De Cesare:«Febbo è invidioso» e sul sottopasso infuria la polemica

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. «Ma quali irregolarità, ma che dice l'assessore Febbo: il collaudo statico del sottopasso di Via dei Vestini c'è stato, l'opera è sicura, il suo potrebbe essere procurato allarme ed io proporrò di denunciarlo alla Procura».
Valter De Cesare, come assessore agli affari legali e all'urbanistica del Comune di Chieti, risponde a muso duro all'ennesimo attacco di Alleanza Nazionale (oggi Pdl) contro il Villaggio Mediterraneo e le opere collegate, come in questo caso il sottopasso di Via dei Vestini e la piazza dell'Università inaugurati sabato.
Strano il destino di quest'opera, da sempre nel mirino di An, così come l'intera operazione dei Giochi del Mediterraneo.
Si pensava che la presenza del commissario governativo Pescante, il coinvolgimento della Regione a guida Pdl, le ripetute visite di altri assessori colleghi di Febbo avessero messo la sordina alle critiche.
Lo stesso senatore Fabrizio Di Stefano sembra abbia preso l'impegno di non parlare prima della conclusione dei Giochi, salvo poi chiedere la resa dei conti sull'intera vicenda.
Intanto poco dopo l'inaugurazione un acquazzone ha permesso di registrare anche il primo allagamento della opera nuova di zecca.
L'assessore De Cesare dunque replica alle accuse di Febbo, attribuendole all'invidia che da sempre «macera» l'esponente di An di fronte alle realizzazioni ed alle opere pubbliche dell'amministrazione comunale.
«Mi spiace per lui – scrive De Cesare – ma si capisce tutta la differenza tra la loro e la nostra idea di città se pensiamo che lì dove abbiamo realizzato Villaggio e sottopasso, l'amministrazione di An voleva realizzare una pompa di benzina con motel e ristorante. Per fortuna li abbiamo fermati in tempo».
Insomma non si placa la guerra ai Giochi, nemmeno in vista dell'apertura anche se, tutto sommato, sarà proprio il centrodestra a guadagnarne in immagine: inaugurazione con il presidente Berlusconi, con il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, e con il governatore Gianni Chiodi che si riprenderanno il giocattolo creato proprio da loro con il sindaco Carlo Pace (siamo nel 2001).
Fino ad oggi, in realtà, le denunce sono rimaste lettera morta, salvo la previsione di sabato che il sottopasso rischiava di allagarsi in caso di pioggia.
Cosa che è avvenuta, ma non per le cause indicate dall'assessore regionale e cioè che mancherebbe il collegamento con la fogna.
In verità, parola dei progettisti, «il collegamento è stato progettato e realizzato con tubi da 400 ed il collegamento alla fognatura è stato realizzato 200 metri a valle. A sorpresa il pozzetto collegato è risultato cieco, cioè non attaccato alla rete fognaria». Il Comune è subito corso ai ripari ed ha collegato il sottopasso ad un'altra linea fognaria «proprio per non dare soddisfazione all'assessore Febbo».

s. c. 22/06/2009 9.13

COLANTONIO: «AFFERMAZIONI ASSURDE»

«Non siamo affatto gelosi», commenta Mario Colantonio, consigliere comunale del Pdl. «Rimango esterefatto delle affermazioni rese dall'assessore all'Urbanistica Valter De Cesare, il quale si ostina a difendere la sua "creatura urbanististica"».
«Sin dalle prime battute di questa vicenda, il gruppo consigliare al Comune di Chieti di Alleanza Nazionale prima e Pdl ora», continua Colantonio, «ha sempre effettuato una attenta azione di
controllo, ponendo in forma scritta tutte le carenze documentali, le omissioni e quant'altro di irregolare si evidenziasse nell'iter amministrativo. Ci sono gli atti ufficiali del Consiglio Comunale che lo dimostrano nonchè le segnalazioni preventive fatte anche alla Procura della Repubblica di Chieti».
Per Colantonio De Cesare «dovrebbe spiegare come è possibile che il tunnel dei giochi, unico elemento architettonico di congiunzione del campus universitario con il Villaggio, tale da giustificare l'utilizzazione di un Prusst mai attuato, opera che è costata oltre un milione
di euro, con un pool di quotati progettisti, si allaga alla prima pioggia. Per quale motivo ? Manca il collegamento con la fogna».
Colantonio si chiede cosa ne pensa a riguardo la Corte dei Conti: «è un'opera costata milioni di euro, con fior fiore di parcelle pagate a progettisti, direttori lavori, collaudatori, che si inaugura la mattina e si allaga la sera e viene riparata a spese del Comune e della collettività taetina, utilizzando personale comunale sottoposto a turni di lavoro e condizioni lavorative "bulgare"».

22/06/2009 12.08

FEBBO: «INVIDIA DI COSA?»

«Mentre l'assessore De Cesare minaccia denunce» Mauro Febbo annuncia di aver «già inoltrato segnalazione alla Procura della Repubblica».
Il sottopasso di via dei Vestini, «presenta incongruenze a livello burocratico e tecnico», continua Febbo, «infatti il sottopasso non ha collaudo per ciò che concerne le mura strutturali e, quindi, la staticità stessa. Oscuri poi sono tempi di realizzazione dell'opera stessa per non parlare dell'aspetto tecnico. Il sistema fognario del sottopasso non ha il giusto dislivello per il deflusso delle acque bianche e solo oggi si accorge di doverlo collegare diversamente?»
Febbo domanda poi di che tipo di invidia parli l'assessore De Cesare: «sono invidioso di chi per 50 anni è stato relegato a consigliere di opposizione al comune ed ora tradisce le aspettative di chi gli ha dato, 4 anni fa, l'unica possibilità politica della sua vita, rispetto a chi, come me, modestamente messo a disposizione della collettività, l' esperienza, l'onestà e la coerenza e che mi ha visto fino a ieri, grazie alla gente, il più votato alla Regione Abruzzo ed investito di un ruolo di cui ne vado fiero ed orgoglioso».