Autovelox Canzano, la Procura apre una inchiesta sulle 10 mila multe

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CANZANO (TE). Gli agenti di polizia giudiziaria della stradale di Teramo, hanno posto sotto sequestro gli atti ed i verbali depositati al Comune di Canzano relativi agli autovelox.

La procura vuole vederci chiaro e la disposizione è stata firmata nei giorni scorsi dal sostituto procuratore della Repubblica David Mancini.
L'eterna vicenda vede nel mirino i 10 mila verbali di violazione al codice della strada elevate agli automobilisti per eccesso di velocità contro cui il giudice di pace si e' già pronunciato cassandole.
In più il Tar ha negato al Comune di Canzano la sospensiva del provvedimento con cui il prefetto di Teramo ha richiesto l'invio di tutti i verbali per archiviarli.
Due sarebbero i profili di illegittimità riscontrati dai giudici sui verbali di contravvenzione: la mancata contestazione in centro abitato delle infrazioni, secondo per aver affidato ad una ditta privata la gestione complessiva del controllo elettronico della velocità e la successiva cura delle pratiche sanzionatorie.
Così la pensa anche il giudice di pace Maria Gabriella Merlini che nei giorni scorsi ha accolto il ricorso di un automobilista.
Ma per il Comune di Canzano tutto sarebbe in regola e l'inserimento della Strada Statale 150 «tra le strade indicate dal decreto prefettizio n. 1723 del 2002 lo esonerava dall'obbligo di contestare immediatamente l'infrazione».
La pensa diversamente il giudice, secondo il quale questo «inserimento non legittimava di per sé la contestazione differita anche in quei tratti della Ss 150 che attraversano i centri abitati».
Il prefetto, inoltre, con una circolare del 26 settembre 2006 aveva richiamato una circolare del ministero dell'Interno, invitando i sindaci «ad impartire disposizioni affinché i comandi di polizia urbana comunicassero quali tratti di strada ricadessero all'interno dei centri abitati. Ciononostante, l'amministrazione di Canzano non riteneva di segnalare al prefetto la presenza del centro abitato di Piano di Corte né di adeguarsi alle direttive ministeriali».

17/06/2009 16.51