Domenica nera tra multe e zero parcheggi. Balneatori in rivolta

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Domenica nera tra multe e zero parcheggi. Balneatori in rivolta
PESCARA. La riviera nord di Pescara ha vissuto ieri la sua prima domenica ‘nera’ della stagione. 300 parcheggi annullati da un cantiere, multe a raffica, balneatori esasperati.

L'estate è arrivata e si è portata con sé tutti i disagi per i bagnanti che per andare al mare devono fare la guerra con la cronica assenza di parcheggio e un mega cantiere per la pista ciclabile che non lascia spazio per auto in sosta.
Le criticità già gravi degli anni scorsi sembrano adesso insormontabili. E i balneatori Ciba, a stagione appena iniziata, sono già verdi dalla rabbia.
Il cantiere aperto sulla riviera ha cancellato con un colpo di spugna circa 300 parcheggi facendo piombare ieri mattina nel caos il litorale, preso d'assalto dalle centinaia di cittadini che aveva deciso di trascorrere una piacevole giornata al mare.
Una giornata che si è però trasformata in una vera e propria odissea alla ricerca disperata di un posteggio. Alla fine molti bagnanti hanno deciso di riprendere la via di casa, mentre i più ostinati, presi dalla disperazione, hanno lasciato le proprie macchine sui marciapiedi e sulle aiuole. Una decisione che però è costata molto cara visto che subito sono arrivati i vigili urbani
«Ci hanno sottratto decine di posti auto per un cantiere», hanno contestato i balneatori, «ci sono stabilimenti letteralmente ingabbiati tra le transenne per i lavori di costruzione della pista ciclabile sul marciapiede lato mare, lavori che, in maniera sconsiderata, l'amministrazione comunale ha deciso di avviare proprio alla vigilia dell'estate, trasformando il litorale in un'area di ‘scavo' per il terzo anno consecutivo».
E, come se non bastasse, alle 10 sono arrivate le pattuglie della Polizia municipale a multare i motorini che, cancellate le aree di sosta, erano stati parcheggiati sul marciapiede.
«A questo punto», hanno sbottato i balneatori consorziati Ciba, «l'amministrazione dev'essere chiara: se vuole che gli stabilimenti balneari chiudano i battenti lo dicesse senza troppi giri di parole».
Ieri è stato il primo vero giorno d'estate – ha spiegato Alessio Terra, titolare dello stabilimento Croce del Sud -, dunque il primo vero giorno di ripresa delle attività a regime per tutti gli stabilimenti «e ovviamente ci troviamo a fare i conti con un cantiere piazzato proprio in mezzo alla riviera. Già alle 8.30, con l'arrivo dei primi bagnanti, erano esauriti i pochi posti auto disponibili sul litorale».
Tanti utenti, ieri mattina, esasperati dall'assenza di parcheggi, «se la sono presa con gli stessi titolari degli stabilimenti, lamentandosi della nostra inerzia» – ha aggiunto Francesco Simone, dello stabilimento Nettuno -, pensano che a noi non importi e che non ci facciamo sentire abbastanza dall'amministrazione. La realtà è che, per quanto urliamo, per quanto cerchiamo di spiegare al Comune quali sono i problemi che stanno uccidendo il turismo a Pescara, non otteniamo alcun risultato e quel cantiere ne è la riprova tangibile. E assurdo pretendere che un cittadino, magari con figli al seguito, giri per un'ora alle 8 del mattino, alla ricerca di un posto auto, sotto il sole e con il caldo, o peggio che, con i bambini, percorra chilometri per raggiungere la spiaggia, sempre sotto il sole e con il caldo».
Non basta: «ci sono stabilimenti praticamente irraggiungibili anche a piedi, come ‘Croce del Sud', praticamente ingabbiato dalle transenne – ha proseguito Alessio Terra -: in sostanza l'impresa per diversi metri non ha previsto un solo varco per consentire l'ingresso dei clienti e l'accesso sul marciapiede. Chi vuole venire presso la mia concessione deve arrivare sino a Jambo-Nettuno, dove si trova il varco più vicino, e tornare indietro verso sud. Il risultato è stato il 30 per cento delle prenotazioni cancellate, con la relativa perdita dei clienti che per protesta hanno rinunciato alla costa pescarese preferendo Roseto od Ortona dove tali problemi non esistono».
E come se non bastasse a peggiorare la situazione, sono arrivati anche gli agenti della Polizia municipale «che hanno regolarmente multato tutti i motorini che i ragazzi, cancellati i relativi parcheggi in strada, avevano pure lasciato in modo ordinato sul marciapiede, a ridosso del muretto che delimita l'arenile – hanno ancora detto Simone e Terra -: alle 10 in punto sono scattate le contravvenzioni, puntuali come ogni estate. Inutili le suppliche dei ragazzi che hanno tentato di spiegare l'assenza di un'alternativa, hanno mostrato quell'ingombrante cantiere che ha fatto sparire i loro parcheggi senza che l'amministrazione creasse altri posti per la sosta lungo il marciapiede lato monte. Le multe sono arrivate e i motorini sono stati spostati, con la minaccia della rimozione. E tanti ragazzi hanno preferito andarsene non sapendo dove lasciare il mezzo».
«Comprendiamo l'esigenza della Polizia municipale e dell'amministrazione nel dover far rispettare la norma che vieta il parcheggio sul marciapiede», hanno aggiunto i balneatori, «a questo punto però chiediamo anche l'immediata rimozione di quegli ingombranti e maleodoranti cassonetti dei rifiuti che da un mese occupano lo stesso marciapiede, piazzati dinanzi agli stabilimenti balneari che fanno pure ristorazione. Ormai – hanno ancora detto Simone e Terra – non comprendiamo come sia possibile lavorare sulla spiaggia a Pescara né quale sia la visione del turismo di un'amministrazione comunale che apre cantieri sulla riviera proprio in estate. Ma soprattutto guardiamo con spavento a quella pista ciclabile che, a una prima occhiata, ha cancellato per sempre i parcheggi sul marciapiede lato mare del litorale».

«Ancora una volta», è intervenuto anche il candidato del Pdl, Lorenzo Sospiri, «il centrosinistra ha dimostrato di non capire le reali esigenze della città. Tra meno di quindici giorni finalmente Pescara tornerà ad avere una guida trasparente, coerente e responsabile che farà rinascere l'intera città».

25/05/2009 9.01