Bancarotta fraudolenta. Arrestato Amadio e altri 4. «Distratti 24 mln di euro»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. La Guardia di Finanza di Pescara ha arrestato per bancarotta fraudolenta e concorso in bancarotta, cinque persone, una in carcere e altre quattro ai domiciliari.

Un provvedimento riguarda anche Enzo Amadio ex 'patron' della Roseto Basket e della Scavolini Pesaro, amministratore delegato della 'Faber S.p.a.', amministratore unico della 'Iniziative produttive S.r.l.' e componente del consiglio di amministrazione della 'Immobiliare Manfredonia S.r.l.'.
L'operazione di polizia economico finanziaria e' scattata ieri ed e' stata condotta dai finanzieri del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza dell'Aquila, coordinata dal colonnello Matera, in collaborazione con i colleghi del Comando provinciale di Pescara, guidata dal colonnello Maurizio Favia.

Esattamente un anno fa, Amadio venne già arrestato dalla Finanza con l'accusa di aver "strangolato" la squadra di basket pesarese facendo mancare le linee di finanziamento pattuite e distraendo i soldi.
La squadra era stata poi assorbita da una holding con sede in Francia e intestata ad un prestanome.
Enzo Amadio, 51 anni pescarese, sposato e padre di due figli è un imprenditore noto in tutta Italia per la sua attività edilizia e non solo.
Ha costruito stadi (il Giglio di Reggio Emilia), ha cercato di rilevare la Sambenedettese da Gaucci, è stato proprietario del Roseto Basket e la Scavolini.
Ha salvato la Reggina dal fallimento siglando un rogito in extremis.
E' stato azionista di riferimento della Prominvest, che ha avuto in gestione la Tv privata abruzzese ATV7 fino a tre anni fa, è stato consigliere della finanziaria Serfina dal 2001 al 2003.

20/05/2009 10.13

«GIRO VERTIGINOSO DI DENARO»

L'operazione condotta dal Gico dell'Aquila in collaborazione con il comando provinciale della Guardia di Finanza di Pescara è stata soprannominata “Vertigo” a causa del «vertiginoso» giro di denaro al quale gli inquirenti sono riusciti a risalire.
Oltre a Enzo Amadio, ex patron del Roseto Basket (l'unico condotto in carcere) sono stati posti agli arresti domiciliari Beniamino Franchi, presidente del consiglio di amministrazione della Faber spa e Iniziative Produttive Srl, Alberto Angelini, componente del cda della Faber e della Iniziative Produttive Srl, Mauro Gallo, presidente del collegio sindacale della Faber e Stefano Bono amministratore unico della Immobiliare Manfredonia Srl.
L'indagine è stata coordinata dal pm della Procura di Pescara, Paolo Pompa, e ruota intorno alla costruzione mai avvenuta di un centro commerciale denominato “Le Masserie” che sarebbe dovuto sorgere nei pressi di Manfredonia.
Ma questo centro commerciale non ha mai visto la luce: in compenso a dicembre del 2006 la Faber è stata dichiarata fallita e proprio da quel momento sarebbero partite le indagini, andate avanti anche grazie a quelle che gli inquirenti definiscono «sofisticate ricognizioni bancarie».
Gli investigatori avrebbero ricostruito una movimentazione di denaro definita «vertiginosa» per oltre 24 milioni di euro.
I quattro indagati avrebbero infatti chiesto ad un pool di banche 48 milioni di euro per la costruzione del centro commerciale.
“Appena” 24 milioni i soldi concessi, 15 dei quali, secondo l'accusa, distratti fraudolentemente e finiti in conti correnti all'estero e investiti in società fantasma.
Una di queste, ad esempio si trovava in Georgia, negli Stati Uniti ma qui gli inquirenti non hanno trovato alcuna società.
Di molti milioni si sono perse le tracce anche se gli inquirenti ritengono che possano essere finiti nei conti correnti personali degli indagati.
Le indagini sono ancora in corso, per il momento non è contestata l'associazione a delinquere ma è possibile che l'inchiesta si allarghi e coinvolga altre persone.
Su questo punto, però, gli inquirenti hanno preferito non rispondere.
Dietro questa indagine c'è il giro delle speculazione edilizie legate ai centri commerciali.
La Faber, in Abruzzo aveva già creato un centro commerciale a San Giovanni Teatino e l'Iper di Ortona.

Gli inquirenti sono partiti da una transazione che hanno definito molto strana e riguardava la vendita del terreno sul quale doveva nascere il centro commerciale “Le Masserie” nei pressi di Manfredonia. Il valore commerciale si aggirava sui 2-4 mln di euro mentre è stato venduto a 21 milioni di euro. Gli inquirenti sospettano che la cifra ipoteticamente gonfiata doveva servire per giustificare il mutuo al pool di banche.
I soldi come detto sono finiti attraverso assegni (circa 250 da 50mial euro ciascuno per un brevissimo lasso di tempo) nel patrimonio di una società fantasma che tra l'altro non aveva alcun rapporto sia con le “Iniziative produttive srl” alla quale era stato concesso il mutuo né con la Faber che ne aveva garantito il credito. Per queste ragioni gli inquirenti si sono insospettiti e sono riusciti a descrivere il percorso dei milioni.
Al momento sembra impossibile capire a cosa siano in effetti serviti quei soldi e dove si trovino ora. L'indagine sembra promettere nuovi sviluppi e per questo il riserbo degli inquirenti è totale.
Anche perché bisognerà capire in che modo siano stati utilizzati quei 74 milioni di euro dissipati dalla Faber e che costituiscono il buco totale nel bilancio.
I fatti contestati nell'ordinanza di custodia cautelare si riferiscono al periodo luglio- settembre 2005.
Secondo il pm Paolo Pompa sulle ipotesi di reato non intervengono i condoni previsti dalle recenti normative legate all'indulto poiché la sentenza di fallimento è successiva (28 dicembre 2006).

a.b. 20/05/2009 12.06