Asl Lanciano-Vasto:«Bilancio risanato»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LANCIANO. Risanata. E non solo sotto il profilo contabile, perché sono state messe in campo azioni strutturali che hanno «corretto» l’intero sistema in modo stabile e duraturo.


Questo il nuovo assetto della Asl Lanciano-Vasto, che ha chiuso i conti del 2008 in sostanziale equilibrio economico, con una perdita di 28 mila euro. Queste le assicurazioni della direzione.
In tre anni, dunque, è stato neutralizzato e rovesciato un trend negativo che da più di un decennio trascinava l'Azienda in profondo rosso, e che aveva visto il suo picco massimo nel 2005, quando la perdita era attestata a 65 milioni di euro.
«Il risultato di oggi», ha spiegato Michele Caporossi, il manager, «è frutto di numerosi interventi effettuati a vari livelli aziendali, che hanno permesso una stabilizzazione dei costi ottimizzando l'efficienza, perché la manovra non ha comportato alcun prezzo in termini di qualità dell'assistenza. Al contrario, l'offerta sanitaria oggi è senza dubbio più ricca e articolata, grazie anche all'acquisizione di nuove tecnologie e nuove professionalità che hanno creato valore aggiunto e restituito capacità di attrazione a diverse aree specialistiche. Tutto questo senza trascurare l'effetto prodotto dalla radicale riorganizzazione che ha investito diversi settori, determinandone anche una crescita significativa».
Il riferimento è al caso delle attività chirurgiche, che ha registrato l'incremento più significativo, grazie anche all'attivazione della day surgery, divenuta elemento caratterizzante degli ospedali di Casoli e Gissi, dedicati esclusivamente agli interventi programmati.
Un percorso analogo è stato seguito sul fronte dei posti letto per acuti, sia nell'area medica, che ne conta 124 in meno, sia in quella chirurgica, dove ne sono stati soppressi 101, a vantaggio delle cosiddette attività “a ciclo diurno” e della Riabilitazione e Lungodegenza, potenziata con 45 posti in più.
Caporossi ha poi accennato anche al peso della riorganizzazione delle attività di laboratorio e degli accorpamenti, effettuati sulle unità operative che nel 2004-2005 non avevano raggiunto il tasso di occupazione dei posti letto del 60% , come previsto dalla legge regionale 20 del 2007.
Conseguentemente a tali scelte strategiche della Direzione Aziendale, tra il 2005 e il 2008 si è registrata la diminuzione dei ricoveri per acuti (- 9.978), l'aumento di quelli di riabilitazione e lungodegenza (+586), la crescita del 6,1% dei Drg chirurgici, con trasferimento dell'attività in regime di day surgery dal 10% al 40%.
Una contrazione si è prodotta anche sul fronte del personale (in 3 anni sono venute meno 109 unità), così come si sono ridotti anche il numero dei posti letto passati dagli 880 del 2005 ai 618 di oggi, e il tasso di ospedalizzazione, sceso nel 2008 al 163 per mille, riferito ai ricoveri sul territorio regionale.
«Abbiamo realizzato una rimodulazione complessiva del sistema dell'offerta sanitaria », ha chiarito ancora il direttore generale Michele Caporossi, «ispirando tutte le azioni alla logica dell'appropriatezza coniugata alla sicurezza massima e alla ottimizzazione delle risorse. Vale per tutti i provvedimenti adottati, specie quelli che riguardano gli ospedali, dov'è stato adottato il modello della rete clinica integrata, che prevede attività differenti, per intensità, per i presidi maggiori e quelli minori, evitando duplicazioni inutili e pericolose. Ora che è stata raggiunta la condizione stabile di equilibrio, il nostro impegno sarà rivolto allo sviluppo dei servizi territoriali, a potenziamento della rete del 118, del sistema delle cure domiciliari, Rsa e hospice, senza mai perdere di vista la compatibilità delle nostre iniziative con il Piano di risanamento».

15/05/2009 14.44