Stadio Adriatico antisisma?Appalto aumentato di 3mln ma i documenti sono segreti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Stadio Adriatico antisisma?Appalto aumentato di 3mln ma i documenti sono segreti
PESCARA. Alla fine lo stadio Adriatico è costato 13 milioni e mezzo di euro. Adesso l’impianto ha decisamente «un altro volto» ed «una accresciuta funzionalità». Ma a livello strutturale quali migliorie sono state apportate e quanto si è speso?
Le tribune dello stadio presentavano qualche problema strutturale e per adeguarlo ci sarebbero voluti almeno 11 milioni di euro. A stimare tutto questo fu, nel 2006, Abruzzo Engineering incaricato dalla Regione Abruzzo di stilare una scheda delle criticità strutturali di tutti gli edifici pubblici, dopo averli passati in rassegna.
I tecnici di allora rilevarono 13 diversi interventi per adeguare la struttura.
Se solo per le tribune si presumeva un costo di “adeguamento” di almeno 11 milioni, come si è fatto a ristrutturare tutto lo stadio con 13 milioni?
Quanto si è speso per il “maquillage” e quanto per le strutture?
Domande semplici che avrebbero potuto trovare risposta nella pubblicazione di qualche documento utile come per esempio la relazione tecnica del progetto esecutivo e il computo metrico.
Ma- nemmeno a dirlo- far uscire quei documenti pubblici dalla stanza del responsabile unico del procedimento, il geometra comunale, Angelo Giuliante, è impresa improba.
Sono progetti pubblici, di un impianto pubblico, finanziato con soldi pubblici ma messo nero su bianco su documenti segreti. L'ostruzionismo di sempre gode di ottima salute…
Dopo una settimana di ricerca spasmodica nel vano tentativo di capire e studiare le carte, anche questa volta dobbiamo fidarci delle dichiarazioni di questo o quell'altro tecnico, seppur esperto.
A dirci di stare tranquilli quando andiamo a divertirci non sono le cifre di un finanziamento od i progetti, ma solo le promesse e le dichiarazioni di chi lo stadio lo ha fatto e di chi lo collauda.
Ci dobbiamo fidare: questo accade in questa provincia dell'impero.

PACE:«L'ADEGUAMENTO SISMICO E' ARRIVATO DOPO…»

Del pool di tecnici, che redasse nel 2006 la scheda delle criticità, faceva parte Carlo Pace, ex sindaco di Pescara.
Ora l'ingegner Pace è il collaudatore in corso d'opera dello stadio Adriatico, incaricato come professionista esterno.
Alla domanda sulla comparazione tra costi di adeguamento delle sole tribune (11 milioni) e quelli effettivi della ristrutturazione di tutto lo stadio (13,5 mln) , Pace ha risposto:«quella scheda è una indicazione di massima, una scheda di primo livello per dare una informazione agli enti locali».
Ha fatto capire, senza dirlo, che quella cifra di 11 milioni di euro è un po' sovrastimata.
Ma anche se lo fosse, rimane sempre il problema di capire se questo adeguamento anti-sismico sia stato compreso nei lavori di ristrutturazione oppure no.
Così Pace ha precisato la storia dei due appalti di cui lo stadio è stato oggetto.
Un primo appalto per la ristrutturazione dello stadio aveva l'importo di 10 milioni di euro.
Nel progetto esecutivo, oltre ai lavori di ammodernamento estetico e funzionale, era previsto l'adeguamento strutturale della tribuna Adriatica e della Tribuna Majella.
Tutto questo è scritto nei documenti che il collaudatore Carlo Pace può mostrarci ma che non è «autorizzato» a darci.
Si possono sfogliare, ma non fotocopiare: una montagna di cifre e calcoli.
Ma l'ingegnere ha spiegato cosa si è fatto per il rischio sismico nell'impianto sportivo.
«Al primo appalto seguì un contratto- ha detto Pace - di ampliamento dei lavori in capo alla ditta aggiudicataria Di Giampaolo per l'adeguamento delle curve e delle tribune».
Il 40%- 50% di questi primi 10 milioni sarebbe stato utilizzato solo per le strutture, a detta di Carlo Pace.
E per il rischio sismico?
«In un primo momento il Comune non aveva pensato in tal senso, ma un decreto ministeriale del gennaio 2008 con norme più stringenti a livello sismico, obbligava ad intervenire in maniera diversa». Così nel novembre 2008 venne fatto un secondo appalto da 3 milioni e mezzo di euro per far sì che lo stadio rispettasse l'ultima normativa antisismica.
Anche qui le cifre rimangono chiuse negli uffici comunali della area “edilizia integrata” al quarto piano del settore 7 del Tribunale di Pescara.
Però si possono sapere i materiali usati per l'adeguamento: fibre di carbonio e cemento reoplastico.
Le strutture più importanti e sotto carico sono state rinforzate da fibre di carbonio (che si incollano intorno ai pilastri già esistenti) e da un cemento che «triplica l'elasticità e la resistenza» delle vecchie costruzioni.
«E' stato fatto tutto- ha concluso Pace- secondo la normativa, e per dirlo io che sono un fissato, c'è da star tranquilli, non vedo spazi per polemiche». Nessuna polemica ma solo la volontà di mostrare le reali cifre di una ristrutturazione di cui si mostrano foto ovunque. Invece si trova la solita mancanza di trasparenza che autorizza a pensar male ed andare avanti nelle ricerche.

