Pescara 2009: bando da 8,5 mln pubblicato sul sito della ditta che poi vincerà

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Pescara 2009: bando da 8,5 mln pubblicato sul sito della ditta che poi vincerà
PESCARA.Ormai i Giochi del Mediterraneo stanno per iniziare, ma non manca qualche colpo di scena. A saltare all’occhio è il bando di gara per la realizzazione del “sistema informatico”.
Un bando di gara normale, pubblicato online, accessibile a tutti e scaricabile, del valore di 8,5 mln, per la ricerca di ditte capaci di fornire servizi informatici. Tutto sembra in ordine se non fosse per il fatto che il bando è stato pubblicato sul dominio web dell'azienda che poi si è aggiudicata la gara.
L'azienda in questione è la Cyborg di Chieti Scalo, che ospita il bando sul proprio dominio, e poi vince l'appalto con un raggruppamento temporaneo di imprese di cui fanno parte Msl Software S.L., Telecom Italia Spa, Engineering Ingegneria informatica Spa e BT Italia Spa.
Quando un ente pubblico bandisce una gara il bando viene pubblicato sul sito istituzionale; questa volta invece si è scelto quello di una ditta privata.
L'incongruenza- comunque grossolana- non starebbe tutta qui.
Infatti, uno dei manager della Cyborg, Giovanni Ramundi, nel 2007 «si dimette» dall'azienda per cui lavorava per poi diventare il responsabile del settore Information Techonology dei Giochi del Mediterraneo portando con sé anche altri dipendenti della Cyborg.
Poi la cronaca dirà che a vincere quell'appalto è stata proprio l'azienda che Ramundi aveva lasciato. L'incarico dato a Ramundi potrebbe essere il risultato della stretta collaborazione tra la Cyborg e il direttore generale dei Giochi, Mario Di Marco. Collaborazione consolidata anche in altre manifestazioni sportive come gli Eurobasket e che, a stare alla dichiarazioni di Ramundi («io sinceramente ci spero, e non lo nascondo»), potrebbe continuare in futuro.

IL SISTEMA INFORMATICO: UNA GALLINA DALLE UOVA DA 150 MILA EURO AL GIORNO

Si lavora da giorni senza sosta all'Aurum, quartier generale dei Giochi del Mediterraneo.
Fanno salti mortali soprattutto quelli dell'information technology che sono chiamati a rispettare i tempi rapidissimi di una realizzazione mastodontica.
Di sicuro c'è tanto da fare anche perché il tempo stringe.
Ed è proprio il fattore tempo a gettare ulteriori dubbi sulla operazione di gestione del settore informatico.
L'appalto, come detto, è da 8,5mln di euro. Se si divide la cifra per i 64 giorni previsti per la realizzazione si ottiene che questo settore offre un prodotto che costa 150 mila euro al giorno. Inoltre, visti i tempi strettissimi, i tecnici sono chiamati ad una realizzazione ai limiti delle umane possibilità.
In 64 giorni di lavoro (dall'apertura delle buste -22 aprile- all'inizio dei Giochi -26 Giugno-) i tecnici sono chiamati a realizzare: 27 siti per le dotazioni telematiche, uno per il Villaggio Mediterraneo, 10 siti per la diffusione sonora, un ufficio Giochi.
Inoltre c'è l'incognita “accredito” per la schedatura di tutti i partecipanti alla manifestazione (giornalisti ma non solo) una procedura che deve concludersi almeno 15 giorni prima. Così i giorni utili per il lavoro si riducono a 40 giorni.
Fondamentale allora potrebbe essere capire se le opere richieste (la programmazione informatica, per esempio) vengano fatte da zero e, dunque, implica un lavoro enorme e costoso oppure si utilizzano software preesistenti.
In questo ultimo caso la mole di lavoro è inferiore, si può fare più in fretta ed il costo scende decisamente e non di poco (senza contare il fatto che esistono ottimi software open source e gratuiti che comunque possono servire in parte).
Sulla vicenda c'è però il solito chiacchiericcio e malumore probabilmente generato e messo in circolo da chi è stato escluso o credeva di avere le carte in regola per poter partecipare al grande evento.

RAMUNDI: «OGNUNO LA VEDE COME VUOLE: IL BANDO ERA LI' PER VELOCITA'»

Giovanni Ramundi, sentito da PrimaDaNoi.it si mostra tranquillo, pacato, aperto.
Al punto persino da aggiungere qualche dettaglio nuovo.
Ha confermato i suoi buoni rapporti con la Cyborg, con il direttore generale dei Giochi, Mario Di Marco («il direttore mi ha dato un'opportunità perché ci ha visto lavorare»), ed ha dato a sua versione dei fatti.
«Il bando era sul dominio della azienda per un “hosting” - ha spiegato Ramundi- che tutt'ora esiste anche per il portale dei Giochi. C'era già un rapporto in essere tra Cyborg ed il comitato per la necessità di mettere su internet dei contenuti. Il comitato dei Giochi, per il quale io prima ho fatto una consulenza di 2 mesi, aveva un rapporto di fiducia con la Cyborg, anche per la questione della vicinanza fisica e quindi per velocità il bando venne pubblicato lì».
Per quanto riguarda la sua nomina come responsabile dell'I.T. dei Giochi, Ramundi ha poi chiarito:«mi ha nominato Di Marco che ripone fiducia in me per il lavoro svolto in altre occasioni. Poi, capisco, ognuno la vede come vuole, ma io lavoro dalla mattina alla sera, siamo in pochissimi a fare tutto il lavoro».
Ma cosa producete di tanto avveniristico che costa 150 mila euro al giorno?
«C'è una rete geografica enorme, dislocata in 33 sedi, un cablaggio strutturale per dati e voce, più una piattaforma applicativa che praticamente ci è stata regalata visto il prezzo ridotto».
Per quanto riguarda il bando, Ramundi ha invece chiarito che «il bando è stato redatto da uno staff di consulenti di esperti ed avvocati, ed è stato revisionato anche dal commissario e il suo team. E' stato pubblicato per tutti. La Cyborg insieme ad altre aziende leader nel campo hanno vinto. Punto».
«E' stato fatto un bando unico e generale», ha aggiunto, «per creare una interfaccia unica per lavorare con maggiore efficienza e celerità».
Un bando unico e più complesso, nella realtà, riduce il numero dei competitors: sono poche al mondo le aziende che avrebbero potuto realizzare quanto scritto nel bando.
Non crede che la mancata lottizzazione del lavoro abbia di fatto escluso molte piccole imprese? «Le scelte hanno sempre i pro ed i contro- ha concluso Ramundi- qui si rischiava di non farli i Giochi e la celerità e l'efficienza erano i fattori da privilegiare. Chi lavora in questo campo sa che sarebbe impossibile gestire una miriade di piccoli fornitori».

Manuela Rosa 12/06/2009 9.18

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