Francavilla tra risanamento, deficit, malcontenti e cambi di casacca

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Francavilla tra risanamento, deficit, malcontenti e cambi di casacca
IL PUNTO. FRANCAVILLA. Buco si, buco no. Da un anno a Francavilla al mare non si parla d'altro: è vero che la gestione Angelucci ha lasciato una voragine di debiti nelle casse comunali?
E' vero che il nuovo Sindaco Di Quinzio ha faticato tutto questo tempo per venire a capo della situazione finanziaria del Comune?
E che i tagli sulle spese in generale (vedi le molte consulenze annullate, la Mostra del fiore saltata, il Carnevale pagato solo dalla Provincia ecc. ecc.) e la riorganizzazione del personale abituato a gestire in un certo modo la cosa pubblica, hanno alienato molte simpatie al nuovo sindaco?

PRONTO IL BILANCIO DELLA VERITÀ

La risposta verrà proprio in questi giorni, con il Bilancio ormai pronto e con il conto consuntivo che sta per essere completato.
Insomma, a leggere i documenti contabili degli anni precedenti e a confrontarli con quello attuale che dovrà essere approvato, sembra che il meccanismo utilizzato per largheggiare nelle spese fosse questo: si facevano previsioni in eccesso delle entrate, il che consentiva e giustificava spese più consistenti, magari per feste e teatrini, per manifestazioni e consulenze che venivano pagate subito.
Ma le tasse dovute non venivano riscosse o non si riusciva a farle pagare, così si creava un buco.
Esempio chiarissimo la previsione per la riscossione dell'ICI: per il 2008 erano previsti 6 milioni, ne sono stati incassati 4,5, è restato scoperto un buco di 1.428.000 (che intanto era stato speso per coprire manifestazioni, consulenze, fornitori ed altro). Per il 2009, cioè il bilancio di quest'anno, la previsione è più modesta: 3.844.000 euro (Berlusconi ha cancellato la prima casa) e quindi ci saranno meno introiti, cioè saranno possibili meno spese.
E forse meno simpatie per Di Quinzio, che però di tagliare gli sprechi se ne è fatto un punto d'onore insieme a tutta la maggioranza che lo sostiene e a qualche consigliere di opposizione che ha deciso di appoggiarlo in questa battaglia moralizzatrice (nella gestione Angelucci, come si vede dai grafici qui sotto, c'è un picco di spese in occasione delle elezioni, per esempio).

I TAGLI DELLE SPESE INUTILI

Nel Bilancio che sta per essere approvato, i tagli previsti sono di circa 1 milione e 200 mila euro: 150 mila euro in meno per consulenze, 70 mila risparmiati dalla gestione di beni comunali, altrettanti per le spese degli organi delle società partecipate, dimezzato il compenso (cioè l'aggio) per la Risco, la società che riscuote i tributi comunali, tagli anche per le società partecipate Cosvega (legati al successo o meno della raccolta differenziata) e Cosmeg, ridotti da 150 mila a 36 mila i costi di manifestazioni e teatrini, azzerata la spesa per la festa della Repubblica (si prevedevano da 10 a 20 mila euro), risparmi dal taglio della Mostra del fiore e per il Carnevale che erano occasione di sprechi, meno manifestazioni turistiche (da 145 mila euro a 50 mila). Tutti soldi che prima i cittadini erano costretti a pagare con le tasse.

IL VOTO IN CONSIGLIO COMUNALE

Di questi tagli e del bilancio così impostato si parlerà in Consiglio comunale, un appuntamento decisivo per l'amministrazione in carica.
Sulla trasparenza e sull'ordine nella contabilità che prima era tenuta in modo confusionario, la maggioranza si gioca il suo futuro, con qualche timore per la sua tenuta, perché a Francavilla non sarebbe nuova la sfiducia ad un sindaco che ha deciso di rimettere ordine nella macchina amministrativa e di vederci chiaro nell'uso dei soldi pubblici.
Non vanno infatti dimenticate le polemiche in consiglio comunale da parte dell'opposizione che sbeffeggiava questa “caccia al buco” rivendicando di aver lasciato la cassa in attivo, così come non possono passare sotto silenzio le contestazioni di questi giorni contro il Piano di riordino del personale, frutto di questo nuovo approccio amministrativo.
Come non va dimenticato che nel recente passato - a metà mandato - un altro sindaco (per la cronaca Alessandro Bruno) fu mandato a casa da una maggioranza trasversale di ex amici e di oppositori.
La sua colpa? Voleva far adottare un Piano regolatore che impediva di costruire sulla collina di Francavilla.
In una città di palazzinari fu ritenuta colpa grave voler evitare lo scempio edilizio che oggi è sotto gli occhi di tutti. Questa volta però è in ballo la sopravvivenza del Comune, dopo che il dissesto è stato evitato per un pelo con un piano di rientro dal debito che è stato sottoscritto con la Banca Ifis a copertura delle anticipazioni di cassa, le cui rate non erano state onorate.

