E’ guerra sulla trasparenza degli incarichi: emergono carte e magagne

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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E’ guerra sulla trasparenza degli incarichi: emergono carte e magagne
IL PUNTO. FRANCAVILLA. Un rinvio di 15 giorni per sciogliere il nodo del Presidente del Consiglio comunale di Francavilla al mare: il Tar dunque si pronuncerà solo il 4 giugno sulla legittimità o meno della sfiducia a Carlo De Felice, che intanto resta in carica come presidente del consiglio comunale.
DE FELICE PRESIDENTE CONVOCHERÀ IL CONSIGLIO PER IL BILANCIO

Nei giorni scorsi, come noto, con un decreto di sospensiva d'urgenza – inaudita altera parte, cioè senza ascoltare le ragioni del sindaco – il Tar aveva annullato la delibera con la quale era stato sfiduciato il presidente eletto subito dopo l'insediamento dell'amministrazione Di Quinzio.
Di conseguenza era stata annullata anche la convocazione del 19 scorso, nella quale si sarebbe votato un nuovo presidente.
L'udienza per entrare nel merito e per decidere sulla sostituzione di De Felice, votata in consiglio con una mozione di sfiducia, era fissata per il 21 maggio, cioè ieri, ma l'avvocato Cerulli Irelli - che difende le ragioni dell'amministrazione comunale - ha chiesto alcuni giorni per studiare il fascicolo.
La vicenda del presidente si intreccia con la necessità di convocare il Consiglio per approvare il Bilancio entro il 31 maggio, come sollecita anche la Prefettura. Raggiunto telefonicamente, De Felice spiega che «non ci sono problemi. Io nel rispetto della mia funzione istituzionale convocherò il Consiglio con questo punto all'odg».
In realtà la partita appare più complessa di quella che si vede e non si ferma al bilancio, sul quale è in corso l'ennesimo braccio di ferro.

LO SCONTRO PER BLOCCARE IL SINDACO DI QUINZIO

Da una parte c'era il tentativo di utilizzare questa scadenza per mettere in crisi l'amministrazione Di Quinzio con la nomina di un commissario ad acta, utilizzando la vicenda Tar.
Ma il sindaco, da buon giocatore, ha fatto la contromossa: lo schema di bilancio è stato approvato dalla Giunta e quindi il commissariamento non è più possibile. Dunque si andrà allo scontro in aula, ma il sindaco è fiducioso di ottenere il sì del Consiglio.
In realtà al Comune di Francavilla è in corso quasi un incontro di boxe, un vero e proprio scontro senza esclusione di colpi tra l'amministrazione in carica che vuole veder chiaro nelle spese che hanno ridotto sul lastrico il Comune ed il gruppo di potere trasversale che fino ad oggi ha fatto il bello ed il cattivo tempo a Francavilla e che non gradisce la curiosità di Di Quinzio & C.
Un corpo a corpo durissimo dove ciascuno cerca il colpo del ko: gli uni per far cadere Di Quinzio, gli altri (sindaco in testa con il nuovo direttore generale e con una squadra di consiglieri pronti a tutto pur di fare chiarezza) per cercare di far diventare il Comune una casa di vetro, così almeno dichiarano.
E non a caso il sindaco e la sua maggioranza hanno messo in moto un'operazione trasparenza.

SU INTERNET INCARICHI E CONSULENZE FINORA NASCOSTI

Infatti, come ci conferma il neo direttore generale Antonio Infantino, Francavilla è inadempiente sulla pubblicità degli incarichi, che dovevano essere pubblicati sul sito del Comune e che invece erano ben nascosti in qualche ufficio.
Appena si è avuta notizia di questa operazione trasparenza è partito il fuoco incrociato: «a casa Di Quinzio», prima che sveli i nomi, «a casa il direttore generale», prima che prenda queste iniziative.
Anzi, per lanciare un segnale, «chiediamo l'accesso ai documenti sulla nomina del dott. Infantino».
Contromossa: «e allora vediamo come è stato nominato il precedente direttore Cerasoli e come è stato definito il suo compenso».
Non ci sono dubbi che essendo questi dati pubblici, non ci saranno irregolarità, ma è proprio questo braccio di ferro che denota il clima di scontro che c'è in Comune. Sono forti, infatti, le pressioni per non far conoscere gli importi dei compensi per attività che potevano essere svolte dai dipendenti comunali e che invece sono state appaltate all'esterno e per non far chiarire i marchingegni attraverso i quali si è prodotta una voragine piena di debiti nelle casse comunali.

