L’Aquila, ripartono i processi. Si comincia dagli aguzzini di una prostituta

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L’AQUILA. Riprende l'attività giudiziaria della Direzione Distrettuale Antimafia all'Aquila, dopo l'interruzione dovuta al terremoto.


Si parte oggi con l'udienza preliminare su un procedimento a carico di due romeni accusati di riduzione in schiavitù di una giovane connazionale, costretta a prostituirsi.
Ieri, infatti, il sostituto procuratore Fabio Picuti, che sta seguendo le indagini per i crolli causati del terremoto ha annunciato l'appuntamento.
«Sono impegnato a studiare le carte», ha detto lunedì ai cronisti, «per un importante processo di competenza della Dda nel quale la vittima e' una giovane romena sfruttata e seviziata dai suoi aguzzini che le avevano tagliato un pezzo di orecchio».
I fatti risalgono nel 2008 a Montesilvano.
La vicenda era emersa quando i carabinieri fermarono la giovane mentre si prostituiva sul lungomare. Dalla cartella clinica della ragazza è emerso che le ferite erano talmente gravi e avevano fatto infezione che nel giro di pochi giorni la donna sarebbe morta.
Dopo averla portata dai medici, i carabinieri la convinsero a parlare: lei fornì indicazioni importanti.
Il fascicolo dell'inchiesta era stato recuperato alcuni giorni fa nel Tribunale dell'Aquila (inagibile dopo il sisma) attraverso un intervento dei vigili del fuoco teleguidati da un magistrato che da un furgone aveva coordinato le fasi dell'operazione di recupero.
L'udienza si terrà nel Tribunale dei minori.

19/05/2009 9.27