Chiusa la Cosmeg. Se la mensa scolastica costa più della trattoria…

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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FRANCAVILLA. Se un pasto all'asilo costa più di un pranzo in trattoria, tanto vale chiudere la mensa e spedire bambini e genitori al ristorante.


E' stato più o meno questo il ragionamento del Comune prima di chiudere la Cosmeg, la società interamente a capitale pubblico che si interessa di mense e di trasporto bambini.
Anche perché il bilancio parla chiaro: costo annuo: 1.550.000 euro, di cui 1.450.000 per la gestione così divisi: 900 mila euro per il personale (65 mila euro lordi solo per il direttore), 300 mila per le derrate alimentari acquistate, 120 mila per le consulenze.
Di qui la decisione di dire basta a queste spese.
«Abbiamo deciso di chiudere la Cosmeg», ha spiegato ieri il sindaco Nicolino Di Quinzio, «adesso toccherà al Consiglio comunale adottare la delibera definitiva e nominare il liquidatore. Vi chiedo solo un favore: non credete alle balle che hanno messo in giro i soliti noti. Nessuno degli 80 dipendenti attuali perderà il posto. Verrà bandita una gara ad evidenza pubblica per questi servizi e chi vincerà dovrà riassumere i dipendenti in servizio. Punto. Non c'è altro: ah, si. Chi rischia il posto sono: il direttore che guadagna 5.000 euro al mese non si sa per quale specifica professionalità, il presidente (1.200 euro mensili), i consiglieri di amministrazione (1.000 euro al mese) e i consulenti esterni della mensa (ci sono pure quelli) che guadagnavano anche d'estate quando l'asilo e la mensa non funzionano».
E' un fiume in piena Nicolino Di Quinzio, sindaco di Francavilla al mare, all'incontro con la stampa convocato per il lancio dell'iniziativa della Notte bianca dei saldi, che si svolgerà domani.
E parla di tutto: dal porto turistico ormai fermo da mesi al Resort di viale Alcyone, al piano di rientro dai debiti con la Banca Ifis, ai problemi con il personale «tutti risolti, proprio ieri – spiega il sindaco – abbiamo chiuso la trattativa con reciproca soddisfazione», ai fondi quasi inesistenti per le manifestazioni turistiche estive.
«Lo so, piacerebbe anche a me chiamare la Confcommercio o la Confesercenti e promettere 20 mila euro a questa manifestazione, 10 a quell'altra o 30 mila ai balneatori – spiega Di Quinzio - Ma non posso: il Comune in passato è stato indebitato ed ora paghiamo una rata mensile di 180 mila euro per 24 mesi ed al 25° mese un botto da 1 milione 800 mila euro per ripianare le anticipazioni che sono state fatte e che sono evaporate proprio per la spesa corrente. Non ci sono soldi, altro che. Non capisco cosa dice sulla stampa D'Amario, il neo consigliere provinciale. Lui e tutta l'opposizione ci dovrebbero spiegare questa situazione, invece di raccontare altre chiacchiere».
E la Cosmeg?
«Abbiamo avviato la procedura di scioglimento perché mi sono rotto di aspettare da 14 mesi un cenno di rinsavimento. Ho chiesto a tutti di tagliare i costi superflui, i consulenti ecc. e loro nemmeno mi hanno risposto, a differenza di Risco e Cosvega che hanno accettato questa auterity – continua il sindaco – se ne sono fregati e non si sono minimamente preoccupati delle difficoltà economiche del Comune».
In effetti proprio l'altro ieri l'assemblea della Cosmeg ha preso atto della volontà del socio unico, che è il Comune, di non approvare il bilancio e di chiudere l'attività.
«Lo avevo promesso in campagna elettorale di fare pulizia all'interno di queste lobby – conclude Di Quinzio – se ho un torto è di aver aspettato troppo, ma sono stato impegnato a far quadrare i conti. E diciamo tutta la verità: non ci sono mai state gare per questi appalti. Io invece voglio la trasparenza».

Sebastiano Calella 03/07/2009 9.32