Sulmona l’esclusa dal "cratere" in rivolta: azzerato il Pdl

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L’AQUILA. Adesso sono guai. Già, perché il 6 giugno il premier Silvio Berlusconi ha firmato l’ordinanza che conferma la sospensione degli adempimenti e dei versamenti fiscali fino al 30 novembre 2009 a favore dei 49 Comuni inseriti nel cratere del terremoto.
Ma allo stesso tempo con l'ordinanza è stata disposta la revoca di queste agevolazioni (preziosissime) per tutti gli altri paesi della provincia dell'Aquila.
Insomma chi è fuori dal cratere (tra questi Sulmona) avrà una bella gatta da pelare e non solo bisognerà lottare per entrare tra i 49 “sfortunati- fortunati” ma bisognerà cercare di spuntare qualcosa di importante per riuscire ad andare avanti.
I versamenti non effettuati nel periodo di sospensione sono eseguiti entro il 16 luglio 2009. Gli adempimenti i cui termini scadono nel periodo oggetto della sospensione dovranno essere effettuati entro il 30 settembre. Tutti i contribuenti che si sono avvalsi della sospensione dovranno versare le ritenute non subite in cinque rate mensili di pari importo a partire dal 16 luglio 2009.
E tutto questo proprio mentre i sindaci esclusi dal cratere hanno annunciato battaglie anche al Tar.
Per il senatore del Pd, Giovanni Legnini, il provvedimento «accrescerà il disagio delle popolazioni interessate e le contestazioni, in primis di quelle valle peligna, che oltre a non avere ottenuto alcuna risposta alle istanze più volte formulate al governo, vedono ulteriormente aggravare la loro condizione».
«Durante l'esame del decreto al Senato – ha sottolineato Legnini - abbiamo più volte, in modo chiaro, sollevato il problema del trattamento riservato ai Comuni fuori cratere. Il governo e la maggioranza non hanno voluto sentire ragioni e oggi decine e decine di Comuni versano nella totale incertezza sia relativamente al ristoro dei danni materiali ed economici subiti per effetto del sisma, che alla necessità almeno di escludere dal patto di stabilità le spese conseguenti al sisma».
Intanto il consiglio provinciale di Confcommercio ha deciso di convocare un'assemblea pubblica entro il 20 giugno prossimo per sollecitare la necessità «di dare finalmente risposte concrete ed immediate alle proposte avanzate ufficialmente, da quasi due mesi, all'amministrazione comunale per soluzioni alternative alle attività di negozianti ed esercenti».

BUONA NOTIZIA PER L'UNIVERSITA'

Gli edifici del Polo di Coppito dell'Università dell'Aquila, denominati Blocco 11/B Corpo 1 e Corpo 2 e Blocco 11/E Corpo 3, sono risultati agibili.
Si tratta in particolare di alcuni edifici destinati all'attività didattica delle Facoltà di Medicina e Chirurgia e Psicologia, che consentono di avere una disponibilità complessiva di 1000 posti a sedere per le lezioni, oltre ad alcune aule della Facoltà di Biotecnologie.
Il raggiungimento di questo risultato è stato reso possibile grazie all'operosa collaborazione tra Ufficio Tecnico e Commissione per le verifiche strutturali, che hanno potuto avvalersi delle valide competenze scientifiche e tecniche del personale docente e tecnico del nostro Ateneo.
«Dopo il superamento di non poche difficoltà tecniche, amministrative e burocratiche – ha spiegato il rettore Ferdinando di Orio - siamo riusciti a raggiungere questo importante risultato, che rappresenta un segnale significativo per la ripresa a pieno regime di tutta l'attività accademica del nostro Ateneo».

APERTO SECONDO CANTIERE PROGETTO 'CASE'

Ieri è partito invece il secondo cantiere del progetto "C.a.s.e." della protezione civile, che prevede la realizzazione di tremila alloggi per i terremotati.
Dopo il cantiere di Bazzano - attivato sabato - le ruspe hanno cominciato lo sbancamento nella frazione Cese di Preturo. Su entrambi i cantieri sta lavorando la ditta Co.Ge.Fer. di Roma.
«Stiamo predisponendo il lavoro preliminare per l'installazione delle piastre - hanno spiegato i tecnici del Progetto C.a.s.e - che consiste in un primo sbancamento fino al livello del magrone. In seguito questo magrone verrà rimosso per far posto alla fondazione delle piastre e poi si procederà alla casseratura, alla posa dei pilastri e alla realizzazione della struttura che sosterrà tutte le case prefabbricate».

