Stipendi Villa Pini, l’estenuante lotta tra lavoratori e Regione

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. «Se la Regione Abruzzo si rendesse disponibile a pagare gli emolumenti dei lavoratori del gruppo Villa Pini è nostra volontà ritirare immediatamente la costituzione in mora».

La firma è quella dell'avvocato Daisy D'Alessandro, legale incaricato da Rsa, Cgil, Cisl, Uil, Cimop e Uil Medici della struttura del gruppo.
La palla, a questo punto rimbalza nuovamente nelle mani della Regione che dovrà decidere cosa fare.
Nei giorni scorsi l'assessore Mauro Febbo aveva ritenuto inaccettabile il fatto che l'amministrazione regionale versi direttamente al Gruppo le somme richieste.
Ma l'Ufficio legale della Regione, in questi giorni starebbe studiando una delle strade ritenute più valide, ovvero la nomina di un liquidatore.
Il Gruppo Villa Pini da mesi sta conducendo una trattativa con Unicredit, a cui partecipa nella veste di garante proprio la Regione, con l'ipotesi di destinare il 75% del credito ai lavoratori e il restante 25% a Unicredit.
Trattativa che sembrava conclusa una settimana fa con un nulla di fatto.
«Di fronte ad una situazione simile», aveva sottolineato Febbo, «che continua a penalizzare i lavoratori, la prima strada che si sta valutando di percorrere è la nomina di un liquidatore per pagare gli stipendi; la seconda è, anche alla luce dell'inchiesta penale della scorsa estate, di mettere in atto una procedura finalizzata alla revoca della convenzione con il gruppo Villa Pini. Convenzione che verrebbe successivamente assegnata attraverso un bando pubblico che prevede, per l'aggiudicatario, l'obbligo di riassorbire tutti i lavoratori».
19/05/2009 16.54