Delitto Masi: a 4 anni dall’omicidio Rapagnà chiede ancora di svelare il mistero

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Una domanda agli inquirenti e al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Teramo: dopo 4 anni, a che punto sono le indagini?

A domandarlo è Pio Rapagnà, amico dei coniugi Masi uccisi il 2 giugno del 2005. L'ex parlamentare torna a chiedere agli inquirenti – come fa ciclicamente senza arrendersi - di informare l'opinione pubblica circa i risultati fino ad ora raggiunti nelle indagini relative all'efferato delitto di Libero Masi e Emanuela Cheli perpetrato nella loro abitazione.
«La mancanza di informazioni e di risultati concreti a 4 anni di distanza dall'inizio delle indagini», spiega Rapagnà, «aumenta ancora di più il disagio, l'angoscia e la preoccupazione di tutti coloro che ancora amano la giustizia e tengono a cuore l'amicizia, il ricordo e la memoria di due vittime innocenti».
L'amico di famiglia torna a sollecitare «con crescente indignazione civica e morale», l'accertamento della verità e chiede la riapertura delle indagini, ricominciando «“tutto” d'accapo: non è possibile che in un piccolo paese come Nereto accada quello che è accaduto e nessuno ne sappia nulla, come se gli assassini fossero arrivati da un altro mondo e non avessero niente a che vedere con una “realtà sociale” che sembra abbia colto “tutti” di sorpresa. La eventuale e ventilata archiviazione sarebbe una conclusione insopportabile e dolorosa, che non tutti accetteremo a cuor leggero».
Rapagnà chiede così agi inquirenti della Procura di Teramo di ristudiare le carte, «anche quelle relative alle “limpide e integerrime” attività professionali di Libero Masi, per capire se vi fosse un motivo “razionale e predeterminato” per il quale gli assassini abbiano tentato di incendiare la porta di accesso alla sede del vecchio e familiare studio legale: quali “atti e documenti”, che non potevano essere trasferiti nel nuovo studio insieme ai suoi collaboratori, gli assassini volevano e poi cercavano di incendiare? E perchè i due coniugi sono stati prima a lungo torturati nel fisico e poi ripetutamente colpiti con una ferocia che non trova completa spiegazione in una ipotesi di trovarsi alla presenza di una tra le tante “rapine in Villa”, e questa volta finita male?»

03/06/2009 17.32