Domani riapre la rampa dell'asse attrezzato: «non è una ripicca politica»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Domani mattina alle 10, in piazza della Marina, ci sarà la cerimonia di riapertura della rampa dell’asse attrezzato. Lo ha annunciato in conferenza stampa il sindaco Luigi Albore Mascia (Pdl). * BLASIOLI:«ECCO PERCHE’ SONO CONTRARIO ALLA RIAPERTURA»
«E' stato uno dei provvedimenti viari più irrazionali» ha tuonato Mascia «che hanno caratterizzato il governo di centro-sinistra in città». Attorniato da Lorenzo Sospiri, Nicoletta Verì, Barbara Cazzaniga, Alessandra Petri, il sindaco ha ribadito le motivazioni della riapertura della rampa: «nessun miglioramento dei livelli d'inquinamento, peggioramento della morsa del traffico, effetto disastroso sul commercio».
La riapertura della rampa è stato il cavallo di battaglia della campagna elettorale del centrodestra. «Domani si salderà un debito democratico con i cittadini- ha continuato Mascia- perché il referendum sul piano traffico non fu preso in considerazione: 13.775 pescaresi su 21 mila votanti bocciarono il piano traffico, ma il sindaco decise che il numero non era sufficiente per prendere in considerazione il risultato».
Presenti in sala il comandante dei vigili di Pescara, Ernesto Grippo, ed i componenti del comitato cittadino che all'epoca avevano raccolto le firme per il referendum consultivo sul piano traffico.
«Il referendum è stato l'esempio di una stretta collaborazione tra cittadini e partite, ma ci siamo sentiti offesi dal comportamento del sindaco e dell'assessore al traffico di allora», hanno puntualizzato oggi i cittadini del comitato soddisfatti però dell'obiettivo raggiunto. «Non è una ripicca politica», ha dichiarato Lorenzo Sospiri (Pdl), «ma è solo una questione di esigenze commerciali della città. Quella Pescara che vogliamo noi non prevede idee folli come via del Santuario a senso unico o via Nicola Fabrizi a senso inverso».
Di «esigenze commerciali» hanno parlato anche Nicolettà Verì e Barbara Cazzaniga che si è complimentata con il sindaco per la scelta del «4 luglio, giorno della liberazione» per la riapertura della rampa.
Si è finito per scomodare anche “il giorno dell'indipendenza americana” per annunciare la riapertura di una rampa dell'asse attrezzato.
Ma perché era stata chiusa la rampa?
«Si parlò di “sperimentazione” all'inizio,- ha ricordato il sindaco Mascia- ma poi rimase chiusa per 3 anni. Ci si aspettava una riduzione della morsa del traffico in piazza Italia-Corso Vittorio Emanuele, ma la riduzione non c'è stata. Anzi la chiusura ha appesantito il traffico in piazza della Marina. I cittadini si sono dimostrati più furbi della vecchia amministrazione: le auto scendevano in piazza della Marina, percorrevano quello pseudo-rondò fuori misura tra via Bardet e via Andrea Doria e andavano in centro».
I controlli tecnici, effettuati nei giorni scorsi, sulla rampa con la collaborazione dell'Anas hanno dato «esito favorevolissimo», ha assicurato il sindaco. La rampa sarà un “sorvegliato speciale” per 10 giorni.
Pattuglie dei vigili urbani, coordinate da Grippo, controlleranno l'andamento del traffico in 3 incroci strategici dove confluirà il traffico della rampa.
«Non si dovrebbe creare traffico- ha aggiunto Ernesto Grippo- se i cittadini rispetteranno i cartelli stradali dando la precedenza a chi viene dalla rampa, noi controlleremo che si rispettino le regole». Il sindaco ha approfittato dell'occasione di avere Grippo vicino per sottolineare che «anche lui condivide la riapertura della rampa».
Il centrodestra ha voluto precisare che il monitoraggio dell'andamento del traffico servirà per «correggere il tiro» in caso di criticità.
In conclusione si è accennato alla futura revisione del “piano urbano del traffico” e ad “un piano urbano di sosta” per creare parcheggi.

