Nel Parco fluviale cresce l’ipotesi della New Town

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MONTESILVANO. L’idea della giunta di Montesilvano è quella di tirar su una sorta di New Town tra via Vestina e il lungofiume.
Scatenato il consigliere del Pd Gabriele Di Stefano che non approva e propone di bandire un referendum per dare l'ultima parole ai cittadini.
Nei giorni scorsi è passata una delibera d'indirizzo per affidare a tre professionisti l'incarico di progettare lo sviluppo urbanistico della zona.
L'intenzione sarebbe quella si far approdare in consiglio comunale una variante al Prg per mettere vincoli sull'area che si estende dal mare fino al confine con Cappelle sul Tavo.
E si sta parlando di quella stessa area sulla quale si era ipotizzata la nascita di un centro commerciale (80 mila metri quadrati e un centinaio di negozi).
Scettico il consigliere del Pd che non risparmia critiche all'assessore all'urbanistica Mimmo Di Giacomo, accusato di «favoleggiare di una “New Town” attingendo dal ricco ed astuto linguaggio del nostro Presidente del Consiglio».
«In una città che sta affogando nel cemento e nel traffico», contesta Di Stefano, «una tale idea
appare francamente irragionevole ed insostenibile, cosa la ispira? Dovremo per l'ennesima volta cedere il passo alla speculazione edilizia? Come già sostenuto in altre circostanze, la città ha bisogno di un vero polmone verde».
Il programma del sindaco Cordoma indicava un Parco Fluviale, non una new town con altre costruzioni, un centro commerciale e un autoparco.
«Vogliono imbonirci», contesta ancora il consigliere d'opposizione, «citando, a sproposito, parole come “case ecologiche, spazi verdi, luoghi d'incontro e piste ciclabili”, tutte vaghe promesse destinate ad essere disattese come già successo più volte per gli accordi di programma».
La zona a ridosso del fiume Saline rappresenta per l'esponente del Pd «l'ultima occasione» per
una “svolta verde” a risarcimento del fiume di cemento che la città ha già dovuto sopportare.
«È tempo che anche i cittadini facciano sentire la propria voce», continua Di Stefano, «e testimonino che Montesilvano non vuole diventare una metropoli ma soltanto una città a
misura d'uomo. È perciò che sfido l'amministrazione, il sindaco Cordoma e l'assessore Di Giacomo, ad indire un pubblico referendum sui nuovi progetti: vero parco fluviale con solo ampi spazi verdi, vere piste ciclabili ed attrezzature sportive e turistiche oppure “New Town” e centri commerciali?»

15/06/2009 11.58