Legambiente:«costa: una infrazione ogni 3,3 km». A Francavilla il simbolo

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Legambiente:«costa: una infrazione ogni 3,3 km». A Francavilla il simbolo
ABRUZZO. Presentato anche quest'anno da Legambiente il dossier “Mare Mostrum”, che ha indicato i principali reati a cui sono soggette le spiagge ed i mari italiani.

L'Abruzzo si trova al 12° posto nella graduatoria italiana con 418 infrazioni accertate, 106 sequestri effettuati e 459 persone arrestate o denunciate e fa peggio Marche, Basilicata e Molise.
Sale all'8° posto, invece, nella classifica dell'abusivismo edilizio sul demanio con 107 infrazioni accertate, 122 persone denunciate e 40 sequestri.
E la regione ottiene anche una bandiera nera: il primato spetta al Comune di Francavilla che è stato “premiato” per il resort sulla spiaggia, al confine con Pescara, sequestrato qualche mese fa dalla magistratura.
A febbraio scorso la polizia giudiziaria ha messo i sigilli all'albergo, nuovo simbolo di ecomostro nostrano che in questa estate farà bella mostra di sé a quanti frequenteranno il litorale abruzzese.
Il cantiere, 4 palazzine adibite a casa vacanze, è stato fermato a causa di una incompleta documentazione del permesso di costruire fornita dal progettista.
Infatti, come aveva scoperto l'architetto Gianluigi D'Angelo -che mesi fa spiegò tutto a PrimaDaNoi.it- il nulla osta dell'Agenzia delle Dogane di Pescara e della Capitaneria di Porto di Ortona non è mai stato rilasciato.
Una “dimenticanza” che potrebbe inficiare l'intera procedura autorizzativi e che di fatto
per ora ha bloccato il cantiere. I lavori sono iniziati nel 2002 quando in Consiglio comunale la
delibera di richiesta alla Regione di togliere il vincolo di inedificabilità A2 del PRP sull'area passò
con solo 8 voti a favore, 7 contrari e 2 astenuti.
E con questo “riconoscimento al demerito” l'Abruzzo si dimostra in linea con l'andazzo italiano: secondo la ricerca di Legambiente, infatti, il cemento si conferma il peggior nemico delle coste della penisola.
Tra villette per le vacanze, alberghi a strapiombo sul mare, porti turistici, etc, ogni anno sono migliaia gli edifici costruiti in maniera più o meno irregolare a ridosso della spiaggia.
Nel 2009 si sono registrate in Italia 3.674 infrazioni che hanno portato a 1.569 sequestri e 4.697 denunce.
Altri reati gravi sono originati da cattiva depurazione degli impianti industriali, scarichi illegali, pesca di frodo ed infrazioni al codice della navigazione.

STABILIMENTI E CENTRO OLI, ALTRE SPINE NEL FIANCO

Ma Legambiente porta come esempi negativi nati (o quasi) sulla costa abruzzese anche il Centro Oli di Ortona e lo stabilimento “Les Paillottes” di Pescara.
Nel primo caso l'associazione spiega che sebbene l'Eni abbia annunciato pubblicamente di voler abbandonare il progetto «l'iter burocratico e amministrativo continua il suo percorso come se
niente fosse».
Per Legambiente «la scarsa trasparenza, l'iter estremamente snello e le continue prescrizioni presentate in merito all'impatto ambientale dell'uso dei suoli, alle emissioni e
ai permessi edilizi, portano a credere che il sì alla miniraffineria voluta dall'Eni non apporterebbe
alcun beneficio all'economia locale, bensì solo oneri all'area economicamente più forte della regione, caratterizzata da un'agricoltura di qualità e da un'altissima densità abitativa».
Per lo stabilimento di De Cecco, invece, il dossier Mare Mostrum parla di «fiore all'occhiello dell'abusivismo»: «nonostante lo stabilimento funzionasse a pieno regime da alcuni anni», si ricorda, «i sigilli sono arrivati solo nel dicembre del 2007, dopo le pressanti richieste dei comitati cittadini e dell'associazione “Mare libero”. La proprietà avrebbe “aggiustato” i locali, aggiungendo 240 metri quadrati e raddoppiandone di fatto la superficie».

QUALITA' DELLE ACQUE DI BALNEAZIONE

Sono inoltre 5 i km (5%) di costa abruzzese inquinata sui 125 km presenti e anche in questo caso l'Abruzzo non gode di una buona posizione in classifica con il suo 95,5% di balneabilità.
Fanno meglio di noi Liguria (97,1% balneabile), Toscana (99,8%), Basilicata (100%), Puglia (98,3%), Molise (100%), Marche (99,8%), Emilia Romagna (99,5%), Veneto (98,1%), Sicilia (99%), Sardegna (99,7%).
Nel corso del 2008 sono stati sequestrati 5.967 kg di pesce, 1.348 kg di novellame, 34 kg di crostacei, 2.622 di molluschi per un totale di 9.971 kg di merce pescata da pescherecci armati di reti illegali, congegni esplosivi e altre diavolerie.
La pesca di frodo ha fatto così registrare 170 infrazioni e altrettanti denunciati per un totale di 11 sequestri.

LA SITUAZIONE ITALIANA

Nel complesso, nel 2008, si sono registrati 14.544 reati. Quasi due a chilometro lungo i 7.400 delle coste italiane. Incrementato nell'anno appena trascorso anche il numero delle persone denunciate che è salito a 16.012. Parallelamente, però, sono diminuiti i sequestri che hanno toccato nel 2008 quota 4.049.
Analizzando la classifica del mare illegale in Italia, la Campania si conferma la regione con più infrazioni accertate, 2.776.
Queste hanno generato 1.002 sequestri con 3.142 persone denunciate o arrestate.
Al secondo posto la Sicilia con 2.286 infrazioni.
A seguire Puglia, Calabria e Sardegna.
Il sud dunque, stando ai dati diffusi da Legambiente, si conferma patria dell'illegalità per quanto riguarda le spiagge.
In Italia le bandiere nere sono state assegnate per il Veneto a Volare Venezia, il progetto di villaggio turistico su palafitte nel Delta del Po; per il Molise al comune di Termoli per la scelta di costruire un deposito ittico a ridosso delle mura medievali del borgo antico; in Calabria al comune di Palermo per il mancato abbattimento delle ville abusive costruito dalla mafia, negli anni 70, a Pizzo Sella; in Campania alla regione per la mancata depurazione delle acque del litorale Domizio-flegreo; nel Lazio alla provincia di Latina ed al sindaco di Sabaudia, per le aggressioni al lago di Paola; in Toscana al comune di San Vincenzo per la speculazione edilizia nella tenuta di Rimigliano; in Liguria alla Porto Imperia Spa per aver realizzato uno degli approdi più grandi della Liguria

a.l. 06/07/2009 11.02

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