Inchiesta Roccaraso, Rienzi (Codacons) soddisfatto: «sono stato prosciolto»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ROMA. E’ stato prosciolto dalla sesta sezione della Cassazione il presidente del Codacons Carlo Rienzi per la vicenda relativa ad un palazzo in costruzione a Roccaraso.


Oltre a Rienzi era stato coinvolto anche l'ex sindaco della cittadina abruzzese Camillo Valentini (in concorso e quindi anch'egli prosciolto ma poi suicidatosi).
La notizia la fa sapere il presidente del Codacons, riferendo che la suprema corte ha respinto l'ultimo ricorso inoltrato dal costruttore Federico Tironese contro il primo proscioglimento deciso dal GUP di Sulmona a favore di Rienzi, il quale era stato accusato insieme a Valentini di avere concusso Tironese con una serie di ricorsi diretti ad impedire la sanatoria del palazzo abusivo e come condizione per concedergli il condono. Tironese, afferma ancora Rienzi, e' stato anche condannato a risarcire le spese legali e su di lui indaga anche la procura di Sulmona per corruzione, nonchè il GIP di Pescara Campli che nei prossimi giorni deciderà se rinviarlo a giudizio insieme al suo legale avv. Stefano Rossi per diffamazione e calunnia aggravata e continuata, sempre ai danni del presidente del Codacons Rienzi e del Valentini.
Le accuse contro Valentini, dice Rienzi, «sono tutte cadute miseramente» e lo ricorda come «un sindaco perbene e onesto, morto tragicamente in carcere per accuse infondate».
Il Tribunale di Roma ha infine chiuso l'ultimo capitolo delle accuse mosse a Rienzi e all'avocato Pezzopane sempre dal costruttore e dal suo avvocato.
Il GIP Cecilia Demma, su richiesta del PM Attilio Pisani, ha prosciolto il presidente del Codacons - secondo quanto da egli stesso riferito - dalle accuse che lo avevano portato davanti al Gup con una richiesta di rinvio a giudizio, basata sulle accuse del costruttore e del suo avvocato e su un accertamento dello Sco dell'Aquila che aveva omesso di verificare con i tabulati telefonici, di cui era pur in possesso - sostiene Rienzi - che il giorno in cui si sarebbe verificata la presunta tentata concussione il presidente del Codacons era a centinaia di km di distanza.


15/05/2009 10.09