Acerbo contro il Comune: «in tempi di crisi non si può aumentate Tarsu»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Rifondazione Comunista contesta l'aumento del 30% della tassa comunale sui rifiuti deciso dall'amministrazione comunale di Pescara.
Non si placano le polemiche dopo l'arrivo delle prime cartelle Tarsu con le tariffe aumentate.
«In tempi di crisi», commenta il candidato sindaco Maurizio Acerbo, «sarebbe indispensabile il blocco di tutte le tariffe a livello nazionale e locale, come Rifondazione chiede da mesi».
E se a livello nazionale «il centrodestra sta letteralmente soffocando le finanze dei Comuni al fine di indurli all'aumento della pressione fiscale», anche «D'Angelo&Co ci mettono il loro meglio».
Acerbo sottolinea anche che l'aumento della Tarsu colpisce non solo le famiglie, «ma anche il tessuto artigianale e commerciale della città che vive già un momento di fortissima difficoltà economica. Noto inoltre che l'aumento della TARSU non corrisponde a grandi prestazioni dell'amministrazione nel campo della raccolta differenziata visto che a Pescara è arrivata appena al 19% (dato tra l'altro che meriterebbe qualche verifica)».
Anche in questo caso Acerbo propone «la necessità dell'assunzione di criteri rigorosi in tema di rispetto della legalità nell'amministrazione pubblica, e di trasparenza e di controllo della spesa.
Il clientelismo costa e a pagarlo sono i cittadini».
14/05/2009 10.33

CASAPOUND PROMOTORE DEI RICORSI

Contestazioni su l'aumento della Tarsu arrivano anche da Casapound che parla di aumenti «spropositati visto che, questa è tra le città meno attente alle politiche di riciclaggio e raccolta differenziata proprio non si spiega una batosta così rilevante».
Mirko Iacomelli coordinatore provinciale di Casapound Italia, definisce gli aumenti «una manovra è beffardo per i cittadini onesti che pagano regolarmente le tasse, presi in giro da una amministrazione miope e arrogante».
Casapound Pescara, inoltre si farà promotrice di eventuali ricorsi presso il giudice di pace in quanto le bollette inviate ai contribuenti sono state «impropriamente calcolate»: «la Corte di Cassazione», spiega Iacomelli, «in linea con l'orientamento comunitario, ha stabilito che il corrispettivo che i cittadini devono pagare per la raccolta e smaltimento dei rifiuti, e' una tassa e non una tariffa: la tariffa è maggiorata dall'addizionale ex ECA 5% + 5% nonchè dal tributo provinciale 5% come da deliberazione della giunta provinciale n.20 del 2/2/2001. Essendo, dunque, la Tarsu una tassa è
inapplicabile su di essa un altro tributo».

FORCONI CONTRO ACERBO: «DOV'ERI PRIMA?»


Marco Forconi (Forza Nuova) attacca invece il candidato sindaco Maurizio Acerbo, di Rifondazione Comunista “colpevole” di essersi appropriato di un tema (quello dell'aumento della Tarsu, appunto) portato alla ribalta da Terra Nostra «che fino a qualche settimana fa sembrava essere caduto nel più buio dei dimenticatoi».
«Basta con lo sciacallaggio copiativo», contesta Forconi, «e basta con letterine di indignazione a quotidiani che altro non servono se non ad allontanare il popolo dalle istituzioni. Dov'erano tutte queste persone quando il sistema D'Alfonso ed i suoi nipotini hanno lacerato il tessuto sociale e culturale di Pescara? Se il compagno Maurizio vuole fare qualcosa di realmente costruttivo, è pregato di scendere in piazza e di trasformare le sue idee in azione».
14/05/2009 13.42