Stop intercettazioni, è quasi fatta per la "salva mariuoli"

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ROMA. La Camera ha detto sì alla fiducia al disegno di legge sulle intercettazioni, sulla quale il governo aveva posto la fiducia: 325 i favorevoli, 246 i contrari, due gli astenuti. Il voto finale al provvedimento è previsto per oggi alle 16. ECCO COME POTREBBERO CAMBIARE LE INDAGINI, LA CRONACA, I DIRITTI

E' la fine delle intercettazioni e con queste, probabilmente, delle grandi inchieste che anche in Abruzzo, in tempi recenti, non sono di certo mancate.
L'ultimo esempio in ordine cronologico è quello degli arresti alla Asl di Scafa. Il dirigente della squadra Mobile Nicola Zupo ha detto chiaramente che senza intercettazioni l'inchiesta non sarebbe mai scoppiata.
Stessa sorte anche per l'inchiesta Ciclone che ha azzerato la giunta Cantagallo a Montesilvano: in quel caso le intercettazioni furono fondamentali per arrivare ai documenti e alle carte che svelavano i presunti intrecci tra politica e mattone.
Ma di esempi ce ne sono a decine, tutti esempi che probabilmente potrebbero non avere alte repliche grazie alla trovata del governo di limitarne (meglio dire azzerarne) l'uso.
Di sicuro arrivare ai colpevoli sarà più difficile. Per contro chi vorrà fare grandi e piccole marachelle (corruzione compresa) sarà facilitato e diminuiranno vertiginosamente le probabilità di essere scoperto.
La legge allargherebbe a dismisura il novero degli atti non pubblicabili: «è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pubblico ministero o delle investigazioni difensive, anche se non più coperti da segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare».
Le notizie ci saranno sempre e comunque, e i giornalisti le verranno a sapere in qualche modo. Unico problema?
Non potranno più trasmetterle ai cittadini.

FIOCCANO LE PROTESTE

Pd, Udc e Italia dei Valori hanno scritto direttamente al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, contestando sia il ricorso al voto di fiducia, sia i contenuti del provvedimento.
«La misura è colma», si legge nella lettera. «Questo modo di legiferare della maggioranza» secondo i tra partiti è diventato di fatto «un mercato delle vacche» tra Lega e Popolo della libertà.
Non ha risparmiato attacchi al vetriolo l'Associazione nazionale magistrati, secondo la quale la riforma delle intercettazioni unita a quella del processo segnano nei fatti «la morte della giustizia penale in Italia».
Contro il ddl Alfano anche la Federazione nazionale della stampa italiana e tutte le altre sigle sindacali del giornalismo sono pronte a «scioperare nei prossimi giorni».
«Non e' tanto ai giornalisti che questo ddl toglie qualcosa - ha precisato Lorenzo Del Boca, presidente dell'Ordine nazionale dei giornalisti - quanto ai cittadini che vengono privati del diritto di essere informati su fatti rilevanti per la vita del paese. Vista la consistenza delle sanzioni che potrebbero essere comminate agli editori, qualora pubblicassero testi ormai pubblici ma comunque non pubblicabili, proprio gli editori si sentiranno nel diritto e nel dovere di intervenire nella decisione di cosa pubblicare o meno' ha concluso Del Boca. Roberto Natale, presidente dell'Fnsi, ha tenuto a sottolineare che 'qui non si tratta di diritti individuali ma dell'intera società civile che rischia un grave danno conseguente al tentativo di secretazione di informazioni importanti per il paese».


11/06/2009 10.50

«GENERATO UN MOSTRO
Dopo il voto di fiducia, la Camera ha dato oggi il via libera al testo del maxiemendamento del Governo sulle intercettazioni.
Il provvedimento, che ora passa all'esame del Senato.

