Francavilla, Consiglio sprint vota il vicepresidente

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1521

FRANCAVILLA. Da xxl a small. I consigli comunali extra large di Francavilla al mare si riducono improvvisamente sotto la guida inflessibilmente morbida del nuovo presidente Valerio Baldassarre.

In poco più di due ore sbriga i punti all'odg.
E alle 22,30 tutti a casa, con una sorpresa: nuovo vice presidente del Consiglio è stato eletto Francesco Todisco Grande, votato solo dagli 11 consiglieri di maggioranza, mentre la minoranza ha abbandonato l'aula al momento del voto.
Una scelta “aventiniana” che di fatto ha privato l'opposizione della possibilità di indicare un suo nome per questa carica, a riprova che la gestione rigida dei tempi degli interventi ed il rispetto del regolamento - imposti dal nuovo presidente - hanno mandato in confusione la minoranza, abituata a monopolizzare i consigli comunali. Tanto che ad un certo punto, il consigliere Daniele D'Amario (neo eletto Pdl alla Provincia) ha tentato la carta della collaborazione sui problemi più urgenti di Francavilla (dal turismo al lavoro):«stasera voglio essere “propositivo” - ha detto - e abbandonare i toni polemici».
Ma la maggioranza non ha raccolto, impegnata com'era a portare a casa l'odg così come previsto e cioè il completamente dell'ufficio di presidenza.
Dunque inizio alle 20,10, un'ora precisa per le interrogazioni, 5 minuti per le repliche, alle 21,10 si passa al secondo punto, alle 22 si discute della candidatura a vice, alle 22,30 elezione di Todisco e fine della storia, a ritmi fino a poco tempo fa impensati.
In realtà il consiglio si era avviato sugli stessi canali delle volte precedenti, con uno scontro sulle norme del diritto amministrativo, sul regolamento, sulle leggi, sulla giurisprudenza, insomma un Consiglio come un'udienza del Tar sulla legittimità della nomina del nuovo direttore generale.
Una noia per il pubblico presente e per gli stessi consiglieri di minoranza che hanno parlato di «consiglio di avvocati» e di «disagio» evidente per il tono della discussione, ma anche una contraddizione.
Perché in effetti a far incanalare la discussione su questi temi erano stati proprio i consiglieri di opposizione Manuel De Monte, Carlo De Felice e Giuseppe Pellegrino che prima hanno contestato la scelta del direttore generale e poi la legittimità del nuovo presidente del consiglio: per loro è inaccettabile il fatto che, eletto un anno fa nelle file dell'opposizione, Baldassarre si è spostato nella maggioranza con il suo nuovo gruppo “Il Salvagente”.
Contestazione debole e seconda contraddizione, visto che la minoranza invece accetta tranquillamente tra i suoi banchi Carlo De Felice, protagonista di un altro cambio di casacca, anche se in senso opposto e cioè dalla maggioranza all'opposizione.
Il tutto almeno fino al 3 luglio, quando il Consiglio di Stato si pronuncerà sul ricorso dello stesso De Felice contro il suo licenziamento da presidente.
Solo allora si capirà se l'amministrazione Di Quinzio, impegnata fino ad oggi in questi ricorsi e controricorsi, saprà dedicarsi ai problemi reali della città.
Una sfida che il sindaco Di Quinzio avverte, ma che sarà anche un banco di prova per una minoranza che vuole essere “propositiva”.

Sebastiano Calella 25/06/2009 10.09