TRA «NON SO» E PROMESSE I DOCUMENTI NON SALTANO FUORI

La tribuna Majella è sicuramente quella che ha carpito l'attenzione dei più.
Molti l'hanno guardata con ammirazione come «una capolavoro» con la sua nuova tettoia in legno, con la nuova tribuna vip climatizzata, e con l'aggiunta di un nuovo solaio «in acciaio» dove sorgerà anche uno dei 5 bar dello stadio.
Altri invece hanno espresso perplessità sull'appesantimento della struttura.
A rispondere ai quesiti ci hanno provato anche due imprese che in qualche modo sono state coinvolte nella ristrutturazione della tribuna Majella: la LandBAU srl e la Strucure Progettazione integrata di Mauro della Penna.
Si sono occupate della tribuna Majella ma hanno dichiarato di non avere i dati per rispondere alle nostre domande.
Anche qui, una domanda semplice sembra richiedere un impegno intenso e lungo per la ricerca delle risposte documentate mai arrivate.
Protagonista indiscusso anche di questa ennesima vicenda: lo scarica barile.
Un labirinto di progetti, appalti e studi dal quale è difficile uscire con una responsabile dell'adeguamento anti-sismico.
«Noi ci siamo occupati del lato architettonico- ha risposto al telefono l'architetto Gianluca Mezzanotte della LandBAU- ma cerco di documentarmi sui dati di cui ha bisogno e glieli manderò al più presto». Ma le cifre dell'appalto per cui avete partecipato per la ristrutturazione strutturale?
«Non mi ricordo le cifre- ha detto Mauro della Penna dello studio che si è occupato della progettazione strutturale- dell'appalto che è come base aveva 10 milioni ma poi subì un ribasso fino ai 6-7 mln, ma non ricordo bene».
«Noi abbiamo partecipato in una Ati (associazione temporanea imprese, ndr) – ha precisato della Penna- solo alla progettazione esecutiva delle strutture e il nostro lavoro si fermava lì. Poi se ci sono state delle sostanziali variazioni non lo so ed in tutti i casi, il responsabile è il direttore dei lavori». Della Penna ha fornito una cifra un po' diversa da quella di Carlo Pace:«probabilmente un 15-20% dell'ammontare del primo appalto- ha detto- era la percentuale utilizzata per l'adeguamento strutturale».
Mentre Pace aveva parlato del 40-50%.
Diverse telefonate, una visita nel suo ufficio, una intercessione per mezzo di Carlo Pace non sono bastate per raggiungere il responsabile unico del progetto, il geometra Angelo Giuliante.
L'unico che, a questo punto, potrebbe svelare le cifre e rassicurare tutti sui lavori «fatti a norma» di cui tutti i tecnici vanno fieri e mostrano modernissime immagini sui giornali.
Ma evidentemente di parlare di fatti nessuno ha voglia. Meglio la propaganda.

Manuela Rosa 18/05/2009 12.01