Presentazione Ponte del mare: misteri e contraddizioni sulla colletta

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Presentazione Ponte del mare: misteri e contraddizioni sulla colletta
PESCARA. Come, quando e perché sono nate le due delibere di giunta del 21 maggio scorso? Per quali necessità e su proposta di chi?

Si parla delle due delibere per la “presentazione” del Ponte del mare: una “preleva” 10 mila euro dal bilancio comunale per le spese della cerimonia; la seconda, decide di aprire un conto corrente per una “colletta” cittadina per sostenere le spese.
In mezzo –ora c'è la certezza- c'è stata la visita della Guardia di Finanza che ha sequestrato la prima, mentre è mistero sulla seconda che pare non essere stata attenzionata dal controllo dei militari.
Chiedere spiegazioni a Palazzo di città dove «tutto viene fatto alla luce del sole» non è sempre cosa facile, capire come nascono alcuni atti pubblici può diventare un labirinto fatto di frasi di circostanza e contraddizioni.
Impossibile per esempio sapere per ora quanto sarebbe stato raccolto dalla sottoscrizione, chi vi ha contribuito e cosa si farà di quei soldi eventualmente in eccesso.
La certezza tuttavia è che la sottoscrizione è stata “ideata” soltanto per la presentazione elettorale del Ponte del mare e non per le altre (Stadio e Circolo Aternino), che l'idea è stata formalizzata dopo la visita della Finanza che voleva vederci chiaro su eventuali spese elettorali pagate con i soldi del Comune. Il resto è avvolto ancora nell'ombra.
L'ipotesi della “delibera riparatrice” (ovvero la seconda) non persuade però né il vicesindaco, né l'assessore Roberto De Camillis («avremmo fatto un ragionamento da idioti»).
«Sono due delibere separate e l'ordine con cui sono state fatte non conta: è sempre la stessa giunta», hanno specificato anche dal Comune.
Non c'entrerebbe nulla nemmeno l'intervento della Finanza, secondo altre fonti di Palazzo: le due delibere «erano già nella mente degli ideatori».
«E' stata una idea mia (la colletta, ndr)», ha confessato l'assessore Roberto De Camillis (Pescara Città Ponte) «e del vicesindaco per fare partecipare la cittadinanza ad un fatto simbolico come il Ponte».
Ma se i soldi comunali bastavano per fare la cerimonia («i soldi li abbiamo», ha detto D'Angelo) e si era deciso di prelevarli dall'«apposito capitolo di spesa», perché poi si è cambiata idea con la colletta ed i versamenti su conto corrente?
«Nessuna necessità», ha assicurato D'Angelo senza far caso che un minuto prima, raccontando una vicenda apparentemente scollegata e di minore importanza, si era smentito.
«Avremmo voluto vendere le cartoline filateliche ad un prezzo leggermente maggiorato ma le Poste non ce l'hanno permesso», ha spiegato.
Quindi il tentativo di raccogliere fondi è andato a vuoto.
Se fin qui la storia appare di difficile comprensione, capire cosa si farà dei soldi è ancora più complicato.
«Saranno soldi del Comune, confluiranno nelle casse», hanno detto D'Angelo e De Camillis.
Con quali soldi materialmente si pagherà la cerimonia però non si è capito: da una parte rimane la delibera che autorizza il prelievo di 10.861 euro e dall'altra rimane la sottoscrizione sul conto del Comune.
Da qualche frase di D'Angelo si potrebbe intravedere l'utilizzo dei fondi: «se avanzeranno confluiranno nelle casse comunali».
Ma se “avanzeranno” sottintende che verranno utilizzati i soldi della “colletta”.
E con i 10 mila euro prelevati dal bilancio del Comune e destinati a quella presentazione, cosa si farà?
Perché poi questa raccolta fondi è stata messa in atto solo per il Ponte e non per lo stadio Adriatico o per il Circolo Aternino?
De Camillis: «semplicemente perché quelle inaugurazioni fanno parte di una pseudo routine, mentre questa del Ponte è un fatto simbolico».
Che cosa significa è lasciato alla libera interpretazione di ognuno.

IL GIALLO DELLA PRESENZA DELLA FINANZA

Della finanza i due interpellati, vicesindaco e assessore De Camillis, hanno avuto una percezione diversa. Eppure la circostanza non appare secondaria
«Non ci eravamo accorti della Finanza», ha detto D'Angelo.
Invece, De Camillis l'aveva vista e aveva ravvisato anche qualche elemento di anomalia: «è stato davvero strano quel giorno perché la Finanza stava dietro la porta prima che la delibera venisse scritta, quindi qualcuno li ha avvisati. La delibera non esisteva nemmeno in bozza, era solo un'idea che camminava nei corridoi».
Una delibera cucinata in tutta fretta per essere sequestrata?
«Allertata non so da chi- ha continuato De Camillis- la Finanza era lì. Se avessimo voluto confondere le carte in tavola avremmo potuto non fare la prima delibera, dato che era solo nelle nostre idee».
Sarebbe stato possibile allestire la cerimonia senza delibera? Improbabile.
Alla polemica delle manifestazioni in campagna elettorale D'Angelo ha poi risposto: «ora va di moda questa filosofia che il Comune non può fare nulla durante la campagna elettorale. Il Ponte è un'opera che ha fatto il Comune, non può dire che l'ha fatta? Se si rompe una fognatura, in campagna elettorale, il Comune non interviene?».
Ma questa “filosofia” in realtà si chiama legge e purtroppo non è più di moda da un bel pezzo.

m.r. 26/05/2009 17.52