Frode fiscale da 77mln: 4 arresti a Martinsicuro. Fratelli Tormenti nei guai

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Frode fiscale da 77mln: 4 arresti a Martinsicuro. Fratelli Tormenti nei guai
MARTINSICURO. Un danno all’erario da 77milione di euro, una cifra che la Guardia di Finanza potrebbe recuperare interamente grazie ad una serie di sequestri già attivati. 4 arresti.
E' la storia sempre più comune di quelle che vengono chiamate “frodi carosello”: un vorticoso e complicato giro di società fantoccio utili soltanto a ricevere false fatturazioni e a lucrare sull'iva e sul credito di imposta generato dal sistema che prevede almeno tre società di cui una fuori dalla Unione europea.
Frodi che sono sempre più frequenti e che diventano sempre più difficili da scoprire.
Questa volta il nucleo di polizia tributaria della Gdf di Pescara, coordinato dal comandante Maurizio Pasquale Favia, non si è fatta sorprendere e al termine di una intensa e laboriosa attività investigativa, condotta sotto la direzione della Procura della Repubblica di Teramo, ha eseguito 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere.
Contestualmente il gip di Teramo, ha autorizzato i sequestri nei confronti dei fratelli Tormenti, Giovanni, Franco e Marcello e Maurizio Di Biagio, uomo di fiducia degli stessi.

UNA INDAGINE PARTITA TRE ANNI FA

Si tratta di una indagine lunga e complessa avviata circa tre anni fa che ha fatto luce su una associazione a delinquere finalizzata alla evasione fiscale mediante l'emissione e l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
Viene contestata anche la truffa aggravata ai danni del bilancio dello Stato.
Gli strumenti della truffa sono stati la Navigo.it, ditta di Martinsicuro che operava nel settore della telefonia mobile ed elettronica di consumo, gestita dai fratelli Tormenti, e Rete Globo Srl, formalmente amministrata da Di Biagio.
Le due società secondo la Gdf erano attivamente inserite, in stretto e costante collegamento con diverse organizzazioni criminali di rango internazionale, in un colossale giro sofisticato e vorticoso di false fatturazioni con esorbitante danno all'erario quantificabile in almeno 77 milioni di euro.
Le Fiamme Gialle di Pescara, ricostruendo documentalmente passo dopo passo la movimentazione dei “telefonini” in entrata ed in uscita dai magazzini di stoccaggio della Navigo.it fino all'individuazione del cessionario finale, hanno scoperto, facendo ricorso anche ad intercettazioni telefoniche e telematiche, vere e proprie filiere fraudolente artatamente precostituite da numerose società (anche fino ad 8).
In realtà, dietro l'apparenza di transanzioni commerciali, si è scoperto che si trattava di imprese vuote – le così dette “cartiere” - amministrate da prestanomi nullatenenti, senza esperienza imprenditoriale e con l'unica finalità di emettere fatture per operazioni inesistenti e non versare alcuna imposta all'Erario e società c.d. “filtro”, immesse nel circuito esclusivamente per ostacolare le indagini.

L'IVA VENIVA SPARTITA

Proprio tra le società “filtro” individuate vi è la Rete Globo Srl, gestita formalmente prima dal suocero di Tormenti Marcello e dal novembre 2005 dal Di Biagio Maurizio, ma sempre sotto la costante “regia” dei fratelli Tormenti.
In tal modo, tramite un giro milionario di false fatturazioni, le società intervenute nei vari passaggi si spartivano il 20% della quota iva di rimborso, permettendo, tra l'altro, al cessionario finale di acquistare il prodotto ad un prezzo notevolmente inferiore rispetto a quello praticato a monte della filiera, con ingentissimi danni all'erario.
«Ma si produceva contestualmente», ha aggiunto il comandante Favia, «anche un non trascurabile turbamento dei mercati poiché con il risparmio dell'iva la ditta riusciva a praticare prezzi impossibili per i concorrenti».

«ATTIVITA' ILLECITA REITERATA»

La misura cautelare in carcere si è resa necessaria in ragione di un'attività illecita, reiterata anche in tempi recenti, e dell'enorme materiale di prova raccolto che non lascia dubbi.
Oltre ai 4 arresti, effettuati per la «elevatissima pericolosità sociale» degli indagati, in esecuzione dell'ordinanza, i finanzieri hanno proceduto al sequestro preventivo sia del credito iva della Navigo.it Spa giacente presso l'Agenzia delle Entrate di Giulianova ( 5mln di euro), sia dei beni della Navigo.it Spa (quote sociali, immobile ove risulta ubicata la sede e tutti i beni strumentali all'esercizio dell'impresa) con la materiale chiusura dell'azienda mediante l'apposizione dei sigilli.
Si è poi proceduto al sequestro finalizzato alla confisca per equivalente dei conti correnti e degli immobili nella disponibilità esclusiva degli indagati sino al raggiungimento dell'importo di quasi 1,5 mln di euro.
Da un punto di vista amministrativo, alla Navigo.it Spa sono stati notificati cinque avvisi di accertamento in materia di iva che hanno evidenziato una pretesa fiscale complessiva pari ad € 64.814.197,00.
In sede di ricorso la Navigo.it Spa è stata poi condannata dalla Commissione Tributaria Provinciale di Teramo (in data 01 dicembre 2008), al pagamento della somma dovuta per tutte le annualità, oltre al pagamento delle spese del giudizio.

05/06/2009 14.46