Iri School, la vertiginosa ascesa di un college in stile Harvard

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Fannulloni? Non proprio: solo perditempo. Guardia di Finanza, Agenzia delle entrate, Inps, Ispettorato del lavoro e, perché no, anche il sostituto procuratore Lucia Campo: tutti a caccia di farfalle nelle verifiche fiscali (e non solo) dell'Iri School per gli anni dal 2003 al 2008.

Così almeno fanno pensare le dichiarazione di Carmine De Nicola, il “rettore” di questo istituto scolastico paritario, più comunemente noto come “il professore”, rilasciate al Centro dopo che PrimaDaNoi.it aveva anticipato la notizia.

«UNA VERIFICA FISCALE NORMALE. I RILIEVI? SOLO EQUIVOCI»

Secondo l'interpretazione di De Nicola rispetto alla verifica fiscale subìta, i risultati delle indagini di cui abbiamo dato notizia in anteprima, sarebbero solo frutto di un equivoco.
O di una diversa interpretazione della normativa sull'Iva.
Insomma una vicenda che al massimo si risolverà con un'ammenda e con il pagamento di quanto potrà essere concordato con l'Agenzia delle entrate.
Esagerato infine – sempre secondo il “rettore” - il clamore su eventuali irregolarità contributive, mentre gli stipendi sarebbero stati sempre pagati regolarmente.
Sarà pure così: anzi PrimaDaNoi.it se lo augura soprattutto per quelli che lì ci hanno lavorato e ci lavorano.

L'ASCESA DELLA SCUOLA (2003-2008) COINCIDE CON LA VERIFICA FISCALE

Negli anni che partono dal 2003 De Nicola -anche attraverso il Cise- ha frequentato amicizie illustri poi inciampate in noie giudiziarie come arresti e processi, oltre che verifiche fiscali.
Al culmine dell'ascesa della scuola (siamo nel 2003) venne chiamato come conferenziere Giulio Borrelli, già direttore del Tg1 e corrispondente Rai dagli Usa, con pubblici propositi di inserire Scienza della comunicazione nei programmi di studio: l'Iri School come Harvard?
Francavilla come succursale dell'America?
Pochi ci credettero, perché poco dopo la scuola incappò in un sequestro per abuso edilizio all'interno del Campus, come veniva e viene ancora chiamata a Francavilla questa scuola che fa un uso ampio di parole che ricordano l'università, ma anche di croci e di parole latine (un po' di latinorum fa molto effetto…)
A palazzo Henrici, poi, dove è la sede di Chieti dell'Iri School, nell'atrio ci sono ben due frasi latine di Seneca e di Catone difficili da comprendere soprattutto per studenti in difficoltà.
Quindi il Campus continuò a essere indicato come un posto in cui giovani con qualche allergia a studiare nella scuola pubblica riuscivano ad acciuffare un titolo di studio sborsando migliaia di euro.
Il meccanismo collaudato per accreditare la scuola non era tanto quello di far studiare di più gli iscritti quanto lanciare l'immagine.
Dunque impegno spasmodico ad invitare certi personaggi, a farli frequentare nell'ambiente, ad accreditare l'istituto come centro di cultura e di potere, ad invitare alle feste di diploma togati, politici, uomini di scuola e presidi in pensione, magari anche docenti dell'università (d'altra parte De Nicola come rettore è collega di Cuccurullo.....) e a trasmettere spot televisivi a ripetizione.
Centinaia di migliaia di euro sono stati investiti in questi anni in pubblicità che sono finite ai maggiori giornali locali e non, oltre che alle tv, un modo come un altro per crearsi un marchio ed una immagine.
Altra variante ricercata, se capitava, era l'assunzione come insegnante di qualche moglie con coniuge che conta, scelti oculatamente magari secondo il “peso” dei mariti. Una tecnica di sicuro non originale, anzi troppo in voga.

LE AMICIZIE PERICOLOSE DELL'IRI SCHOOL

Ma la cronaca spesso si vendica: mentre l'Iri School è lanciata in questa operazione di immagine, alla fine del 2004 e per tutto il 2005 e il 2006, scoppia a Montesilvano la vicenda Sund, la casa di riposo per anziani dove erano stati trasferiti da Pescara gli ospiti della fatiscente residenza di via Arapietra.
Erano sindaci da una parte Enzo Cantagallo, dall'altra Luciano D'Alfonso.
In mezzo la chiacchierata gestione della Fondazione Ivec (In veritate et charitate) di Monsignor Cuccarese e del suo braccio destro Luciano Carrozza, alle prese con debiti miliardari con Caripe, Banca Toscana, Banca Marche e Carichieti.
In soccorso del Sund (o meglio di monsignore e di Carrozza) arrivò proprio De Nicola con il suo braccio destro avvocato Antonio Di Ianni e con la Cise.
Ad unire monsignore e “rettore” il sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, per il tramite del suo braccio destro, Guido Dezio.
D'Alfonso ebbe a dire poi che De Nicola gli fu presentato da un commercialista di Forza Italia (chi sarà mai?).
Sta di fatto che Cuccarese, Carrozza, D'Alfonso, Dezio sono poi finiti in alcune inchieste penali ancora in corso.
Scoppiò anche un braccio di ferro con i sindacati, Cgil in particolare: la Cisl fu più morbida quando ci furono i licenziamenti dei dipendenti Sund.
Crebbe anche il caso dell'accreditamento visto che a gestire la Rsa era una cooperativa e non la Cise direttamente, cioè la società che l'aveva ottenuto.
Ma con 5 milioni di euro in contanti De Nicola acquisì la gestione della Casa di Riposo e rilevò beni immobili dalla Fondazione, come l'Hotel Royal.
Alle spalle dell'operazione le stesse banche invischiate con i crediti in sofferenza, soprattutto la Carichieti, che già in passato aveva erogato milioni di euro al Vescovo di Pescara.

INTRECCI AFFARISTICI TRA MONDO ECCLESIALE, POLITICA E SANITÀ

Mentre la cronaca si dipanava attraverso questi strani incroci chiesa-politica, peraltro persistenti solo sul versante politico (oggi si parla con insistenza solo dei rapporti di collaborazione tra Iri School-Cise ed un noto professionista prestato alla politica ed esponente Pdl) la GdF metteva sotto la sua lente di ingrandimento i movimenti di denaro che consentivano acquisti immobiliari, con una disponibilità di contanti la cui provenienza ha messo a dura prova gli inquirenti: la vena aurifera, la fonte inesauribile di denaro sarebbe però stata identificata sia nell'attività istituzionale (le rette di 700 studenti iscritti per arrivare al diploma e circa 1000-1500 provenienti dalle scuole private solo per gli esami), sia in qualche rivolo disperso di origine sanitaria.
Una passione che ha portato De Nicola ad acquistare recentemente la clinica Stella Maris di San Benedetto del Tronto.
Ma, come dice il “rettore”, a breve si chiarirà tutto.
In attesa, trasparenza per trasparenza, due sole domande: come si fa a diventare colleghi di Cuccurullo?
E il titolo di “professore” viene dalla gestione dei corsi di formazione per tecnici aeronautici che si tengono nei pressi dell'aeroporto. Forse un caso che la Nenna D'Antonio e il consigliere regionale di Ortona, Francesco “Cecchino” Di Stefano, indicarono come possibile presidente della Saga (la società che gestisce lo scalo pescarese) proprio De Nicola?
Dopo la versione di De Nicola ora attendiamo anche quella del pm.
10/06/2009 7.50