Lorenzo Del Boca e Enzo Iacopino, presidente e segretario del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, condannano duramente l'approvazione del provvedimento sulle intercettazioni.
«Il legittimo desiderio di evitare il ripetersi di episodici atti di barbarie, per colpa di una qualche leggerezza nell'informazione - scrivono in un comunicato - ha generato un mostro. Senza enfasi e senza autoassoluzioni, si punta a colpire i giornalisti, i loro asseriti privilegi usando come alibi gli errori che alcuni commettono. L'obiettivo e' palese: impedire ai giornalisti di onorare il loro dovere costituzionale. I cittadini sono consapevoli che ad essere violato e' un loro diritto: quello di sapere per capire, di conoscere per giudicare, di informarsi per poter operare scelte consapevoli. Occorrera' ipotizzare misure di disobbedienza civile con la speranza che la Corte costituzionale, che ha certamente ben presente la sentenza della Corte europea di Strasburgo, possa e voglia stabilire qual e' il valore sociale dell'informazione. Per i cittadini, non per i giornalisti».

Ma ecco cosa potrebbe cambiare:

REATI CHE SI POSSONO INTERCETTARE
: tutti quelli previsti dal codice di prodecura penale, per cui sono stabilite pene oltre i 5 anni. (Dai delitti contro la pubblica amministrazione al contrabbando, all'ingiuria alle molestie, all'usura, all'abusiva attivita' finanziaria...)

EVIDENTI INDIZI DI COLPEVOLEZZA: Le intercettazioni sono autorizzate quando vi sono evidenti indizi di colpevolezza e gli 'ascolti' sono assolutamente indispensabili alla prosecuzione delle indagini, sulla base di elementi emersi nel corso dell'inchiesta che devono essere espressamente indicati e che non devono essere limitati al solo contenuto delle conversazioni telefoniche intercettate nello stesso procedimento. L'autorizzazione ad intercettare deve essere chiesta al tribunale del capoluogo del distretto in cui ha sede il giudice competente. La decisione viene presa in composizione collegiale.

MAFIA E TERRORISMO: per procedere alle intercettazioni bastano i sufficienti indizi di reato.

DURATA DELLE INTERCETTAZIONI E LIMITI DI TEMPO: Le operazioni di intercettazione hanno una durata, anche non continuativa, di 30 giorni. Il pm deve dare immediata comunicazione della sospensione o della ripresa delle operazioni. E' possibile una proroga degli ascolti per un tempo, anche non continuativo, di 15 giorni, cui puo' seguirne un'altra di uguale durata ma, in questo caso, solo se sono emersi nuovi elementi.

MAFIA E TERRORISMO: la durata delle intercettazioni "non puo' superare i 40 giorni, ma potra' essere prorogata per periodi successivi di venti giorni qualora permangano gli stessi presupposti, entro i termini di durata massima delle indagini preliminari". Nei casi di urgenza alla proroga provvede direttamente il pm.

INTERCETTAZIONI AMBIENTALI: l'ascolto sara' possibile solo nei luoghi in cui vi e' motivo di ritenere che si sta compiendo un'attivita' criminosa. Nei procedimenti di mafia e terrorismo l'ascolto delle comunicazioni fra presenti e' consentito anche se non vi e' motivo di ritenere che si stia svolgendo l'attivita' criminosa.


CRONACA GIUDIZIARIA
: E' vietato pubblicare, anche in modo parziale o per riassunto, le intercettazioni fino alla conclusione delle indagini preliminari. Anche se e' gia' caduto il segreto istruttorio. Le richieste e le ordinanze di custodia cautelare potranno essere pubblicate nel contenuto solo dopo che difensore e indagato sono venuti a conoscenza delle decisioni del giudice. Non possono pero' essere pubblicate le intercettazioni riportate nell'ordinanza di custodia cautelare.

PM SENZA NOME E VOLTO: Stop alla pubblicazione e alla diffusione dei nomi e delle immagini dei magistrati in relazione ai processi che vengono loro affidati. Il pm che rilascia pubblicamente dichiarazioni sul procedimento che gli e' stato affidato ha l'obbligo di astenersi Se iscritto nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d'ufficio deve essere sostituito.

