Democrazia familiare nel feudo dove non si fa campagna elettorale da 15 anni

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PENNA- PIEDIMONTE. Il piccolo ed antico paese, famoso per la lunga sagra estiva del cinghiale, si appresta ad eleggere la nuova amministrazione. Sono due le liste che si contenderanno il municipio ma è solo «teoria», confermano i diretti interessati. E ad ambire alla carica di sindaco sono… fratello e sorella.



PENNA- PIEDIMONTE. Il piccolo ed antico paese, famoso per la lunga sagra estiva del cinghiale, si appresta ad eleggere la nuova amministrazione. Sono due le liste che si contenderanno il municipio ma è solo «teoria», confermano i diretti interessati. E ad ambire alla carica di sindaco sono… fratello e sorella.


Si tratta di Giuseppe Di Giorgio (consigliere comunale uscente) candidato per la lista “Uniti per rinascere” e Melania Di Giorgio candidata per la lista “Uniti per rinnovare”. E così i candidati sindaco «sono già d'accordo» e non ne fanno mistero.
Hanno progettato insieme le due candidature: si sono seduti al medesimo tavolo e hanno tirato fuori 20 nomi da mettere nelle liste con l'aiuto di amici e parenti.
Nella liste compare anche il padre Antonio Di Giorgio che ha deciso di sostenere il figlio maschio. Tra i candidati ci sono altri due fratelli, sempre rigorosamente in due liste diverse: Vincenzo Carideo (sindaco uscente) e Giuseppe Carideo.
Tredici sono i consiglieri uscenti e sette le new entries.
Il programma elettorale consiste in dieci punti uguali per entrambe le liste, ma semplicemente invertiti nell'ordine.
Un caso strano di deficit democratico già in partenza? Macchè.
«Non c'è nulla di strano», come ha spiegato Vincenzo Carideo, portavoce unico della lista del candidato sindaco Giuseppe Di Giorgio, «sono 15 anni che non si fa una campagna elettorale a Pennapiedimonte, già 10 anni fa c'era stata una lista civica unica».
Il sindaco uscente Carideo descrive tranquillamente quella che è una prassi ormai consolidata nel piccolo borgo montano, come altrove.
E tutto predisposto da prima?
«E' per il bene della città e dei cittadini e si fa in tanti paesini», ha risposto il primo cittadino uscente.
D'altronde per i pensatori di questa “competizione” elettorale una ragione c'è, ed ha un peso specifico molto elevato: «la certezza di essere governati».
«Di necessità virtù» è la ratio della scelta nel Carideo pensiero.
Un rischio, presentando una sola lista, ci sarebbe stato: la mancanza del quorum e quindi l'arrivo del commissario prefettizio.
E proprio per scongiurarlo si approntano due liste: gemelle, o meglio fratello e sorella. «Basterebbero 100 persone – ha dichiarato al telefono Melania Di Giorgio - che non vanno a votare e l'elezione non è valida».
Così ha deciso di dare una mano, anzi un forte «appoggio al fratello» che già chiama «futuro sindaco».
«E' una lista di servizio- ha sostenuto la candidata sindaco Melania Di Giorgio - una lista civetta, chiamatela come volete, ci serviva una lista che ci tutelasse».
«In paese sono tutti d'accordo- dicono Carideo e Melania Di Giorgio- tutti appoggiano Giuseppe Di Giorgio e la cittadinanza è felice e contenta di questa scelta».
Non ci sarebbero voci dissenzienti quindi né tra i compaesani, né tra le file dei candidati.
Tutti insieme per sostenere un unico candidato.
«Siamo dello stesso schieramento politico- ha precisato Melania Di Giorgio- siamo d'accordo su tutto. C'era una lista di un altro schieramento che voleva presentarsi ma poi non ce l'ha fatta a presentarsi».
«Nessuno sarebbe disposto a mettersi contro un'amministrazione che ha lavorato bene in precedenza», come ha sostenuto Carideo.
Proprio nessuno e secondo il sindaco uscente sono tutti concordi con la sua visione della realtà.
Ma a Pennapiedimonte è la necessità «di dare un governo ai cittadini» ad avere la meglio sulla garanzia di poter esprimere una reale preferenza.
Per Carideo l'alternativa sarebbe comunque incarnata dalla lista di Melania Di Giorgio.
«L'alternativa non c'è», ha commentato invece la candidata Di Giorgio Melania, «però chi non volesse votare né me, né mio fratello, può scegliere comunque di non votare: non recandosi alle urne oppure votando scheda bianca».
Le voci di corridoio già sussurrano che, in caso di elezione, la sorella del futuro sindaco si dimetterà, ma lei lascia ancora aperta la porta del “si vedrà”.
Porta che sembra già stata chiusa da una dichiarazione del fratello che «ha promesso le dimissioni della signorina Melania», come ha ricordato Carideo.
In tutti i casi, verrà eletto qualche consigliere nella lista cosiddetta di “opposizione”.
Ma in cosa consisterà l'opposizione se il programma è identico?
«Il ruolo del consigliere di opposizione- ha risposto il sindaco uscente forte della sua esperienza pregressa- potrà essere svolto con senso di responsabilità senza subire alcuna pressione come qui accade da sempre».
Nel passato pare che qualche voce dissenziente si sia levata, seppur per una sola specifica questione.
«E' una situazione che può sembrarvi strana» ha concluso Vincenzo Carideo «ma qui i cittadini lo sanno e sono contenti».
Forse i pennesi saranno ancor più contenti del fatto che non subiranno una campagna elettorale: quella fatta di accesi dibattiti, montagne di volantini e manifesti.
A chi chiede a gran voce una campagna elettorale dai toni pacati, priva di attacchi personali, insomma giocata nel più totale “fair play”, in questo paese sarebbe accontentato.
«Non ci sarà nessuna campagna elettorale, - ha assicurato Di Giorgio Melania- al massimo faremo qualche comizio nei prossimi giorni ma mio fratello è conosciuto ed appoggiato già da tutta la cittadinanza».
Tutti felici e contenti a Pennapiedimonte che sembra essere un vero paradiso dove le cose vanno talmente bene da fare a meno persino della democrazia.

Manuela Rosa 20/05/2009 13.57