Le terme di Caramanico in crisi: a rischio la stagione estiva

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA - La grave situazione economica in cui versa la società delle Terme di Caramanico ha già causato la mancata apertura dello Stabilimento Termale di Popoli.


Mette ora a serio rischio la continuazione dell'attività dello stabilimento proprio nel momento in cui la stagione turistico-termale si sta avviando al periodo di massima attività.
A denunciare la situazione il Consigliere Regionale del P.d.C.l., Antonio Saia, che individua le cause di questa crisi «nei ritardi dei pagamenti dalle ASL al mancato rinnovo delle convenzioni per le cure riabilitative da parte della Regione e, in parte, al disimpegno di Carichieti e Caripe che, non avendo mai accettato il piano di rientro finanziario proposto dalle Terme, ancora una volta omettono di sostenere con il credito le attività imprenditoriali e produttive della Regione».
Ad oggi, malgrado l'aggravarsi della situazione, i due istituti di credito non hanno ancora aderito alla richiesta; i responsabili della società delle Terme ed i dipendenti hanno scritto dunque al Presidente della Giunta Regionale, agli Assessori competenti ed al Presidente del Consiglio per far presente la situazione ed interessarli al problema, che in qualche modo coinvolge la responsabilità della Regione stessa.
Regione richiamata oggi anche dall'interpellanza di Saia, che chiede alla Giunta di intervenire presso le ASL per sbloccare i pagamenti delle prestazioni erogate e di sollecitare le banche ad «adempire al principale obbligo connesso al loro ruolo che è quello di sostenere, attraverso il credito, l'economia del Paese e quindi, nel caso specifico consentano attraverso la rapida approvazione di un piano di risanamento concordato, di concedere alla suddetta Società le anticipazioni necessarie alla prosecuzione dell'importante attività».
26/06/2009 10.16