con spirito di collaborazione sia da parte dei contribuenti che da parte dell'Ente e degli uffici, tale incombenza possa essere serenamente e congiuntamente risolta».

06/07/2009 12.05