No al progetto di ampliamento della discarica consortile di Fara Filiorum Petri

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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FARA FILIORUM PERTRI. E' chiaro e netta l'opinione del sindaco di Roccamontepiano Adamo Carulli, al progetto di ampliamento della discarica consortile di Colle San Donato di Fara Filiorum Petri.

Lo ha ribadito in Piazza Roma a Bucchianico alla presenza di molti cittadini che la domenica mattina sostano tra i bar dei portici e all'ombra degli alberi del centralissimo largo su cui insiste il santuario di San Camillo de Lellis, il Municipio e la Caserma dei Carabinieri.
Adamo Carulli, candidato del PD nel collegio che comprende Bucchianico, Casacanditella, Casalincontrada, Fara Filiorum Petri, Pretoro e Roccamontepiano, non la manda a dire e dal palco allestito per le feste patronali chiede al collega della cittadina bucchianichese di schierarsi contro lo sciagurato progetto di ampliamento su di un area dove i problemi di staticità sono sotto gli occhi di tutti.
Carulli, infatti, si rivolge in questo caso anche al ruolo che Mario Di Paolo riveste nel Consorzio quale presidente.
«La vecchia discarica, chiusa da ottobre scorso, è un capitolo che non va riaperto», chiosa il sindaco candidato alla Provincia e prosegue: «non possiamo continuare a ragionare in termini di occupazione di un territorio magari ampliando sempre più le discariche, dobbiamo avviare anche in altre realtà la raccolta differenziata spinta che già tutti i Comuni, chi prima e chi dopo stiamo facendo e faremo».
In breve Carulli pone il problema che ha già avuto modo di spiegare all'assemblea dei sindaci del Consorzio.
«Io chiedo di desistere, di rinunciare e di non perseguire il programma di polo tecnologico dei rifiuti di Fara Filiorum Petri, sotto la cui nobile dicitura si nasconde una nuova discarica di 60.000 metri cubi un nuovo spazio per i materiali indifferenziati. Posso essere favorevole all'impianto di captazione dei biogas o della piattaforma degli umidi ma perseguire l'idea di ampliare una pattumiera con un nuovo spazio è una iattura indicibile per molteplici motivi.
Innanzitutto abbiamo i problemi ambientali della precedente, tanto è vero che i lavori di sistemazione si stanno svolgendo. Vi sono i notevoli problemi ambientali denunciati da WWF e comitati locali, notizie già apparse sulla stampa».
Vi è il problema economico, l'ampliamento non riceverà il contributo di nessun ente, in primis la Regione Abruzzo che ha fatto sapere che l'indirizzo dell'ente va verso l'utilizzo di grandi discariche controllate e che ogni decisione in merito verrebbe finanziata solo con il contributo dei Comuni aderenti. In questo caso i costi dell'operazione ricadrebbero solo ed esclusivamente sui Comuni e sulle tasche dei cittadini. Insomma Carulli chiede in piazza ciò che ha ribadito all'assemblea dei venti Comuni aderenti ormai alcuni mesi prima «no all'ampliamento della discarica di Fara, perchè inutile ed economicamente dispendiosa».

25/05/2009 10.57