Forconi(Fn):«Alla Provincia di Pescara troppi appalti anomali e nessuno indaga»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Appalti assegnati comunque a ditte sui quali pende la spada di Damocle di accuse molto pesanti. LA PROVINCIA:«ANCHE FORCONI CI DA’ ATTO DI AVER RISPETTATO LA PROCEDURA»
Appalti aggiudicati comunque nonostante si definisca l'offerta con ribasso «anomalo». E nessuno grida allo scandalo e nessuno sembra indagare.
Ieri il candidato di Forza Nuova, Marco Forconi, presente ad un dibattito televisivo per le elezioni amministrative alla provincia di Pescara ha lanciato sul tavolo argomenti piuttosto delicati e scottanti come appalti nazionali, spesso anche europei, vinti da ditte molto note nella zona e non sempre per la qualità delle opere realizzate.
Forconi ha chiesto spiegazioni circa un appalto da 4,6 milioni di euro vinto da un'Ati (una associazione temporanea di impresa) nella quale figura la Angelo De Cesaris srl di Francavilla al mare, quella finita nell'inchiesta per presunte tangenti che ha portato all'arresto del sindaco Luciano D'Alfonso e allo stesso amministratore della società, Massimo de Cesaris.
La stessa società che in un'altra Ati sta realizzando il noto Ponte del mare e che secondo la procura di Pescara avrebbe vinto un appalto –quello dei cimiteri di Pescara- a tavolino taroccando le carte, anzi, predisponendole e concordandole direttamente con il Comune.
L'inchiesta ha infatti evidenziato prove trovate nei computer di file che attesterebbero la predisposizione dei bandi proprio da parte della stessa ditta.
L'appalto di cui parla Forconi è quello degli interventi lungo la statale 602.
«Se è vero», dice il candidato di Forza Nuova, «che è consentito ad una ditta qualsiasi partecipare ad una gara d'appalto (fra l'altro nel caso della 602 trattasi di opere per 4,6 milioni di euro) attraverso un'associazione temporanea d'impresa, è anche vero che eticamente ingiusto che vi partecipi una ditta indagata, in nome di una trasparenza e di una moralizzazione politica della quale non pochi si fanno portabandiere».
«Possibile che nessuno gridi allo scandalo sul fatto che a questa ditta è stata affidata un'opera monumentale, quasi fosse un premio, quando secondo il gip De Ninis e la procura di Pescara questa pare abbia avuto rapporti diretti e strettissimi con la casta pescarese?», si chiede Forconi.
«L'appalto dei cimiteri, il Ponte del Mare, i versamenti a D'Alfonso ed al partito ‘La Margherita' per le elezioni regionali del 2005, le tentate corruzioni a giornalisti (Informabruzzo): perchè l'opposizione di centrodestra non ha gridato allo scandalo quando ha letto quelle carte, se le ha lette? Possibile che all'interno del consiglio provinciale si pensi alla campagna elettorale e non si presta attenzione a quello che accade in fase di delibera?»
Forconi ha poi rivolto un altro interrogativo («perché nessuno indaga?») su un'altra ditta che in provincia di Pescara è molto operosa.
«La ditta “Paolo Di Giampaolo”», ha aggiunto Forconi, «ha vinto una gara per il rifacimento dello Stadio Adriatico e poi per lavori di realizzazione della sede del Liceo Scientifico Corradino D'Ascanio di Montesilvano. Sul sito istituzionale della Provincia però nel documento di assegnazione di quell'appalto non può non saltare agli occhi una frase molto interessante: “applicare una verifica ai sensi dell'art.86 comma 2 del d.lgs 163/2006 in quanto trattasi di offerta anomala” . Troppe stranezze e troppa rapidità che mi lasciano perplesso e che non possono e non devono passare in secondo piano rispetto ad una campagna elettorale, quella provinciale di Pescara, dove si fa a gara a chi è più silente, centrodestra e centrosinistra in primis».

30/05/2009 11.40

[url=http://www.provincia.pescara.it/download/documenti/vario/D_AscanioLiceo.pdf]L'ASSEGNAZIONE DELL'APPALTO ALLA DI GIAMPAOLO[/url]


LA PROVINCIA:«ANCHE FORCONI CI DA' ATTO DI AVER RISPETTATO LA PROCEDURA»

«Nel caso di aggiudicazione con offerta economicamente vantaggiosa», ha spiegato il dirigente del settore Edilizia della Provincia, Vittorio Morganti, «la stazione appaltante (la Provincia, ndr) valuta la congruità delle offerte in base ad un meccanismo “automatico” ed “ oggettivo”.
Nel nostro caso, poiché entrambi le componenti dell'offerta presentata, sia quella tecnica che quelle economica, sono risultate superiori al limite dei 4/5 del massimo, fatta la aggiudicazione provvisoria (come peraltro ben precisato sull'estratto pubblicato sul sito, ndr) stiamo procedendo alle verifiche delle giustificazioni delle offerte medesime, che il bando predisposto dalla Provincia richiede a corredo della documentazione che compone l'offerta ( vedi lett. D) punto l) del Bando di Gara ). Preciso, inoltre, che lo stesso D.lgs prevede, all'art. 87, che quando un'offerta appaia anormalmente bassa, la stazione appaltante richiede all'offerente giustificazioni, eventualmente necessarie, in aggiunta a quelle già presentate a corredo dell'offerta, ritenute pertinenti agli elementi costitutivi dell'offerta medesima. In sostanza», conclude il dirigente, «il signor Forconi dà atto alla Provincia di aver messo in atto tutte le cautele e le procedure che la legge prescrive: cosa dunque ci sia di anomalo è questione oscura, oppure chiara al solo signor Forconi».

01/06/2009 12.28

FORCONI:«SI CONTROLLI A DOVERE. NESSUNA RISPOSTA SU DE CESARIS»

«Ringrazio il dirigente Morganti ma non comprendo il motivo della sua irritazione circa i “dubbi oscuri” che mi avrebbero spinto a lanciare un “j'accuse” all' ente Provincia. Almeno su questo aspetto», risponde Marco Forconi, «non ritengo, allo stato attuale, incriminare chicchessia per superficialità o scarsa negligenza amministrativa quanto, piuttosto, sostenere Morganti ed il suo settore ad una verifica più approfondita in merito a tale questione. La linearità di vedute c'è, e non mi pare il caso di gareggiare inutilmente in una olimpiade della trasparenza. Si attuino i dovuti sistemi di controllo ed il più velocemente possibile. Punto. Debbo, invece, constatare che sulla questione De Cesaris non ho ricevuto alcuna risposta. Questo mi rincresce perchè, se è vero che giuridicamente è plausibile, non altrettanto lo ritengo moralmente che ad una ditta con un amministratore rinviato a giudizio gli si dia addirittura in premio un milionario appalto. Chissà, magari, in previsione di un'assistenza legale molto onerosa, visti i capi d'accusa dai quali dovrà difendersi».

01/06/2009 13.57