Mario Di Marco a PrimaDaNoi.it:«nonostante le bugie un evento eccezionale»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Mario Di Marco a PrimaDaNoi.it:«nonostante le bugie un evento eccezionale»
GIOCHI DEL MEDITERRANEO. PESCARA. «Una sola premessa: se scrivete la verità vi rispondo, se scrivete le bugie non vi rispondo» così esordisce il direttore generale dei Giochi del Mediterraneo, Mario Di Marco, all’ingresso della cronista di PrimaDaNoi.it nel suo ufficio. E’ pomeriggio e all’ex Aurum c’è il fermento di sempre. * ECCO PERCHE’ PRIMADANOI.IT NON SEGUIRA’ I GIOCHI DEL MEDITERRANEO
Bugie? Se mi dice quali sarebbero queste bugie iniziamo proprio da quelle...
L'intervista inizia ma le domande le fa Di Marco.
Domande a raffica, senza respiro e senza attendere risposta.
All'inizio sembra volersi sfogare tutto d'un fiato e tocca nei particolari tutti gli argomenti degli ultimi articoli che questo quotidiano ha trattato nei giorni scorsi: dall'appalto per l'informatica, alle disfunzioni del sito internet, alla notizia dell'ira dei Turchi ripresa dai giornali di quel Paese…
«La gara del sistema informatico- dice alterato Di Marco- l'ha vinta Msl e non la Cyborg. La Cyborg avrà il 3-4% del fatturato di quell'appalto. Ricacciate l'impresa che ha vinto l'appalto. Voi avete scritto una bugia grande come una casa. Nei contratti non esiste quella azienda che dite voi (Cyborg, ndr). Perché non è scritto che è Msl? Avete fatto solo disinformazione».
La notizia dell'aggiudicazione dell'appalto da 8,5mln  pubblicata solo sul sito della Cyborg, parlava di Msl (ma non come capofila), ma anzi iniziava così «Cyborg si è aggiudicata in RTI con (…) la realizzazione e la gestione del sistema Informativo e di comunicazione per il grande evento dei Giochi del Mediterraneo». E tanto abbiamo riportato.
«Lei è sicura che avete scritto di Msl? O pensate che voi scrivete e noi non
abbiamo gli atti? Quella è una falsità. E' sicura?». Sicurissimi di averlo scritto proprio qui .
«In quale pezzo? In quale pezzo? Nello stesso pezzo dove avete scritto che Cyborg è vicina al direttore generale?»
Non abbiamo mai scritto una cosa del genere al massimo abbiamo scritto che avete collaborato in passato.
La discussione si accende in pochi attimi.
Cinque minuti di un “botta e risposta” infuocato. La reazione di Di Marco viene calmata dai due vice commissari dei Giochi presenti nella stanza, Roberto Fabbrini e Luigi Cimnaghi, che assisteranno ed interverranno nell'intervista.
Le domande (quelle del giornalista) poi possono iniziare.
Ma è sempre Di Marco a tenere banco con voce grossa.
«Vediamo l'articolo di oggi, vediamo se c'è scritto che è Msl ad aver vinto la gara. Chi ve l'ha detto a voi che la delegazione turca se ne va? Qui c'è il vice commissario che fa le riunioni ogni due giorni con i capi delle delegazioni alle 7 di mattina. A noi non hanno comunicato nulla. Non c'è traccia da nessuna parte di questa lamentela».
Si infervora di nuovo Di Marco al punto da costringerci a chiedere esplicitamente di parlare in tranquillità.
«Ne parliamo tranquillamente ma se voi dite le bugie!» incalza il direttore generale.
I nostri articoli sono sul tavolo e ne discutiamo insieme. Facciamo notare che la notizia della delegazione turca non è inventata ma ripresa dai media turchi dei quali abbiamo riportato persino il link, la fonte è lì bella e palese, e la traduzione della notizia in italiano.
Poi siamo qui proprio per chiederle delucidazioni di questa notizia…
«Se le scrivete vi do tutte le notizie che volete. Ma le dovete scrivere poi» continua Di Marco.
Ci avete mai rimproverato di non aver scritto cose?
Silenzio.
«Probabilmente l'avranno fatto per interessi loro (dei media turchi, ndr)- ha dichiarato con tono pacato Roberto Fabbrini- ma la capo delegazione della Turchia, Nese Gundogan, non ha sollevato questioni durante le nostre riunioni. Ci hanno solo segnalato il problema dell'indisponibilità dei campi per l'allenamento della pallamano. Problema derivante dal fatto che lo stadio era occupato dalle prove della cerimonia di apertura. Ma poi abbiamo risolto e tutti hanno espresso apprezzamento nei riguardi del Comitato».
«Ci sono stati problemi con gli alloggi», ha aggiunto, «perché noi abbiamo ospitato gratis anche il surplus di persone che le delegazioni hanno portato. Il numero degli atleti è libero, ma gli allenatori e tecnici devono essere 55% degli atleti. Qui sono arrivate in totale 250 persone in più e noi le abbiamo alloggiate gratuitamente».
Con l'intervento del vice commissario Roberto Fabbrini l'atmosfera si calma e Di Marco si siede tranquillo al tavolo rotondo per l'intervista che ora può iniziare davvero..

Le risulta che il sito sia andato in tilt come abbiamo scritto?
«Assolutamente no. Al massimo ci può essere stato qualche problema magari nei collegamenti con Bomba, ma non con il sito. Chi è andato a cliccare sul nostro sito dicendo che non funziona probabilmente non sapeva nemmeno che stesse in un sito internet».

