Sequestrati 14 chili di eroina, 2 conviventi in manette

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Ore 23 di sabato scorso: una macchina a fari spenti arriva a gran velocità in via Vella, zona Rancitelli. Viene scaricato lo pneumatico di un tir davanti ad un garage.

A osservare la scena, però, c'è anche un carabiniere, appostato in zona perché da quasi tre settimane i militari stavano tenendo sotto controllo due conviventi, Enrico Tatone di 40 anni e Oriella Falcone, di 43.
Dopo aver scaricato l'enorme gomma la macchina è ripartita a tutto gas e pochi istanti dopo è scattato il blitz dei militari.
I carabinieri, coordinanti dal tenente Salvatore Invidia, hanno così sorpreso all'interno del garage i due conviventi, intenti a scartare 28 panetti di eroina dal peso di 500 grammi l'uno.
In totale i militari sono arrivati a sequestrare in un solo colpo 14 chili di stupefacente.
La donna, già arrestata per spaccio internazionale di droga, e l'uomo noto per spaccio, sono stati così arrestati in flagranza di reato.
I due non sono stati ancora ascoltati dal magistrato ma si procederà nelle prossime ore a sentire la loro versione dei fatti.

LE INDAGINI VANNO AVANTI

Dopo l'arresto dei due conviventi le indagini vanno avanti per riuscire a scoprire da dove sia arrivato l'enorme carico di droga.
Vista la rapidità dell'azione e il buio davanti al garage dello spaccio, il carabiniere in appostamento non è riuscito a fornire dettagli sul modello o sulla targa dell'auto che ha scaricato lo pneumatico.
Quello che è certo è che i militari già da tre settimane stavano monitorando gli spostamenti della coppia a seguito di alcune segnalazioni che indicavano quel box come il centro nevralgico dello spaccio.
Secondo un primo calcolo degli investigatori la vendita dei 14 chili di eroina avrebbe fruttato 1 milione e 200 mila euro se venduta al dettaglio, “appena” 250 mila euro se venduta all'ingrosso. Pare certo che quel carico fosse destinato a rifornire la zona del pescarese.



PANETTI IMBEVUTI NEL GASOLIO

Quando i panetti sono stati ritrovati, però, era ancora acre l'odore di gasolio che sprigionavano.
Per questo, secondo gli inquirenti, il carico potrebbe essere stato trasportato all'interno di un serbatoio di un tir, sbarcato al porto di Bari e successivamente prelavato e inserito nella gomma dove stavano al momento del blitz.
Ma proprio il forte e persistente odore di gasolio che ha fornito questo nuovo indizio, serve a mettere fuori gioco i cani antidroga.
Bisognerà adesso vedere quanto i due arrestati saranno disposti a collaborare con la giustizia o decideranno di tenere la bocca cucita.

a.b. 01/06/2009 11.27