IL DISSESTO EVITATO PER UN PELO

E che c'entra questa banca se il tesoriere è un altro, cioè la Cassa di risparmio di Chieti?
C'entra perché il meccanismo utilizzato dalla precedente gestione finanziaria era come il comportamento di un commerciante che, oberato di debiti e non avendo più credito dalla sua banca, per avere altro credito si rivolge nel migliore dei casi - ma potrebbe cadere anche in mano agli usurai - ad una Finanziaria.
E così, tra fido scoperto e nuove rate, invece di risanare il suo bilancio, questo commerciante sprofonda sempre più.
Il sindaco Di Quinzio si è trovato di fronte a questo scenario (dati precisi del consuntivo 2007, cioè dell'amministrazione precedente), tenendo presente che le spese e le entrate sono per competenza e per cassa: l'amministrazione dichiarava di poter riscuotere circa 21 milioni di euro, ma a fine anno ne rimanevano da incassare ben 13 milioni e 500 mila.
Intanto il Comune aveva speso circa 20 milioni, anche se ne aveva incassato solo 16, cioè un deficit di cassa di ben 4 milioni annui che la Cassa di Risparmio non ha voluto erogare, preoccupata del fatto che si viaggiava su questi livelli di debito.
Così è stato chiesto l'aiuto della Banca Ifis, che in momenti successivi, ma in pochi mesi, ha erogato all'amministrazione Angelucci fino a 7 milioni e mezzo di anticipazioni «per momentanee esigenze di liquidità».
Delibere e decisioni ritenute illegittime dalla nuova amministrazione, che ha già spedito gli atti alla Corte dei conti.

LE RATE DEI MUTUI E GLI STIPENDI DEL PERSONALE

Durante il lavoro preparatorio del Bilancio, è stata impresa ardua ricostruire tutto l'indebitamento del Comune, poiché non si riusciva a conoscere quali e quanti fossero i mutui da pagare e quale la rata complessiva.
Finalmente si è arrivati alla cifra, che sembra quella giusta, di circa 2 milioni e mezzo di euro l'anno, più gli interessi. Cioè oltre 5 miliardi delle vecchie lire che la dicono lunga sulla fatica dell'amministrazione in carica, alle prese con i recuperi delle tasse non pagate in passato, per onorare ogni mese gli stipendi del personale.
E proprio la verifica della spesa per il personale sarà la prossima mossa del direttore generale Antonio Infantino che vuole controllare se a parità di qualifica c'è parità di trattamento economico e se tutti siano stati valutati per merito e per capacità e non con premi a pioggia e ad personam. Perché al Comune di Francavilla è capitato che i dipendenti che sono stati trasferiti in altri uffici, si sono portati dietro anche il vecchio computer. Infatti questo strumento di lavoro, che dovrebbe essere in dotazione all'ufficio, in passato era stato assegnato personalmente a certi impiegati con circolari dirette (chissà se anche le sedie....).

IL COMPENSO DEL DIRETTORE GENERALE

Insomma un lavoro di ricostruzione della contabilità che fa giustizia anche di molte polemiche, compresa quella del compenso al nuovo direttore generale.
Le cifre sono queste: 80 mila euro lordi l'anno, più un premio fino al 25% se saranno raggiunti gli obiettivi, per svolgere il lavoro di un dirigente di un settore, più quello di direttore generale, più quello gratuito di presidente del comitato di valutazione.
Poco in confronto ai 65 mila euro del direttore Cosmeg che gestisce solo il servizio di mensa. Ma, si sa, i numeri servono a far capire quanto la polemica sia giusta e quanto strumentale. E anche di questo si parlerà nell'incontro con i sindacati, previsto per mercoledì pomeriggio.
Certo Di Quinzio ha scelto la strada dell'impopolarità, quando ha deciso di tagliare l'ossigeno a quanti campavano sulle spalle del Comune, e non si aspettava certo che questi lo ringraziassero. Addirittura il livello delle polemiche e dello scontro rischia di aumentare se, come previsto, nei prossimi giorni saranno pubblicati sul sito internet di Francavilla gli elenchi dei consulenti che il Comune ha tagliato, con la cifra dei compensi percepiti. Fino ad oggi, benché sia obbligatorio, non è stato pubblicato nulla. E anche questa è una battaglia di trasparenza.

Sebastiano Calella 12/05/2009 10.03