09/06/2009 11.12

SULMONA L'ESCLUSA DAL “CRATERE” IN RIVOLTA: AZZERATO IL PDL

Mentre il Pdl festeggia praticamente in tutta la regione dopo le vittorie elettorali di ieri, al Comune di Sulmona il partito è protagonista di una rivoluzione.
Una protesta in massa per il bene del proprio territorio. Così il sindaco di Sulmona e sette consiglieri, tutti del Pdl, hanno annunciato l'uscita dal loro partito e la confluenza nel gruppo di maggioranza "Alleanza per Sulmona".
Una vera e propria rivoluzione politica per contestare l'esclusione del Comune dalla lista dei 49 della zona cratere individuati dal decreto Bertolaso dopo il sisma che ha distrutto L'Aquila e alcuni comuni della provincia.
Qui non c'è di che festeggiare oggi e a meno di 24 ore dai successi alle Europee e amministrative il Pdl sparisce praticamente da Sulmona.
I protagonisti della protesta sono il sindaco Fabio Federico, i consiglieri Antonio De Deo, Donato Di Cesare, Nunzio Alfredo Giovannelli, Gaetano Pagone, Giovanni Capparuccia, Cristian La Civita e Nicola Angelucci, attuale presidente del Consiglio comunale.
Il documento, sottoscritto la scorsa notte, e' stato formalizzato questa mattina durante la seduta del Consiglio comunale.
Nel Pdl, quindi anche con funzione di capogruppo, rimane solo la consigliera e parlamentare Paola Pelino.
"Alleanza per Sulmona", con 12 consiglieri, diventa il gruppo numericamente piu' rappresentativo e si prepara a governare la Citta'. Non e' escluso, a questo punto, un nuovo assetto nella composizione della Giunta comunale.
Si è accodato al coro di proteste anche il senatore del Pd Luigi Lusi: «il Governo ha il dovere di ascoltare la gente, imprese ed i lavoratori della Valle Peligna che chiedono maggiori attenzioni e coinvolgimento in questa delicata fase di ricostruzione».
Da qui l'annuncio della sua partecipazione, a Sulmona, alla manifestazione di questo pomeriggio contro l'esclusione dal cratere dei comuni della zona.
Sfileranno diciassette sindaci del territorio insieme al presidente della comunità montana peligna. Ha aderito la Provincia dell'Aquila.
«Non vogliamo - scrive Lusi - che vi siano territori dove i danni del sisma non siano riconosciuti. La rinascita della città dell'Aquila e degli altri 48 Comuni del cratere - conclude - non potrà essere scissa dalla ripresa e dalla rinnovata crescita della Provincia cui appartengono».

BERTOLASO, PROROGA PER COMUNI NO CRATERE

Il capo delle protezione civile, Guido Bertolaso, pressato dalle proteste da un lato non si assume responsabilità dirette, dall'altro tende la mano e si propone come paciere.
A proposito della revoca delle agevolazioni fiscali, relative ai comuni che non fanno parte della lista del cratere - così come disposto dall'ordinanza del 6 giugno scorso a firma del Premier Berlusconi - ha spiegato questa mattina ai sindaci intervenuti a un confronto pubblico all'Auditorium della Guardia di Finanza di non aver partecipato personalmente alla stesura.
«L'ordinanza – ha precisato - è stata elaborata sulla base di quelle che sono le indicazioni del Decreto. Mentre sono intervenuto personalmente sulle due ordinanze sulla ricostruzione leggera, questa terza ordinanza è stata preparata dal ministero dell'Economia. Ma - ecco la proposta di Bertolaso - ho chiesto al ministero e alla Presidenza del Consiglio di rivedere i parametri e vedere se esistono i termini per una proroga della sospensione almeno per qualche categoria perché, a mio avviso, se un commerciante ha subito danni a un negozio che si trova al di fuori dell'area del cratere è giusto che la sua attività debba essere in qualche modo tutelata».

SMANTELLATE CUCINE DA CAMPO

E altri problemi potrebbero derivare anche dalla nuova disposizione della Protezione civile di smantellare le cucine che non arrivano ad erogare più di 40 pasti per turno.
L'indicazione riguarda prevalentemente le tendopoli che si stanno svuotando nei paesi lontani dall'epicentro del sisma del 6 aprile. In alternativa potranno essere stipulate delle convenzioni con dei ristoratori locali. Alle amministrazioni locali e ai responsabili dei Com i tecnici della Protezione civile hanno ribadito, inoltre, la necessità di limitare l'erogazione dei pasti alle persone residenti nella tendopoli.
L'auspicio della Cei, invece, è che «per il prossimo autunno tutte le famiglie abbiano una sistemazione adeguata e che le comunita' possano disporre di locali decorosi per la socializzazione e l'esercizio del culto».

09/06/2009 14.28