Droga: smantellato clan italo- albanese, 12 arresti

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

4443

PESCARA. E' scattata nelle prime ore della mattina un'operazione antidroga della squadra mobile di Pescara per l'esecuzione di 12 arresti.
La Mobile, diretta da Nicola Zupo, ha scoperto e smantellato un clan italo albanese, e quella di oggi e' la quarta fase delle indagini su questo fronte.
Maggiori dettagli saranno forniti in tarda mattinata

24/06/2009

ARRIVATO L'ATTO FINALE

“Atto finale” è il nome dato all'operazione di polizia giudiziaria di questa mattina che chiude il cerchio del lungo lavoro investigativo iniziato a marzo del 2007 e che ha permesso di debellare una vasta rete di spacciatori e di rifornitori tra l'Italia e l'Albania.
L'ultima parte della lunga indagine, coordinata dal sostituto procuratore Gennaro Varone, si conclude con 18 indagati di cui 10 destinatari di misure cautelari in carcere e agli arresti domiciliari.
Gli indagati sono tutti coinvolti in attività di spaccio al dettaglio di droga nella zona nord di Pescara, cioè quella compresa tra piazza Duca degli Abruzzi e Santa Filomena.
E' qui che la sezione antidroga della Squadra mobile di Pescara ha svolto per oltre due anni un enorme lavoro sul campo riuscendo a colpire nel momento giusto e a cogliere in flagranza di reato numerosi spacciatori che nel frattempo sono già stati giudicati per direttissima.

Le persone finite oggi agli arresti sono:
Paolo Rave, di Ortona residente a Pescara, 29 anni;
Yuri Battista, di Pescara, 30 anni
Marco Di Tonto, di Spoltore nato nel 1967
Nevio Porreca, nato a Miglianico e residente a Pescara
Crisella D'Andreamatteo, nata nel 1985 di Pescara
Letizia Scavongelli di Pescara nata nel 1975
Pino Marcaurelio nato in Germania nel 1980
Besir Korra nato a Tirana nel 1986
Martin Hahxi nato a Valona nel 1980
Romina Recchia di Pescara nata nel 1975.

Le indagini sono partite dal sequestro di 50 g di cocaina è di 150 di hashish mentre venivano smerciarti e passavano di mano da Paolo Rave a Frenk Marcaurelio, arrestati già nel 2007.
Dai due, gli inquirenti sono riusciti a tracciare una imponente ragnatela di persone in qualche modo collegate tra loro e tenute insieme dall'interesse dello smercio di droga o dalla dipendenza.
«Il nostro obiettivo era quello di prosciugare la fonte di questo immenso fiume», ha spiegato il capo della mobile Nicola Zupo, «e per questo siamo risaliti fino alle famiglie albanesi che vivono in nord Italia e sono direttamente in contatto con la loro madre patria. Sono poi queste che poi fanno giungere nelle Marche, Abruzzo, Puglia la sostanza stupefacente».
L'indagine per ragioni procedurali è stata suddivisa in quattro tronconi, tutti figli di indagini strettamente collegate tra di loro come le operazioni “Ancora”, “Nuova Oltralpe”, “Tre Regole” e questa di oggi “Atto finale”.




I NUMERI DELLE OPERAZIONI

Nel complesso sono state deferite dall'autorità giudiziaria 134 persone indagate, tra italiani ed albanesi, di cui 18 indagati oggi. A questi si devono aggiungere altri 23 indagati nell'ambito del filone d'indagine coordinato dalla Direzione distrettuale Antimafia abruzzese che per la prima volta ipotizzava, per alcuni degli arrestati, il reato di concorso esterno in associazione. In tale ambito furono anche emesse le misure cautelari reali come sequestri preventivi di numerosi beni immobili e fu operato lo stralcio per i restanti indagati di competenza alla locale procura della Repubblica.
Sono state eseguite 70 misure cautelari, mentre sono stati arrestati in flagranza di reato e già condannate 29 persone tra corrieri albanesi e custodi della droga già giudicati in altri procedimenti. È stata inoltre sequestrata una pistola semiautomatica clandestina con munizioni e circa 51 chili di eroina, quasi tre chili e mezzo di cocaina e cinque chili di hashish.
Il valore dell'eroina sequestrata è stata calcolata in circa € 8 milioni, mentre quello della cocaina in circa 650.000. “Solo” 50.000 il valore dell'hascisc.
Per le indagini, durate quasi due anni, sono state effettuate 160 intercettazioni telefoniche ed ambientali.

LE OPERAZIONI PRECEDENTI

Il 22 novembre del 2008
  la Squadra mobile eseguì 16 arresti.
Le indagini partite quasi un anno prima avevano consentito di individuare un pericoloso sodalizio criminale composto da italiani ed albanesi che gestivano, nel capoluogo abruzzese, il mercato di eroina. La droga era destinata prevalentemente allo spaccio al minuto nei locali pubblici del centro cittadino, frequentati da clienti altolocati. L'eroina partiva dall'Albania e poi dopo aver fatto tappa in Lombardia arrivava a Pescara.
Il 10 febbraio del 2009  una seconda operazione: 23 le ordinanza di custodia cautelare eseguite. Anche in questa occasione venne sgominata una banda che aveva il monopolio dello smercio della droga (eroina e cocaina) che proveniva dall'Albania a Pescara, per poi rifornire l'intera
regione ed arrivare anche nella provincia di Ascoli Piceno.
Il 10 marzo 2009, 19 arresti e 35 indagati.
Nel mirino, ancora una volta, italiani e albanesi che facevano arrivare a Pescara grossi quantitativi di stupefacenti per poi distribuirla sul territorio. L'operazione venne denominata "tre regole" perchè i capi albanesi dell'organizzazione avevano dettato regole chiare e precise per sfuggire agli attacchi delle forze dell'ordine che avevano reso più insidioso il loro lavoro: non svelare informazioni a nessuno, non fare uso delle sostanze e rimanere sempre nell'ombra. La droga, che arrivava da Durazzo, finiva prima nelle mani dei vari referenti che l'organizzazione aveva in Italia e da questi passava agli spacciatori, compresi quelli abruzzesi.
Pescara, quindi, era un punto di arrivo e non di transito dei carichi di droga.
24/06/2009 13.27