Cassazione, multa autovelox legittima anche senza contestazione immediata

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

10119

LA SENTENZA. ARIELLI. Se l'apparecchiatura consente la verifica della velocità dopo il transito del veicolo ed è gestita direttamente dagli agenti verbalizzanti. Corte annulla sentenza Giudice di pace e da' ragione a Unione dei Comuni della Marrucina


LA SENTENZA. ARIELLI. Se l'apparecchiatura consente la verifica della velocità dopo il transito del veicolo ed è gestita direttamente dagli agenti verbalizzanti. Corte annulla sentenza Giudice di pace e da' ragione a Unione dei Comuni della Marrucina

Anche se il tratto di strada non è ricompreso tra quelli individuati da un'ordinanza del Prefetto e la violazione non è contestata immediatamente, è valido il verbale di accertamento di un'infrazione rilevata mediante autovelox se l'apparecchiatura in uso consente la verifica del superamento del limite di velocità solo dopo il transito del veicolo ed è gestita direttamente dagli agenti verbalizzanti: lo ha stabilito la seconda sezione civile della Corte di Cassazione.
Una sentenza che probabilmente farà discutere e non poco ed avrà ripercussioni in tutta Italia.
La Corte, con la sentenza n. 10156 del 30 aprile 2009, ha accolto un ricorso della Polizia locale dell'Unione dei Comuni della Marrucina (Chieti), comandata dal capitano Lorenzo Di Pompo, contro una sentenza del Giudice di pace di Orsogna (Chieti). Il giudice aveva annullato una contravvenzione rilevata con l'apparecchiatura "velomatic 512", ritenendo illegittima la contestazione differita dell'infrazione, su una strada di Ari (Chieti) non inclusa fra quelle individuate dal Prefetto ai sensi dell'art. 4 della legge n. 168 del 2002.
L'interpretazione – rigettata dalla Suprema Corte – recentemente si era fatta strada in diverse Prefetture e uffici del Giudice di pace, sollecitando i ricorsi degli automobilisti contro verbali per il superamento dei limiti di velocità accertati e non contestati immediatamente dalle forze di polizia.
La Cassazione ha accolto la tesi degli avvocati dell'Unione dei Comuni della Marrucina, Domenico e Pierluigi Tenaglia di Orsogna. Ha infatti sottolineato che «la violazione era stata rilevata con il dispositivo di controllo elettronico tipo "velomatic 512" gestito direttamente dai verbalizzanti che erano presenti al momento in cui l'infrazione era stata commessa» e che «pertanto non era richiesta l'autorizzazione prefettizia alla quale ha fatto riferimento il Giudice di pace». La sentenza della Corte ha ritenuto infatti applicabile l'art. 201 comma 1 bis lett. e) del codice della strada. La norma fa riferimento all'impiego di apparecchi «direttamente gestiti dagli organi di polizia stradale che consentono la determinazione dell'illecito in tempo successivo».
Caso diverso dalla lettera f) dello stesso articolo, invocata dal Giudice di pace, in base alla quale è necessaria la puntuale individuazione delle strade da parte del Prefetto per l'utilizzo di «dispositivi o mezzi di controllo del traffico, finalizzati – ha spiegato la Cassazione – al rilevamento a distanza delle violazioni, cioè senza la presenza degli agenti sul luogo in cui l'illecito viene commesso. In tali casi è stabilito l'esonero della contestazione immediata».
Oltre alla contravvenzione di 288 euro e la decurtazione di due punti sulla patente, l'automobilista che aveva fatto ricorso al Giudice di pace dovrà ora pagare 1.200 euro di spese legali.
16/05/2009 10.59