COMPENSI D'ORO PER NON FARE NULLA

Insomma non si vuole far sapere che, per esempio, c'è un avvocato di Francavilla che dal 2003 ha un compenso di 1.600 euro mensili per seguire le cause del Comune, a prescindere dal fatto che ci siano o no.
Un altro professionista riceve 10 mila euro l'anno per il contenzioso tributario, un altro per la denuncia dei redditi del Comune viene pagato 5 mila euro l'anno, un suo collega, più fortunato, riscuote dalle casse comunali 13 mila euro per redigere lo stato patrimoniale.
E l'elenco può continuare (tra poco i nomi saranno pubblicati su internet) con il consulente dei sinistri e delle polizze assicurative che viene pagato 10 mila euro annui e non si sa se le polizze sono meno costose dei prezzi di mercato.
Un vero e proprio drenaggio dei soldi comunali, con i pretesti più fantasiosi: c'è un consulente per lo “smistamento degli atti pubblici” pagato 10 mila euro per 9 mesi. Ma si pagano anche 14.500 per la sorveglianza della mostra di Guttuso, o altri soldi a più persone per sorvegliare il Museo Michetti o ci si accontenta di 1000 euro al mese per 6 mesi per una consulenza all'università della terza età o di 3.500 euro l'anno per un incarico informatico.
Senza dire che l'operazione trasparenza è partita anche sulle feste finanziate con i soldi pubblici e con rendiconti incerti, come la Mostra del fiore sulla quale ci sono indagini, sulle anticipazioni contestate con la banca Ifis per oltre 7 milioni di euro, sull'affidamento della riscossione dei tributi con percentuali troppo onerose per il Comune, sugli appalti da rivedere, su molte concessioni edilizie, sugli incassi Ici da controllare e chi più ne ha più ne metta.
Come noto, invece, la vicenda delle licenze da noleggio con conducente, ha visto già l'intervento della magistratura con 17 avvisi di garanzia, mentre il porticciolo turistico rimasto incompiuto è oggetto di molti esposti.

SOTTO ESAME I COMPENSI DELLA RIS.CO, CHE SONO STATI DIMINUITI

Sotto esame, infine, il funzionamento della Ris.co, la società creata con il comune di Pianella, per la riscossione dei tributi comunali.
Troppo generose le percentuali (in linguaggio tecnico: aggio) concesso per le operazioni di incasso che ammontano a circa 5 milioni di euro annui: il 3,5% su tutte le riscossioni ordinarie, quasi il doppio del 2% che è l'aggio normale.
Ma la cosa più grave scoperta in questi mesi è che questo 3,5% veniva calcolato anche sull'Ici pagata con il modello F 24, cioè in banca o alla posta, che rappresenta il 60% delle riscossioni totali.
Cioè la Ris.co guadagnava anche su quei tributi che affluivano da soli alle casse comunali.
Non basta.
C'era un 11,5% di aggio sulle riscossioni coattive, a fronte di una media nazionale del 6-8% ed oggi, dopo un deciso intervento, anche questa percentuale è stata ridotta all'8%.
Ma il problema non si limita solo a queste percentuali. Di soppiatto è arrivata la richiesta di assunzione di 3 persone per procedere alla riscossione dei tributi che l'amministrazione Di Quinzio ha deciso di recuperare.
Detto in altre parole, sembra che la Ris.co, il cui Cda però non è tra quelli più pagati, sia stata creata proprio come macchina per le assunzioni dirette, bloccate per il Comune, un escamotage molto usato ma di dubbia regolarità.
Per il momento, ha detto il nuovo direttore generale, non se ne parla: ci sono professionalità interne al Comune, settore Tributi, che possono ben operare in questo settore.

PIANELLA ESCE DALLA RIS.CO. CHI PAGA LE SPESE DELLA SOCIETÀ?

Insomma la Ris.co è stata ridimensionata, anche perché sembra che Pianella voglia uscire dalla società ed ha chiesto l'acquisizione del ramo di azienda che la riguarda per gestire in proprio i suoi tributi.
A carico dei contribuenti però resterà l'ingente spesa per acquistare il sistema informatico (circa 300 mila euro) per amministrare i tributi.
Non sarebbe stato più economico per Francavilla indire un appalto pubblico tra i concessionari e tra tutti i soggetti qualificati (vedi Equitalia)?
La domanda è lecita oggi, quando si sta squarciando il velo di certi meccanismi dove a guadagnare era sempre il consulente o la società partecipata e mai il cittadino.

ALTRE SORPRESE IN ARRIVO

Ma altre sorprese sono in arrivo: dalla riscossione Ici, alle sorprese contabili emerse dall'esame dei vecchi bilanci, agli appalti, al progetto informatico “Cittadino più”. Basta avere pazienza.
La più clamorosa e immediata novità sembra quella legata ai debiti con la Banca Ifis e al piano di rientro da questo debito, voluto dal sindaco in carica per arginare l'emorragia dei rimborsi ed il meccanismo che costringeva il comune a pagare interessi sugli interessi, più altri interessi oltre il debito vero e proprio.
Il piano di rientro, votato pochi mesi orsono, va rivisto: i flussi di cassa indicati dal vecchio direttore Pagano vanno ricalcolati.
Forse erano sopravvalutati.

Sebastiano Calella 22/05/2009 9.23