Associazioni ambientaliste: «Comune Roseto ostacola la Riserva del Borsacchio»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ROSETO. «L’amministrazione Comunale Rosetana ostacola la realizzazione della Riserva Naturale Regionale del Borsacchio, opponendosi alla nomina dell’Organo di Gestione della Riserva, prescritta dalla legge».

E' duro e incisivo l'attacco del Comitato cittadino per la riserva regionale del Borsacchio, del Wwf, della Lipu, di Legambiente e del Coordinamento ciclabili Abruzzo teramano.
«L'atteggiamento è grave ed ingiustificabile, ma non certo nuovo», denunciano le associazioni ambientaliste che denunciano «immobilismo ed incapacità di fare».
L'unica iniziativa intrapresa, quella di redigere il PAN (Piano di Assetto Naturalistico), ha prodotto secondo le associazioni «un risultato tanto mostruoso e lontano da quanto le leggi prevedono per un'area naturale protetta che il progetto non ha superato neppure il vaglio del Consiglio Comunale di Roseto degli Abruzzi».
L'amministrazione Municipale è stata pertanto dichiarata inerte dalla Regione Abruzzo che, in via sostitutiva, ha affidato ogni competenza alla Provincia di Teramo.
Di fronte al comportamento del Comune di Roseto, le Associazioni ambientaliste ed il Comitato cittadino per la Riserva chiedono, ancora una volta, al presidente della Provincia «di rispettare gli impegni da lui presi in più occasioni, anche dinanzi al Consiglio Provinciale riunitosi in data 21/04/2009, nominando il Comitato di Gestione della Riserva, nonostante il rifiuto irragionevolmente opposto dall'Amministrazione Comunale di Roseto degli Abruzzi».
«Gravissimo» poi viene definito il silenzio dell'amministrazione comunale sul progetto “Villa Mazzarosa”, che prevede trivellazioni petrolifere della società Medoilgas Italia in tutta l'area compresa fra Cologna Spiaggia ed il fiume Vomano (dalla spiaggia alla collina).
«Tanto per cambiare», continuano le associazioni, «la pista ciclabile del Corridoio Verde Adriatico s'interrompe proprio nel territorio di Roseto degli Abruzzi. Eppure la realizzazione dell'opera sarebbe ovviamente strategica per il futuro dell'offerta turistica oltre che della mobilità ciclopedonale».
La ciclabile che scende da Cupra Marittima (e tra qualche anno raggiungerà Civitanova) presto sarà collegata fino a Cologna Spiaggia, con la realizzazione del passaggio sul Tronto e da Scerne presto si potrà proseguire fino al vastese.
«A Roseto invece nulla si muove: un buco nero amministrativo che tutto inghiotte», chiudono le associazioni ambientaliste. «Novecentocinquanta metri di ciclabile sul lungomare sembrano bastare».
21/05/2009 11.15