Fornitori del Comune battono cassa. Cordoma: «andate da Cantagallo»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Fornitori del Comune battono cassa. Cordoma: «andate da Cantagallo»
MONTESILVANO. In un mondo in cui puntualmente la realtà supera la fantasia è facile imbattersi in chi, dopo avere lavorato ed offerto un servizio al Comune, si trova non solo a non essere pagato ma anche a dover risarcire l’ente.

Ma chi è in questa situazione non è solo, anzi in buona e folta compagnia. Infatti sono più o meno una cinquantina le ditte e i professionisti che attendono- sembrerebbe invano- un pagamento per i servizi o i lavori che hanno fornito al Comune di Montesilvano qualche anno fa.
A non voler pagare, adesso, è il sindaco Cordoma («non pago e non pagherò»). Ma al tempo che i lavori venivano commissionati al timone della città c'era il sindaco Cantagallo.
L'ex sindaco spesso affidava incarichi fiduciari con accordi verbali.
Pare che fin quando c'era Cantagallo, le prestazioni richieste dal Comune venivano regolarmente pagate.
Dopo Cantagallo, durante il commissariamento del Comune, sono venuti fuori “debiti fuori bilancio” per 3 mln di euro, tra cui anche le prestazioni in oggetto.
Cordoma, al telefono con PrimaDaNoi.it, ha dichiarato di non voler pagare perchè «quelle spese erano senza determine, senza delibere, e per le quali non erano previsti impegni di spesa». «Arricchimento per il Comune e pubblica utilità» sono i requisiti (art.194 del Testo Unico) che questi servizi dovrebbero avere per essere pagati.
A questo articolo di legge si è attaccata l'amministrazione Cordoma per non saldare i debiti. Molte imprese e professionisti hanno quindi intentato una causa per cercare di recuperare i crediti. E qui il ribaltone. Oltre al danno anche la beffa. Infatti probabilmente, per chiudere le cause velocemente, molte ditte si vedranno costrette a pagare una somma pari circa a mille euro per evitare di allungare ( a spese proprie) la lite. Meglio pagare mille euro oggi, che chissà quanti domani. E il Comune che aveva usufruito di un servizio non salda, ma intasca.



QUELLE FOTOGRAFIE CHE «NON PRODUCONO ALCUN ARRICCHIMENTO»


Ad avere 9 mila euro di lavori non pagati (effettuati tra il 2005 e il 2006) è il fotografo Valerio Simeone. Non avendo avuto alcuna risposta a due raccomandate per sollecitare i pagamenti, una inviata al commissario ed un'altra a Cordoma, il fotografo ha raccontato di aver dovuto proseguire con una causa in cui il Comune si è appellato alla mancanza di un contratto.
«Durante la prima udienza», ha raccontato Simeone «l'avvocato del Comune, vedendo la forza della legge contro di noi, mi ha chiesto ben 1000 euro per chiudere la causa sapendo che ne avrei spesi di più se fosse andata avanti. L'ho vista come una ingiustizia».
Subito in quel momento il fotografo ha chiesto, telefonicamente, spiegazioni al sindaco Cordoma. Si è visto rispondere che lui «non ha procurato nessun arricchimento al Comune cone le fotografie». Chi decide se una foto (o un comunicato stampa) arricchisce o meno la collettività dovrebbe essere solamente l'uso che l'ente ne fa.
E qui le versioni del fotografo e di Cordoma sono diametralmente opposte.
«Il materiale fotografico- ha detto Simeone - è stato utilizzato per i comunicati, locandine, manifesti, il giornalino del comune, il calendario, e tutto il resto».
Ed invece Cordoma, sentito da PrimaDaNoi.it, ha sostenuto che «di quel materiale non è stato fatto un uso istituzionale».

CORDOMA: «QUELLE SPESE NON LE PAGHEREMO, GIA' PAGATO 1 MLN DI EURO FUORI BILANCIO»


«Per farsi pagare il debito» ha sintetizzato subito Cordoma «i creditori devono rivalersi su chi gliele ha commissionate quelle prestazioni, i soldi li devono chiedere a lui (Cantagallo, ndr) che ne risponde personalmente».
«Solo in quest'anno – ha precisato il sindaco- abbiamo riconosciuto un milione di euro di debiti fuori bilancio».
«Le altre sono spese – ha continuato Cordoma- come cene, fotografie e viaggi per le quali non c'è nulla di scritto non le pagheremo: lo dice la legge. L'unico criterio che utilizziamo per il pagamento è l' “arricchimento” per l'ente che quel servizio ha prodotto».
Poi ha aggiunto che tra i “malcapitati” non ci sono solo fornitori di servizi ma anche i realizzatori di lavori pubblici.
Su questa vicenda ha risposto il dirigente del settore bilancio, Carlo Tagliaroli che oltre a spiegare i cavilli normativi del Testo Unico, non ha ricordato quanti e quali sono i lavori pubblici che non verranno pagati.
«Non è che non pagheremo solo le fotografie o le cene o i viaggi. Ma anche, per esempio, se c'è stata una illuminazione di una strada di campagna che non serve, non si pagherà nemmeno quella». Chi decide se un'opera è utile alla cittadinanza o meno? «E' molto difficile- ha risposto Tagliaroli- rintracciare elementi di oggettività per esempio in una fotografia».

Manuela Rosa 13/06/2009 10.56