La Flai-Cgil al prefetto: «riattivare la Centrale del Latte di L'Aquila»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L'AQUILA. A seguito del sisma si fa difficile la situazione dei lavoratori della centrale del latte di L'Aquila e quella degli impiegati del settore Panificazione. * ASM. «RICORSO ALLA CASSA INTEGRAZIONE SUPERFICIALE ED APPROSSIMATIVO»







L'AQUILA. A seguito del sisma si fa difficile la situazione dei lavoratori della centrale del latte di L'Aquila e quella degli impiegati del settore Panificazione.



* ASM. «RICORSO ALLA CASSA INTEGRAZIONE SUPERFICIALE ED APPROSSIMATIVO»


Al momento i dipendenti della centrale del latte sono stati posti in cassa integrazione ordinaria. La loro situazione, spiega il segretario Flai-Cgil L'Aquila, è particolarmente drammatica poiché non percepiscono gli stipendi addirittura da novembre 2008.
In totale cinque mensilità più la tredicesima.
Nell'accordo sottoscritto sulla cassa integrazione ordinaria, inoltre, è stato chiesto il pagamento diretto da parte dell'Inps poiché la società ha dichiarato di non poter in alcun modo provvedere all'anticipazione delle indennità.
«Era in corso una trattativa con la Flai-Cgil per un piano di rilancio dell'azienda» – sottolinea il segretario della sigla sindacale – «drammaticamente interrotta e messa in discussione dagli eventi che hanno colpito la città di L'Aquila. Al momento l'attuazione è difficile anche a causa delle condizioni dello stabile, danneggiato dal sisma, che non può far fronte alle attività produzione».
«Questa condizione è gravissima» – prosegue Luigi Fiammata – «ed impedisce la riattivazione del ciclo produttivo in brevissimo tempo, l'unica strada per consentire all'impresa di generare fatturato utile al pagamento degli stipendi ai propri lavoratori. La centrale del latte deve riprendere immediatamente il proprio lavoro nel suo sito di L'Aquila, anche attraverso un corretto apporto con le attuali strutture della Protezione Civile che operano sul territorio».
Ieri Luigi Fiammata ha scritto una lettera al prefetto di L'Aquila per informarlo della grave situazione che sta colpendo i lavoratori del settore agroalimentare dei comuni colpiti: «chiediamo al prefetto della città di operare tutto quanto sia possibile per realizzare tutte le condizioni che assicurerebbero un futuro a questa struttura, una dei simboli della città di L'Aquila».
I problemi, purtroppo, hanno colpito anche numerose imprese operanti nel settore della panificazione: «queste con il sisma sono state private di una rete distributiva efficiente e di esercizi commerciali, che consenta loro l'immissione sul mercato del prodotto. Anche in questo caso sarebbe necessario poter usufruire di un corretto apporto da parte delle strutture della Protezione Civile, competente in materia di approvvigionamento della popolazione».

Andrea Sacchini 20/05/2009 9.51

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ASM. «RICORSO ALLA CASSA INTEGRAZIONE SUPERFICIALE ED APPROSSIMATIVO»

L'AQUILA. L'Asm dall'Aquila lunedì ha presentato la richiesta di cassa integrazione straordinaria, Cigs, per tredici settimane destinata a venti dipendenti, perlopiù impiegati amministrativi con retroattività fissata al sei aprile scorso.
Il consigliere regionale Pierluigi Tancredi, intervenendo sulle notizie diffuse in questi giorni da alcuni organi di stampa, ha precisato che la richiesta del ricorso alla cassa integrazione per alcuni dipendenti dell'area amministrativa ed operativa è stata fatta autonomamente dall'Asm.
La stessa non è stata concordata con il comune di L'Aquila, proprietario del 100% del pacchetto azionario dell'azienda che si occupa principalmente della raccolta e del trasporto dei rifiuti.
Questo è ciò emerso dalla riunione della prima commissione consiliare “Bilancio e Programmazione”.
Il Comune di L'Aquila aveva espressamente dichiarato la non volontà di ricorrere alla cassa integrazione almeno fino all'approvazione in via definitiva del Decreto del Governo Berlusconi. Questo, per esplicita dichiarazione dell'assessore al Bilancio e Rapporti con le aziende controllate, allo scopo di verificare se il Decreto in questione contenesse disposizioni per la copertura economica adeguata delle spese.
«È emerso inoltre» – dichiara Tancredi – «che le procedure del ricorso alla cassa integrazione sono state approssimative e superficiali, senza aver preventivamente concordato le stesse né con le organizzazione sindacali né aziendali né tanto meno territoriali».
«A fronte delle ingenti spese sostenute dall'Asm per la retribuzione di consulenti a vario titolo» – prosegue il consigliere regionale aquilano – «appare eticamente discutibile il comportamento del consiglio di amministrazione di Asm, che ha riversato su alcuni dipendenti, già fortemente provati dai gravi fatti che hanno colpito L'Aquila, un ulteriore danno oltre a quelli già subiti. Questo consiglio di amministrazione ha dimostrato mancanza di sensibilità e capacità organizzativa».
La notizia del ricorso alla cassa integrazione è giunta ad alcuni dipendenti tramite Sms. L'azienda ha sede inagibile e le tende che la ospitano possono ospitare soltanto un terzo degli impiegati.

20/05/2009 10.09