Sevel, sciopero in Val di Sangro: «impossibile avere incontro con Fiat»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LANCIANO. Protesta questa mattina alla sede della Sevel di Atessa. «Viviamo una situazione paradossale», ha denunciato il segretario generale Fiom Cgil Gianni Rinaldini.

«In Italia il gruppo Fiat continua a ricorrere alla cassa integrazione, mentre presenta grandi piani industriali ai governi americani e tedeschi. La cosa tragica è che con Fiat non si riesce neppure ad avere incontri».
Stamattina si è tenuta una manifestazione conclusiva dello sciopero di due ore del settore metalmeccanico in Val di Sangro. Erano presenti anche lavoratori di altre aziende della zona in crisi, molte delle quali dell'indotto Sevel.
Nell'intero comparto industriale del Sangro sono già stati persi 2.200 posti.
Il segretario regionale Fiom, Nicola Di Matteo ha sottolineato che «se crollano i maggiori gruppi come Sevel o Honda, torneremo indietro di decenni nel panorama socioeconomico».
Preoccupazione per l'attuale situazione anche il Pd e l'Italia dei Valori. Per i consiglieri regionali Palomba e Paolini «è necessario garantire in tempi brevi un tavolo di concertazione per fronteggiare l'emergenza dei tagli all'occupazione locale. Priorità alla quale il presidente Chiodi deve dare al più presto una risposta concreta».
Alla manifestazione ha partecipato una delegazione dell'Italia dei Valori, guidata dai due consiglieri e da Erminia Gatti, candidata IdV al Parlamento Europeo.
«Abbiamo voluto partecipare attivamente – hanno spiegato - per esprimere concretamente piena solidarietà a coloro i quali rischiano di perdere il posto di lavoro. L'Italia dei Valori solleciterà sin d'ora il Governo regionale a intervenire in tempi rapidi per dare una soluzione efficace al problema dei tagli all'occupazione locale».
Il gruppo provinciale del Partito Democratico di Chieti, invece, ha sollecitato la creazione di una «forte e corale azione di tutte le istituzioni, forze politiche, sindacali e datoriali» per sollecitare governi regionale e nazionale e «rendere fruibili e spendibili somme disponibili di natura vincolata e comunitaria, come i F.A.S., le cui schede progettuali sono pronte da tempo e condivise con i territori che sbloccare i fondi impegnati per i progetti infrastrutturali inseriti nel triennale 2008/2010 della regione che, ancora oggi, sono inspiegabilmente bloccati ed i cui progetti esecutivi sono pronti da tempo».

12/05/2009 14.52