Ricci insiste:«occorre nominare un commissario giudiziale per Villa Pini»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. «Se è vero che all'interno dei reparti di Villa Pini è a rischio anche l'assistenza ai malati , allora bisogna nominare un Commissario giudiziale per tutelare la salute dei pazienti».
Francesco Ricci, sindaco di Chieti scende in campo un'altra volta a difesa dei lavoratori di Villa Pini, ma anche dei malati. Lo fa con una lettera accorata inviata ai Prefetti e ai Procuratori della Repubblica di Chieti e Pescara, alla Regione (Presidente, Assessore alla sanità Venturoni, Commissario Redigolo) e ai presidenti delle due Province.
« Non solo è ormai gravissima ed insostenibile», sostiene, «la situazione dei dipendenti, stremati da oltre sei mesi di attesa dello stipendio, ma le Asl di Chieti e Pescara (convenzionate) non possono più tollerare questo andazzo che i Sindacati hanno tra l'altro denunciato da tempo».
«La struttura Villa Pini e anche il San.Stefar. Erogano prestazioni in convenzione che debbono rispettare standard precisi – scrive Ricci nella sua lettera – ma se le denunce rispondono al vero siamo in una condizione che non rispetta questi requisiti richiesti dalla regione per la convenzione. Senza dire – conclude il sindaco – che anche in tema diu servizi pubblici erogati potrebbe esserci qualche ipotesi di reato».
Di qui, senza entrare nel merito della complessa indagine penale sulla vicenda nel suo complesso, secondo Ricci ci sono tutti gli estremi per la nomina di un Commissario giudiziale.
Alla sua lettera il sindaco allega per conoscenza anche la denuncia presentata dalle organizzazioni sindacali per tutte le situazioni di rischio presenti a Villa Pini.

DI SEGUITO L'ESPOSTO DELLA CGIL – CISL

• Presidente della Giunta regionale Chiodi, Commissario ad acta Redigolo, Assessori regionali Venturoni (sanità), Gatti (lavoro), - Direzioni ASL dell'Abruzzo,
• Procure della Repubblica di Pescara e Chieti
• Prefetto de L'Aquila
• Sindaci dei Comuni sedi delle strutture sanitarie del Gruppo Villa Pini