INDAGINI CONTRO IGNOTI
: Le intercettazioni potranno essere effettuate se richieste dalla parte offesa, unicamente sulle sue utenze. E' sempre consentita l'acquisizione dei tabulati telefonici per identificare i presenti sul luogo del reato o nelle vicinanze.

ARCHIVIO "RISERVATO": un archivio presso la Procura custodira' le telefonate e i verbali. Ai procuratori generali presso le corti di appello e ai procuratori della Repubblica competenti per territorio il potere di gestione e controllo dei centri di intercettazione e di ascolto.

PROCEDIMENTI DIVERSI: Le intercettazioni non potranno essere utilizzate in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte. Questa regola non vale per mafia e terrorismo.

STOP ALLA PUBBLICAZIONE DELLE INTERCETTAZIONI DA DISTRUGGERE
: e' sempre vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, delle intercettazioni di cui e' stata ordinata la distruzione e delle intercettazioni dei terzi, estranei al procedimento. Prevista la reclusione da 6 mesi a 3 anni per chi pubblica anche per riassunto o in parte il contenuto di queste conversazioni. Il provvedimento introduce un'udienza stralcio per stabilire quali sono le intercettazioni da espungere dal procedimento.

SANZIONI PER GIORNALISTI E EDITORI
: multe salate per gli editori che violano il divieto di pubblicazione. Per i giornalisti previsto, in caso di violazione, l'arresto fino a 30 giorni o l'ammenda fino a 10mila euro se si tratta di intercettazioni.


INTERCETTAZIONI DELLE UTENZE DEGLI '007': Diventa di fatto piu' complesso intercettare le utenze degli '007': in questo caso, la magistratura dovra' informare entro cinque giorni il Presidente del Consiglio dei Ministri che dovra' accertare se sussista il segreto di Stato. Si potra' procedere solo se entro 30 giorni dalla richiesta il presidente del consiglio non abbia opposto il segreto. Non e' comunque in ogni caso precluso all'autorita' giudiziaria di procedere - si legge nel testo - in base ad elementi autonomi ed indipendenti dalle informazioni coperte dal segreto.
Quando e' sollevato conflitto di attribuzione nei confronti del presidente del consiglio dei ministri, se questo viene risolto nel senso dell'insussistenza del segreto, non puo' piu' opporlo in riferimento al medesimo oggetto. Chi rivela notizie su atti o documenti coperti dal segreto relativi ad un procedimento penale viene punito con la reclusione da uno a cinque anni. Pena aumentata, si legge ancora nel nuovo testo del governo, se il fatto riguarda comunicazioni di servizio di appartenenti ai servizi.

TABULATI 'URGENTI': Il pubblico ministero potra' chiedere anche i tabulati telefonici, quando vi siano casi d'urgenza. Quando, cioe', vi e' fondato motivo di ritenere che dal ritardo possa derivare grave pregiudizio alle indagini. . Lo potra' fare per tutti i reati previsti dall'articolo 266 del codice di procedura penale con un decreto motivato e non successivamente modificabile, da comunicare al tribunale entro ventiquattro ore. Il tribunale dovra', a sua volta, decidere entro 48 ore dal provvedimento se convalidare o meno la richiesta. In caso di mancata convalida, l'acquisizione dei dati non puo' essere proseguita e i risultati di essa non possono essere utilizzati.

OMESSO CONTROLLO: in caso di fuga di notizia, il magistrato o il pubblico ufficiale responsabili di non avere vigilato sono passibili di una ammenda che va dai 500 ai 1032 euro.

SPESE: FISSATO UN TETTO: Con decreto del ministro della Giustizia, sentito il Csm, viene stabilito ogni anno lo stanziamento massimo di spesa per le operazioni di intercettazione, che viene diviso per ogni distretto di corte d'appello. Al procuratore generale della corte d'appello la ripartizione dello stanziamento tra singole procure. Il limite di spesa puo' essere derogato su richiesta, per comprovate sopravvenute esigenze investigative.



11/06/2009 17.25