Omicidio Pagliari, «il killer era capace di intendere e volere»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Omicidio Pagliari, «il killer era capace di intendere e volere»
PESCARA. L'ex camorrista Michelangelo D'Agostino, 53 anni, era capace di intendere e di volere al momento dell'omicidio del titolare dello stabilimento balneare "Apollo", Mario Pagliari, di 64 anni.


L'omicidio avvenne il 6 luglio scorso all'interno del parco Villa de Riseis di Pescara ed oggi c'è una perizia dei consulenti nominati dal gip di Pescara Maria Michela Di Fine a chiarire meglio le circostanze di quell'episodio.
Se infatti il legale di D'Agostino aveva optato per il rito abbreviato, condizionata alla perizia psichiatrica, adesso c'è un elemento determinante.
Che il killer fosse nel pieno delle proprie facoltà mentali lo hanno certificato i due professori dell'Università di Foggia Vittorio Fineschi, direttore dell'istituto di medicina legale, e Antonello Bellomo, direttore della cattedra di psichiatria.
L'udienza preliminare prevista per ieri è stata rinviata al 7 luglio prossimo.
In quell'occasione si terrà l'audizione dei periti e la discussione del processo.
L'omicidio di Pagliari, noto balneatore amato dai pescaresi, sconvolse l'estate scorsa l'intera città.
Assassino e vittima si trovavano a Villa De Riseis: Pagliari stava giocando a carte con alcuni amici, l'omicida era il guardiano del parco, nonostante un passato burrascoso e una fedina penale sporca.
Dopo l'omicidio D'Agostino fece perdere le sue tracce, venne trovato qualche giorno dopo dai carabinieri mentre vagava sul ponte Capachietti con una busta di plastica in mano e la pistola con un colpo in canna.
Subito dopo l'arresto l'uomo giustificò il gesto folle con poche parole: «ho perso la testa. C'è l'ho nel Dna. Probabilmente il mio destino era segnato. Era scritto che dovessi finire la mia vita in carcere».
Intanto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha avviato un'azione disciplinare nei confronti del magistrato di sorveglianza di Modena, Angelo Martinelli, che nel marzo 2008 concesse una licenza trattamentale a Pescara all'imputato.
L'azione disciplinare sarebbe stata promossa per «negligenza inescusabile».


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10/06/2009 8.19