Gentili signori,

a sostegno del disagio, della protesta e della mobilitazione di lavoratori e utenti delle strutture sanitarie abruzzesi del Gruppo Angelini, che li vedrà, nei prossimi giorni, rappresentare di persona le proprie difficoltà alle Direzioni Generali delle ASL ed ai Sindaci dei Comuni dove sono ubicate le strutture sanitarie e di riabilitazione, denunciamo con forza la situazione drammatica e con seri pericoli per la salute e la sicurezza dei pazienti che si è creata, nelle suddette strutture, per le pesanti, primarie responsabilità della proprietà e per l'incapacità della Giunta regionale a intervenire con decisione ed efficacia per tutelare i diritti e gli interessi dei lavoratori che da oltre 6 mesi non ricevono lo stipendio.
Si è così creato tra i dipendenti del gruppo Angelini uno stato di gravissimo disagio, con immediate e dirette ripercussioni, non solo sulle loro famiglie spesso ridotte letteralmente alla fame, ma anche sulla sicurezza dei pazienti. È diventato sempre più problematico, infatti, assicurare l'assistenza e le terapie necessarie per motivi diversi e concomitanti:
1. l'insufficiente e irregolare rifornimento, da parte della proprietà, di materiali e strumentazioni mediche spesso indispensabili per l'attività terapeutica e assistenziale;
2. il numero crescente di casi di “autolicenziamento per disperazione” di decine di dipendenti;
3. la difficoltà di molti lavoratori di far fronte perfino ai costi degli spostamenti quotidiani per recarsi al lavoro (è il caso, ad esempio, di molti dipendenti dei Centri di Riabilitazione San Stef.AR);
4. la necessità dei lavoratori di promuovere e, assicurando i servizi essenziali, di partecipare in prima persona alle inevitabili e necessarie azioni di protesta e di denuncia.
Abbiamo voluto rappresentare la gravità della situazione, e portarla a conoscenza anche della magistratura, per ricordare, in primo luogo alla Giunta Regionale, che si sta parlando di strutture sanitarie che erogano prestazioni e servizi essenziali per la salute dei cittadini e lo fanno per conto del servizio sanitario nazionale.
Il diritto alla salute, oltre che essere un principio naturale, è un diritto riconosciuto dalla Costituzione italiana e che, quindi, deve essere garantito e tutelato dalle istituzioni pubbliche, Stato e Regioni innanzitutto. Pertanto è inammissibile e inaccettabile sentire affermare dalla Giunta Regionale che essa non può intervenire garantendo, ad esempio, eventuali prestiti delle banche ai lavoratori perché questo costituirebbe un precedente per tutte le altre situazioni di crisi o l'affermazione per la quale deve essere la Magistratura a decidere la titolarità dei crediti vantati sia dalle banche che dalla proprietà del gruppo Angelini per le prestazioni rese nell'anno 2008 .
A parte che tutte le situazioni di crisi vanno affrontate e risolte, tutelando in primo luogo i diritti e gli interessi dei lavoratori, la Giunta Regionale non può far finta di ignorare la specificità di aziende sanitarie che erogano servizi per conto del servizio sanitario pubblico. Anche i ripetuti e fieri proclami di voler rispettare le regole e la legalità (ci mancherebbe che un Presidente di Giunta regionale affermasse il contrario) lasciano un po' perplessi. Essi, ovviamente, sono da condividere, ma non vorremmo che nel caso specifico fossero un ennesimo alibi per nascondere e giustificare incapacità, indecisione e attendismo. Intanto, andrebbero rispettate anche le regole che garantiscono ai cittadini livelli uniformi di assistenza e quelle che stabiliscono che “la retribuzione deve essere corrisposta al lavoratore non oltre il settimo giorno lavorativo successivo alla fine di ciascun mese”, come dice il vigente contratto nazionale di lavoro per la sanità privata.
Noi chiediamo:
1) che la Magistratura Ordinaria, consentendo la procedura d'urgenza per l'esecutività dei decreti ingiuntivi promossi dai lavoratori contro la proprietà per il pagamento degli stipendi, concluda il procedimento nei tempi più brevi possibili;
2) che si sottoscrivano rapidamente i contratti negoziali tra le ASL e la proprietà, imponendo a quest'ultima di regolarizzare la propria posizione rispetto al DURC, ripristinando così, nei fatti, quella legalità così spesso richiamata, a parole, dalla Giunta Regionale per giustificare la propria inconcludenza;
3) che la Regione sblocchi i crediti 2008, sulla cui titolarità la Regione ha tutti gli strumenti e le conoscenze per decidere positivamente e in tempi rapidi;
4) che la Regione si faccia garante del prestito bancario ai lavoratori per consentire loro di uscire dalla condizione di drammatica indigenza in cui li ha precipitati la mancata corresponsione degli stipendi;
5) che Regione ed ASL garantiscano in concreto, quindi, la legalità:
• assicurando ai cittadini la disponibilità di prestazioni sanitarie efficaci e sicure;
• attivando controlli e verifiche sulla disponibilità, qualità e conformità delle prestazioni sanitarie erogate, sulle condizioni di lavoro dei dipendenti e sull'applicazione del CCNL;
• applicando le prescrizioni normative previste in caso di mancato rispetto e mancata garanzia delle condizioni di assistenza e di lavoro come disciplinate dalle leggi (D.Lgs. 229/99 e successive modifiche e integrazioni, L.R n.32/07).

Pescara, 24 giugno 2009

CGIL ABRUZZO e FP CGIL ABRUZZO CISL ABRUZZO e FPS CISL ABRUZZO
Angela SCOTTU - Carmine RANIERI Maurizio SPINA - Vincenzo Traniello

04/07/2009 14.51