Rifondazione, «sondaggi tarocchi» mentre cade «un’altra roccaforte del Pd»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Per smentire il sondaggio che circola via sms da alcuni giorni si è scomodato addirittura il rettore dell’Università di Urbino che questa mattina ha dovuto inviare un comunicato ufficiale con il quale informava che il suo ateneo non ha mai fatto operazioni simili.


La storia l'aveva raccontata ieri il candidato sindaco al Comune di Pescara per Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo.
Acerbo aveva raccontato di candidati del centrosinistra pescaresi che vanno in giro per la città propagandando un sondaggio secondo il quale vi sarebbe già al primo turno un testa a testa tra i candidati Mascia e Alessandrini.
Questo sondaggio starebbe circolando via sms perlomeno tra le centinaia di candidati e sostenitori della coalizione, probabilmente anche grazie ad una sorta di catena di Sant'Antonio in chiave moderna, e anche al candidato di Rifondazione ne è arrivato uno nei giorni scorsi.
«E' evidente il tentativo di orientare il voto degli indecisi», tuona oggi Acero, «sottraendo potenziali elettori agli altri candidati e, in particolare, al sottoscritto».
Il sondaggio nell'sms, racconta ancora il candidato, viene attribuito all'Università di Urbino.
«Questa mattina», continua Acerbo, «ho contattato direttamente il Rettore di quella università che smentisce inequivocabilmente che il suo Ateneo abbia fatto una cosa del genere».
Nelle prossime ore Acerbo presenterà un esposto per chiedere di verificare la violazione delle norme che vietano la diffusione di sondaggi nei 15 giorni che precedono le elezioni e di accertare le responsabilità relative.
«E' triste constatare», chiude il candidato, «quanto sia caduto in basso il centrosinistra pescarese durante l'egemonia dalfonsiana».

ASL SCAFA:«UN'ALTRA ROCCAFORTE DEL PD SOTTO INCHIESTA»

E Rifondazione comunista ha gioco facile anche nell'altra vicenda di cronaca di oggi sugli arresti del direttore sanitario della Asl di Scafa.
«E' un altro bastione del sistema di potere di Di Matteo e D'Alfonso finisce sotto inchiesta. Si tratta proprio di quel metodo di occupazione della cosa pubblica, di controllo del territorio, di spregiudicatezza e violazione della legalità che Rifondazione contesta al centrosinistra e che, da soli, in questi anni abbiamo contrastato».
Ed infatti tra gli indagati figura anche il sindaco di Roccamorice, Carmine Antonio Del Pizzo, uomo di Di Matteo, e come lui medico.
Del Pizzo, fratello di uno degli indagati dello scandalo Fira e fratellastro di Giancarlo Masciarelli, risulta indagato per falso in quanto componente della XIII commissione Asl per le invalidità che avrebbe attestato falsamente le percentuali di invalidità ad una trentina di persone che venivano di volta in volta sponsorizzate, spesso dietro vera e propria contrattazione e senza alcuna visita medica.

04/06/2009 17.51