Variante al Prg, il Consiglio di Stato ha dato ragione a Rifondazione

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Il Consiglio di Stato, con sentenza n.2894 del 2009, ha posto la parola fine sull'impugnativa per l'annullamento della Variante al Prg proposta a suo tempo da Rifondazione. A darne notizia è il candidato sindaco Maurizio Acerbo.

Il costruttore Lurescia e altri avevano impugnato la Variante proposta dal Prc in relazione a uno dei punti qualificanti: «il vincolo di inedificabilità assoluta che avevamo posto sulle aree ad alto rischio geologico», ricorda Acerbo.
«Questa era stata una battaglia solitaria», continua il candidato sindaco e consigliere regionale, «che avevo condotto dall'opposizione alla giunta Pace e al suo PRG che spalmava l'edificabilità praticamente su tutto il territorio cittadino per la gioia dei palazzinari».
Si pose come condizione per l'accordo con il centrosinistra nel 2003 l'approvazione di una variante che salvaguardasse le aree di pregio della città.
«La nostra Variante, figlia di una cultura urbanistica moderna», continua ancora Acerbo, «aveva suscitato le proteste dei costruttori e molto inchiostro si era sprecato per dichiarane l'illegittimità. Ventilare la minaccia dei ricorsi è sempre stata l'arma con cui i costruttori hanno fornito una scusa ai loro servitori nelle stanze della politica per non salvaguardare i diritti collettivi a una città vivibile».
Con questi argomenti, del tipo "diritti acquisisti", «il centrodestra ha fatto regali per dieci anni ai costruttori con la complicità degli allora DS e Margherita», attacca Acerbo.
«Fu il sottoscritto durante mesi di ostruzionismo solitario al PRG della destra a far emergere il grande imbroglio dell'interpretazione delle norme a uso e consumo dei poteri forti della città».
Con questa sentenza, e più in generale con la Variante, secondo il candidato di Rifondazione Pescara segna una «vittoria storica per la salvaguardia di quel poco che rimane delle colline».
«Desta, comunque, preoccupazione», si legge nella sentenza, «tutto il fronte della scarpata per la presenza di fessure di trazione a monte delle pareti di cava sub-verticali e piccole aree in contro-pendenza, molto prossime al ciglio della scarpata».
E' stato ispezionato anche il versante del sito in questione (in zona G2 “verde privato di tutela”), «riscontrando a vista che le pendenze nella parte centrale sono più accentuate e rilevando un lento movimento verso valle della coltre più superficiale».
«Dopo il terremoto aquilano credo che possa essere chiara a tutti la lungimiranza delle nostre proposte urbanistiche», chiude Acerbo. «L'anno scorso Mascia disse ai costruttori dell'ANCE che se lui vinceva si sarebbe tornati al PRG del 2003, quello della definitiva cementificazione del territorio cittadino. I pescaresi hanno il diritto di sapere da lui, e da Alessandrini, qual è il programma su questo punto».
20/05/2009 11.07