IL FATTO

Usura. Si indebita per 400 mila euro per salvare padre malato, 12 arresti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. E' in corso dalle prime ore della mattina un'operazione della squadra mobile di Pescara, diretta da Nicola Zupo, per l'esecuzione in Abruzzo e Campania di 12 misure cautelari per usura, estorsione e sequestro di persona.

Fino ad ora ne sono state eseguite dieci.
Il personale della mobile sta effettuando anche otto sequestri preventivi, per un valore complessivo di due milioni di euro.
Vittima dell'estorsione un giovane imprenditore del pescarese che avrebbe fatto ricorso agli usurai perchè il padre era malato di fegato e aveva bisogno di un trapianto.
L'uomo, poi, e' morto. Per stare dietro ai debiti con gli usurai il giovane avrebbe rinunciato a beni per due milioni di euro.
Maggiori informazioni nel corso della mattinata.
01/07/2009 10.34

PESCARA. C'è anche l'ombra della camorra napoletana dietro l'operazione di polizia che ha portato a 12 misure cautelari (otto in carcere e quattro ai domiciliari) nei confronti di persone che sono indagate a vario titolo per i reati di estorsione, usura, sequestro di persona.
Una indagine particolare e delicata quella della Squadra mobile che sta procedendo anche al sequestro preventivo di cinque appartamenti, un garage, due locali commerciali ed un terreno.

La storia si sviluppa nel sottobosco cittadino, fatto di imprenditori e commercianti, spesso in difficoltà economiche, che hanno la necessità di poter disporre di somme di denaro ingenti e velocemente.
Le banche non rispondono e spesso non concedono i soldi portando un gran numero sempre maggiore di persone a rivolgersi agli usurai.
È capitato anche ad un imprenditore della provincia di Pescara, proprietario di un ristorante e di una pescheria che si è visto, nel giro di pochi mesi, spogliato di tutti i suoi averi, incamerati nei patrimoni delle persone alle quali si era rivolto per avere finanziamenti.

Ed è proprio la vittima (di cui non faremo il nome) che, stremata da vessazioni e dolori, ad ottobre trovò il coraggio di andare in questura e sporgere una formale denuncia nella quale racconta la sua tragedia con la morte del padre e tassi usurari pari al 30% mensili ad opera di zingari e pregiudicati collegati con la malavita campana.
I problemi dell'imprenditore nascono da una grave malattia del padre che aveva necessità di un trapianto di fegato.
C'è la necessità di trovare un donatore ma i tempi sono troppo lunghi. L'uomo va alla ricerca di una soluzione e si imbatte in un personaggio già noto agli inquirenti che gli propone una corsia preferenziale presso una clinica privata in Svizzera dove i tempi sarebbero stati brevissimi.
L'uomo, Giovanni De Crecchio, di Chieti, gli spiega però che servono € 70.000 per il trapianto che il commerciante tuttavia non ha.
A questo punto allora De Crecchio propone all'imprenditore l'ottenimento di un finanziamento europeo a fondo perduto per la sua attività commerciale dell'importo di circa un milione e mezzo di euro.
Ma per ottenerlo sarebbe stato necessario versare un piccolo "obolo" al funzionario di quella banca, obolo quantificato dalla polizia in circa € 100.000.
Per gli inquirenti sono storie inventate: non esisterebbe né la clinica né la banca che sono frutto di fantasia.
Il commerciante tuttavia ci crede e decide di seguire questa pratica illecita anche perché ha bisogno di soldi e non avendo tempo di vendere le proprietà o ricorrere alle banche si reca da due zingari per ottenere un primo prestito.
Ma è solo l'inizio perché la truffa legata all'estorsione va avanti e alla fine il commerciante si troverà ad aver versato una cifra di poco inferiore ai 400.000 mila euro tutta frutto di prestiti chiesti ad usurai.
La vittima sarebbe così stata costretta a versare un interesse del 30% mensile e persino stipulare regolari atti notarili di alcuni immobili per sancire il passaggio di proprietà in caso di insolvenza.
Il patrimonio sottratto per usura al commerciante è stato calcolato dagli uomini della squadra mobile, diretti da Nicola Zupo, in circa € 2 milioni.

IL SEQUESTRO

Sono stati mesi terribili per il commerciante che, essendosi privato di tutti i suoi beni, non aveva la possibilità di vivere arrivando persino a chiedere di poter trattenere una parte degli affitti che gli inquilini degli immobili gli versavano.
Secondo l'inchiesta della procura l'imprenditore sarebbe stato picchiato almeno in un caso e caricato su un'auto e portato a San Giorgio a Cremano, paese del napoletano, dove sarebbe stato nuovamente percosso da uno degli indagati che gli inquirenti suppongono possa essere il vero proprietario dei soldi prestati a strozzo.
Gli inquirenti si sono poi focalizzati su un uomo di origine casertana di 30 anni, Nicola Iazzetta, domiciliato a Pescara che sarebbe stato il tramite con la delinquenza napoletana e legato alla famiglia Attanasio.
Il sostituto commissario Domenico Pantalone l'ha descritto come una sorta di «emissario» e "testa di ponte" nel territorio abruzzese che comunque avrebbe fatto riferimento diretto alla famiglia napoletana.
L'ispettore capo Costanzo Pastore ha anche spiegato che non sono emersi collegamenti diretti con quella che viene definita generalmente Camorra ma che potrebbe essere anche difficile affermare il contrario poiché per operare su un certo mercato e praticare certe attività sarebbe comunque necessario il consenso della stessa Camorra.
L'indagine di oggi, coordinata dal pm Del Bono, è solo un altro piccolo tassello che tuttavia descrive sempre meglio un fenomeno come l'usura sempre più radicato in tempo di crisi e di lavoro che viene a mancare.
E' un fenomeno che gli inquirenti dicono essere estremamente difficile da debellare anche perché soltanto una piccolissima parte decide poi di denunciare gli strozzini.

In carcere sono finiti:
Mario Spinelli di Pescara nato nel 1972
Michele Maresca di Napoli nato nel 1960
Nicola Iazzetta di Caserta nato nel 1980
P. M. M. nato in Germania nel 1980
Carlo Attanasio di San Giorgio A Cremano del 1957
Patrizia Nocerino del 1962 di San Giorgio a Cremano.

Agli arresti domiciliari sono andati invece
Fabrizio Renzetti di Pescara nato nel 1975
Michelina Nocerino nata a Napoli nel 1959
Gennaro Attanasio di San Giorgio a Cremano del 1979
Giorgio Attanasio del 1985 di San Giorgio a Cremano.

È invece indagato a piede libero per truffa Giovanni De Crecchio di Chieti.

a.b 01/07/2009 12.54