Asl Chieti, la fabbrica degli infermieri precari non è in crisi

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Precario a vita. E' il destino di alcuni Infermieri della Asl di Chieti, almeno stando all'ultimo bando (consultabile sul sito dell'Azienda sanitaria) per l'assunzione a tempo determinato di questa figura professionale.
Chi si aspettava l'avvio della soluzione per l'annoso problema della carenza di personale (in questo caso infermieristico, ma lo stesso discorso vale per medici e amministrativi), si trova ora di fronte al dilemma: presento la domanda o no?
La risposta sembra essere sì, visto l'afflusso di infermieri a via Martiri Lancianesi, sede della Asl, senza dire delle domande che stanno affluendo per posta ( la scadenza è il 12 giugno).
Anche perché, come specifica l'avviso, qualsiasi altra domanda presentata in precedenza non sarà ritenuta valida per questa graduatoria.
Così anche chi per 5-6 anni ha lavorato nella Asl dovrà ripresentare tutta la documentazione che già è agli atti, senza poter far riferimento ai documenti già depositati, eventualmente integrandoli con altri titoli.
L'iniziativa della Asl (che peraltro non sembra gradire le richieste di chiarimento e giudica «senza titolo» l'interesse giornalistico ad approfondire il problema) sembra obbligata, visto l'esaurimento dell'altra graduatoria esistente (con 420 nomi) e che è stata utilizzata per la mobilità.
Infatti a fronte delle gravi carenze di personale che in estate, per le ferie, diventeranno più drammatiche, ed in assenza di qualsivoglia iniziativa della Regione sul problema precari, la Asl di Chieti ha deciso di dotarsi di uno strumento immediatamente utilizzabile per far fronte alla necessità dei reparti.
Ma non c'era il blocco delle assunzioni?
Non c'era il tetto rigido di spesa per il personale?
Sicuramente, ma i misteri dei bilanci evidentemente consentono questi giochi di prestigio: non ci sono soldi per le assunzioni a tempo indeterminato, ma ci sono quelli per il tempo determinato.
Basterà iscriverli in bilancio sotto altra veste o con altra giustificazione.
In realtà, di fronte alla latitanza della politica sul problema del precariato, la Regione usa la Asl per applicare la teoria del “diritto sospeso”: tu hai diritto al posto di lavoro, ma te lo prolungo negli anni, così di speranza in speranza (e di elezione in elezione) posso sempre spendere il precariato come elemento di dibattito politico.
Con lo spauracchio della mobilità, visto che la graduatoria esaurita dei 420 nomi è stata prorogata al 2010.
Così forse i posti liberi saranno intanto occupati, con buona pace di chi ha accettato il licenziamento con la prospettiva di una stabilizzazione promessa, non ancora realizzata e forse destinata a saltare con questi chiari di luna.
Infine da registrare, sul bando a tempo indeterminato, solo la contrarietà dei sindacati Fials e Nursing Up che sottolineano anche i danni alla qualità dell'assistenza e le difficoltà di inserimento a caso dei nuovi infermieri di cui non vengono valutate professionalità e specializzazione.

Sebastiano Calella 04/06/2009 9.16