Wine Glass: il Pdl vuole toglierlo, Terra Nostra "rifiutarlo"

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Wine Glass: il Pdl vuole toglierlo, Terra Nostra "rifiutarlo"
PESCARA. E’ stato un fine settimana travagliato per quel che resta del tanto celebrato Wine Glass dell’artista giapponese Toyo Ito.
Continuano le iniziative elettorali per lanciare messaggi ad effetto mentre non si placano le proteste per le inaugurazioni elettorale dell'amministrazione D'Alfonso.
Il Pdl ha promosso un sondaggio tra i cittadini per chiedere che fine dovrà fare. L'associazione Terra Nostra lo ha invece avvolto con un mega sacco della spazzatura per protestare contro l'aumento del 30% della Tarsu.
In mattinata oltre centocinquanta votanti si sono voluti esprimere sul futuro dello Huge Wine Glass di piazza Salotto.
L'iniziativa è stata promossa dal candidato sindaco della coalizione di centrodestra al Comune di Pescara Luigi Albore Mascia .
«Volutamente – ha spiegato il candidato– abbiamo lasciato quel gazebo disadorno, privo di qualunque simbolo o manifesto di partito, per non far strumentalizzare l'iniziativa. Non volevamo l'opinione di ‘tesserati', o di elettori di centrodestra, ma piuttosto volevamo dare modo a tutti i cittadini di esprimersi liberamente».
Sono passati ormai tre mesi da quel fatidico 16 febbraio, giorno in cui la fontana è collassata ed è stata imbracata ad appena 64 giorni dall'inaugurazione in pompa magna, avvenuta il 14 dicembre 2008.
La Clax Italia, e lo stesso progettista, l'architetto giapponese Toyo Ito, avevano chiesto 45 giorni di tempo per pronunciarsi sulle cause del cedimento. Dopo 90 giorni il mistero si è fatto più fitto, sia la Clax che l'architetto hanno rigettato eventuali responsabilità e per autotutelarsi hanno affidato il ‘caso' ciascuno ai propri legali annunciando perizie di parte.
«Intanto», contesta Mascia, «restano i 378mila euro spesi dal Comune, e il maxi-conto di 1 milione 100 mila euro pagato per la realizzazione del ‘calice'. A questo punto riteniamo sia giunta l'ora di offrire ai pescaresi l'occasione per dire cosa veramente pensano del ‘bicchiere'».
Due i quesiti posti ieri agli ‘elettori': se vogliono che il ‘calice' resti in piazza Salotto finchè non verrà svelata la causa del danno o, se nell'attesa, preferiscono che venga portato via dall'area.
E poi cosa vorrebbero al posto del Wineglass frantumato: una nuova copia del ‘calice', una scultura del maestro Cascella, scomparso tra l'altro esattamente un anno fa, il 18 maggio 2008, una terza opera da indicare o se addirittura preferirebbero la vecchia piazza, com'era prima della cosiddetta riqualificazione, dunque con le sue magnolie e le sue storiche panchine tutt'attorno alle palme.
Oggi verranno verbalizzati i risultati che saranno ufficializzati martedì nel corso di una conferenza stampa.
« Il voto», ha sottolineato Mascia, «ovviamente non ha alcuna pretesa scientifica o istituzionale, ma il suo esito sicuramente entrerà a far parte del programma di Governo del centrodestra che ha voluto dare voce alla città».
Nessun accenno ad una inchiesta penale che sta travolgendo anche questo altro simbolo dell'era D'Alfonso. Una inchiesta che avrebbe già accertato una certa "confusione" tra le carte ed alcune macroscopiche irregolarità nella gestione da parte del Comune per l'affidamento dell'opera.
Inoltre bisognerà capire se l'opera è stata realizzata davvero a regola d'arte o se per caso la ditta costruttrice non avesse eventualmente le competenze necessarie o non abbia avuto il tempo necessario per poter lavorare i materiali con attenzione. Anche per il Wine glass infatti sono state accertate pressioni a fare in fretta poichè l'opera doveva essere inaugurata. La inaugurazione elettorale avvenne il 13 dicembre 2008 in pieno silenzio elettorale. Due giorni dopo l'arresto del sindaco D'Alfonso.


MURGO: «MASCIA COPIA COME UN BRAVO SCOLARETTO»


La trovata è stata però contestata dal candidato sindaco Stefano Murgo della lista Pescara a 5 stelle Beppegrillo.it.
«Mascia non sapendo cosa fare in campagna elettorale, come un bravo scolaretto, copia le trovate degli altri».
Murgo, infatti, oggi ricorda di aver proposto nel caso del calice di piazza Salotto di aprire un referendum tra i cittadini: «così come sempre la cittadinanza avrebbe dovuto esprimersi su come destinare le risorse che sono stati impiegate per l'opera d'indubbio gusto. Sembra strano poi che un candidato di un partito verticista e monarchico assolutistico come il Pdl decanti le virtù dei referendum. Quella è in realtà un'idea nostra», contesta Murgo. «Capiamo che la campagna elettorale del Pdl sia fatta essenzialmente da Berlusconi, essendo i candidati locali pedine nelle mani del grande capo, capiamo che il Pdl non ha un programma per la città di Pescara, capiamo che le idee per i partiti contano ben poco, capiamo che tutti i partiti si copiano i programmi, tanto poi resteranno lettera morta».

L'INIZIATIVA DI TERRA NOSTRA

E ieri il povero calice di Toyo Ito è stato bersaglio anche di una iniziativa dell'associazione Terra Nostra che si batte da settimane contro l'aumento del 30% della Tarsu.
L'azione è stata volutamente eseguita davanti al calice rotto, spiegano dall'associazione, «in quanto quel monumento rappresenta, ad oggi, il più grande rifiuto plastico che la città abbia davanti agli occhi».
L'azione, svolta alla luce del sole ed in una piazza gremita, prevedeva la copertura del monumento abbandonato con un enorme sacco per immondizie.
I vigili urbani sono intervenuti per bloccare tutto in quanto pensavano che si stesse per srotolare un enorme manifesto.
«In quel caso si sarebbe trattato di manifestazione non autorizzata ma noi», spiegano dall'associazione, «abbiamo spiegato che non era un manifesto bensì un enorme sacco di immondizia per coprire il più grande rifiuto plastico della città».
E così è stato fatto. «Civilmente il monumento è stato avvolto da un enorme busta nera per rifiuti ed i manifestanti indossavano un sacco per immondizia con la scritta “mi rifiuto”».
«Non critichiamo assolutamente l'apposizione di opere d'arte in città», hanno assicurato dall'associazione, «né tanto meno la concezione ed il gusto che sono assolutamente soggettivi. Critichiamo, bensì, l'opera di convincimento dell'amministrazione nei confronti di “benefattori” che avrebbero dovuto finanziare opere utili per il miglioramento della qualità di vita, come ad esempio strumenti per effettuare una seria raccolta differenziata dei rifiuti ed il loro compostaggio».
18/05/2009 9.33