Manuela Rosa 03/07/2009 14.24

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BLASIOLI:«ECCO PERCHE' SONO CONTRARIO ALLA RIAPERTURA»


Di seguito l'intervento dell'ex assessore Antonio Blasioli (Pd)


L'idea di riaprire l'asse attrezzato è un'idea che non mi trova d'accordo per le circostanze ed i modi in cui viene praticata, cioè in un quadro immutato, senza cioè alcuna armonizzazione delle scelte di viabilità ad esso necessariamente collegate e soprattutto senza il necessario strumento di programmazione che è il PUT ed anzi in totale spregio di quello tuttora vigente.

La scelta di riaprire a bocce ferme lo svincolo dell'asse attrezzato su Piazza Italia, che il famoso referendum consultivo indicò come la panacea di tutti i mali della mobilità di Pescara, significa improvvisare la mobilità a Pescara, sviando da quel canovaccio del Piano Urbano della Mobilità di cui il Comune di Pescara si è dotato. Quel Piano, che può piacere o meno, contiene delle scelte di fondo importanti e razionalizza le scelte su specifiche e significativi ragionamenti che puntano sulla tutela del pedone e dell'utenza debole (ciclisti, anziani), sul Trasporto Pubblico Locale, su alcune idee di fondo come la riduzione dell'ingresso delle auto nella città di Pescara ed il recupero di corridoi verdi della città e sulla filosofia adottata da moltissime città europee ed italiane che tendono a rendere sempre più difficili l'ingresso delle auto nella città in modo da disincentivare l'utilizzo del mezzo privato a vantaggio del trasporto pubblico collettivo, che è la filosofia che personalmente condivido.

Quando si ragiona sulla mobilità cittadina tutti s'improvvisano degli esperti tecnici, un po' come avviene quando la domenica facciamo la formazione delle nostre squadre del cuore, ma in realtà le cose sono molto più complesse ed in materia di mobilità bisogna guardare a tutte le delicate componenti di questa complessa miscela.

Riaprire l'uscita su Piazza Italia senza accompagnarla ad altre modifiche non ha senso, perché significa sostanzialmente riproporre interminabili file di auto nello slargo dinanzi al Comune di Pescara ed alla Provincia, che già sono di per sé poli attrattivi del traffico. Ciò determinerà un necessario aumento dell'inquinamento a svantaggio di Via Firenze e delle arterie limitrofe e di C.so Vittorio Emanuele, arterie che invece avevano beneficiato di un indubbio miglioramento, testimoniato dal raffronto dei dati dell'aria fornitici dall'ARTA prima e dopo la chiusura dello svincolo e che anzi, come nel caso di C.so Vittorio Emanuele, avevano avuto anche il blocco del traffico nelle giornate delle Domeniche ecologiche. E che dire delle file interminabili sulle discese dell'asse attrezzato verso il Comune e verso l'Inps, che nelle ore di punta con tutte le auto qui riversate rischierebbero di congestionare anche i punti d'incrocio, tenuto conto che il numero delle auto che entrano ed escono da Pescara sono notevolmente aumentate rispetto a tre anni fa?

Vi è di più, a testimonianza che le sorti di quella zona di Pescara non possono decidersi come per compartimenti stagno; cosa accadrebbe a seguito della riapertura dello svincolo di P.zza Italia per lo svincolo di P.zza Unione? Lo svincolo di P.zza Unione è ormai poco utilizzato e se oggi ha la funzione di smaltire poche centinaia di autovetture al giorno, vista l'impossibilità di uscire su P.zza Italia, potrebbe essere chiuso tranquillamente con la riapertura dello svincolo citato. Ciò determinerebbe la possibilità di invertire i senso su Via dei Bastioni, che tornerebbe così a scorrimento da ovest verso est e risolverebbe i quotidiani disagi che si verificano all'incrocio tra Via dei Bastioni e Via Gabriele D'Annunzio, dinanzi alla Cattedrale di San Cetteo.

Una modifica così importante va comunque programmata per tempo, senza affrettarsi in improvvisate azioni che hanno mandato in tilt il traffico cittadino, in un momento in cui la città è teatro di una importante manifestazione internazionale, va quindi ripreso il Piano Urbano della Mobilità, aggiornandolo o eventualmente rivedendolo assieme al competente Consiglio Comunale non ancora insediatosi, al fine di contemplare tutte le possibili ripercussioni che la scelta della riapertura dello svincolo di P.zza Italia potrebbe avere sull'intera mobilità cittadina.


Antonio Blasioli

Consigliere comunale del PD

03/07/2009 15.14