Sevel, polemica per la trasferta non pagata di 100 operai a Termoli

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ATESSA. Ieri la direzione della Sevel ha convocato la Rsu e ha comunicato che 100 lavoratori addetti alla produzione, a partire dal 20 maggio e fino al 31 luglio 2009, verranno distaccati presso lo stabilimento di Termoli.


Per la Fiom Cgil l'unica motivazione data è stata che «in questo modo lo stabilimento di Atessa ridurrà nel mese di luglio i giorni di Cassa Integrazione».
I lavoratori interessati saranno quelli che vivono nel territorio di Termoli e «non percepiranno nessuna indennità di trasferta prevista dal Contratto nazionale del Lavoro».
«Ancora una volta», contestano i sindacati, «hanno fatto un regalo alla Sevel. Nello stabilimento di Termoli, ci sono già 350 lavoratori Fma di Pratola Serra che percepiscono l'indennità di trasferta».
Al Tavolo sindacale la Rsu Fiom Cgil ha chiesto la convocazione di un tavolo sindacale di gestione della crisi Sevel e il rispetto del contratto nazionale di Lavoro per i 100 lavoratori in trasferta.
Inoltre, la Fiom ha condannato l'atteggiamento «di questa direzione aziendale che, con la compiacenza delle altre sigle sindacali ha deciso di demolire le conquiste fin'ora ottenute».
Anche il comitato degli ex lavoratori Sevel stigmatizza la decisione dell'azienda: «alla Fiat di Termoli», spiegano, «esiste un bacino di rientro per gli interinali licenziati negli scorsi mesi, con questa operazione si vuole ancora una volta creare una situazione di guerra tra operai di diversi stabilimenti». Si contesta anche il fatto che tra gli ex Sevel ci sono una settantina di molisani: «potevano reinserire noi nel circuito produttivo, sia pure alla Fiat di Termoli, visto che gia' avevamo un contratto e avevamo completato il nostro iter formativo».
15/05/2009 11.02