Scarcerato Amadio, rimane l’obbligo di dimora a Pescara

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Ha ottenuto l'obbligo di dimora, a Pescara, Enzo Amadio, ex 'patron' della Roseto Basket e della Scavolini Pescara, in carcere da martedi' scorso per bancarotta fraudolenta e concorso in bancarotta.


Lo deciso il gip di Pescara, Guido Campli, che ha rimesso in liberta' Amadio per la sua parziale ammissione di responsabilità resa nel corso dell'interrogatorio di garanzia.
Per l'accusa Amadio, insieme ad altre quattro persone finite agli arresti domiciliari, hanno distratto circa 24 milioni di euro, di cui 15 concessi da un pool di banche alla societa' 'Iniziative produttive' per la realizzazione di un centro commerciale a Manfredonia (Foggia).
I lavori pero' non sono mai iniziati ma, sempre secondo l'accusa, gli arrestati, attraverso una serie di operazioni finanziarie, hanno depauperato, il patrimonio della 'Faber spa', che si era posta come garante del debito. La 'Faber' e' fallita a dicembre 2008 con un passivo di 74 milioni di euro.
Amadio nel corso dell'interrogatorio durato oltre due ore avrebbe spostato anche eventuali responsabilità su altre persone. Sarebbero emersi numerosissimi nuovi elementi che ora il pm Paolo Pompa dovrà valutare insieme agli investigatori. Sulla eventuale attendibilità delle cose dette da Amadio è prevalsa dunque la linea prudenziale da parte del gip Campli, probabilmente anche in considerazione dei tempi lunghi per la conclusione della vicenda.
Più incerti sono sembrati gli inquirenti che avrebbero fatto notare come le parziali ammissioni proprio in quanto parziali possono avere una attendibilità inferiore rispetto a quelle totali.
A questo punto sembrerebbe quasi scontata una riduzione della misura cautelare anche per gli altri quattro indagati agli arresti domiciliari i cui interrogatori sono previsti lunedì mattina.
23/05/2009 13.09