Ad adesso, se dovesse fare una panoramica sui Giochi cosa direbbe?
«E' un evento. Il più delle volte nelle riunioni con i capi delle delegazioni ci prendiamo il caffè e ci fanno complimenti perché è tutto “eccezionale”. E' un evento che ha strabiliato il mondo. Poi ci vuole anche un po' di fortuna, come i record del mondo che ti fanno finire sulla Cnn. La città è in fermento. Ci sono più di 100 mila persone. Poi se il termometro è la partecipazione:abbiamo dovuto spesso chiudere le porte delle gare per le troppe persone. Lei ci pensa a 2 mila persone a Manoppello? La gente ha capito che è un evento unico ed irripetibile. Per questo partecipa. Per strada ci ringraziano anche i signori anziani, come è capitato ieri a Mario Pescante. Voi con la vostra informazione che di solito canta fuori dal coro, ora state cantando fuori dal coro della gente comune. Gli stessi vostri lettori ve lo dicono. Per esempio, per le finali di pallavolo abbiamo già venduto tutti i biglietti: sold out. Pagano 7 o 10 euro per vedere le partite. La gente mi chiama disperata che non ci sono più i biglietti per Vasto e Chieti.»
Sold out? Vuol dire "tutto esaurito"?
Strano perché nella biglietteria del piano di sotto per le semifinali e finali maschili e femminili i biglietti fino a 15 minuti prima erano in vendita e disponibili.
Un po' sorpreso Di Marco corregge il tiro dicendo: «ma quelli sono 200 biglietti che avevamo lasciato per evitare la calca».
In tutti i casi fino alle 18.00 i biglietti erano disponibili presso la biglietteria dell'ex Aurum.

Per quanto riguarda la pubblicità dell'evento, quali investimenti sono stati fatti per far conoscere al mondo Pescara2009?
«Zero. Non avevamo i soldi. Grazie alla Telecom abbiamo potuto addobbare le città coinvolte con gli striscioni e le bandiere, altrimenti nemmeno quello. Abbiamo avuto molte difficoltà»

Ma come “zero”, su alcuni giornali ci sono vostri banner e la vostra pubblicità. Quanto si è speso?
«Sì, ma quello è frutto di accordi».

Su “Il Centro” c'è stato un vostro banner per molto tempo, persino sul nostro giornale per due settimane...
«La pubblicità sulla Rai ce l'ha regalata la Presidenza del Consiglio. Poi noi abbiamo speso massimo 100 mila euro per comprare una pagina sulla Gazzetta e una sul Corriere. Poi sono state fatte tante guide ufficiali, obbligatorie da regolamento, che abbiamo spedito a tutti i paesi. Poi una guida per i media ed una per i volontari tradotti in più lingue».

Quali vantaggi ha prodotto questa manifestazione per gli abruzzesi?
«Lei pensi solo agli albergatori e agli esercizi commerciali. E poi anche voi, come media abruzzese avreste potuto avvantaggiarvi di questa manifestazione, scrivendo anche delle cose che vanno bene: delle cose bellissime che succedono durante le gare».

Ma lei sa che i media del Web non sono stati accreditati dal Coni? Abbiamo fatto uno sciopero di 3 giorni e la notizia comunque è stata riportata a livello locale (anche nei tg) e a livello nazionale? Lei non ha saputo nulla?
«Lei mi vuole dire che non avete l'accredito? Questa cosa a noi non è giunta. Non sapevamo nulla e poi non ci possiamo fare niente noi come Comitato: è il Coni che se ne occupa».

Lei ha parlato di ricaduta positiva sugli esercizi commerciali. Alcuni di loro si sono lamentati perché non hanno potuto usare la mascotte “a uà” aggiungendo un bicchiere in mano od una pizza per metterlo sulla vetrina del negozio. Perché è stata negata questa possibilità?
«Questo succede perché la campagna pubblicitaria deve essere sottoposta al Comitato Internazionale dei Giochi. Una volta approvata la proposta non si può più cambiare. C'è stata una gara anche per la campagna pubblicitaria. L'evento, poi, non può essere trattato da bar. Non si può andare sotto un certo livello. Il tutto per dare serietà al simbolo e all'evento».

Tornando al sito internet, quanto è costato dato che hanno usato una piattaforma open source (Joomla) che non ha oneri?
«Il sito l'abbiamo fatto noi del Comitato. Non è costato nulla. Abbiamo pagato solo l'affitto del server che abbiamo pagato 18 mila euro. All'inizio avevamo un server di Torino. Ma poi io ne ho voluto uno locale, perché chi lo chiama un service a Torino all'una di notte se abbiamo un problema? Avevamo chiesto anche alla Regione, all'inizio, ma ci rispose solo dopo 8 mesi. Intanto noi avevamo risolto con Cyborg».

L'altra volta Giovanni Ramundi (responsabile dell'Information Technology) ha risposto gentilmente a tutte le nostre domande sull'appalto da 8,5 mln di euro. Perché questa mattina non ha voluto risponderci(«non ho nulla da dirvi») sulle questioni del funzionamento del sito dirottandoci alla direzione generale?
«Perché la direzione generale, viste le bugie scritte in quell'articolo, ha preferito non far rispondere Ramundi».

In conclusione, è soddisfatto dei Giochi?Che voto si darebbe?
«Molto di più. Il voto lo lasciamo dire agli altri. Fino all'ultimo si è rischiato di non farli. Già farli è stata una conquista, una vittoria che parla solo abruzzese. Ringraziamo tutti il commissario Mario Pescante che ha preso in mano la situazione con tutto il suo staff di vice commissari. Ma scriverete mai qualcosa di positivo sui Giochi? Facciamo così, le faccio fare un accredito per i Giochi così se li guarda. Dico giù che è un ordine superiore del direttore generale. Lei se lo prende un accredito?».

Manuela Rosa 02/07/2009 8.54