Sanità. Intersindacale:«Subito via Redigolo o Venturoni»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Intersindacale sanitaria all'attacco: cacciare il commissario governativo Gino Redigolo, nominato per i debiti sanitari. Oppure, detto in altro modo: l'assessore alla Sanità Venturoni ed il commissario: «sono doppioni inutili».



Uno dei due deve andare via. Almeno si risparmierebbe il compenso.
Il tutto è stato richiesto ufficialmente dai segretari dell'Intersindacale in una lettera inviata al presidente del Consiglio, al ministro della sanità Sacconi ed al presidente della Giunta regionale Gianni Chiodi.
Si legge: «Caro presidente (riferito evidentemente non solo a Berlusconi), dell'attività del commissario non ci siamo nemmeno accorti, salvo che per la vicenda del ticket e per i vincoli strettissimi sulla spesa. Poi all'improvviso, dopo il terremoto, una circolare ai manager consentiva di allargare i cordoni della borsa».
«Questa iniziativa la contestiamo apertamente – spiega Valter Palumbo, segretario Fimmg – perché ci sembra che vada oltre i limiti e le competenze del decreto di nomina del Commissario Redigolo. In sintesi noi vogliamo conoscere almeno da Chiodi “chi dirige chi” nella sanità. Sarebbe ormai tempo che la Regione – lo stesso Chiodi o Venturoni – riprendesse in mano la gestione di questo settore».
Nella lettera si fa riferimento anche ai piani aziendali presentati dai manager alla luce delle direttive del Piano di rientro dai debiti.
«Vorremmo, inoltre, conoscere le determinazioni della Giunta Regionale – si legge - in riferimento alla validità degli atti aziendali correlati con il Piano di rientro, definiti dalle rispettive Aziende Sanitarie regionali unitamente ai piani industriali richiesti dal Commissario ad acta».
Insomma sembra finita la luna di miele tra i dipendenti della sanità e la nuova amministrazione regionale.
Pur consapevoli dei danni del terremoto e delle conseguenze amministrative del sisma, l'Intersindacale pensa che ormai non ci sono più alibi: il pianeta sanità deve ripartire con scelte politiche non più rinviabili e che non riguardino solo i tagli.

Sebastiano Calella 08/06/2009 13.04