Aumenti Tarsu, arriva la stangata del +30%

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Aumenti del 30% per le bollette della Tarsu, la tassa sui rifiuti. In questi giorni stanno arrivando le prime cartelle esattoriali e non mancano le sorprese.


PESCARA. Aumenti del 30% per le bollette della Tarsu, la tassa sui rifiuti. In questi giorni stanno arrivando le prime cartelle esattoriali e non mancano le sorprese.
«Sono i primi effetti della delibera di giunta comunale pescarese n. 1320 del 15-12-2008», denuncia l'associazione Terra Nostra che mostra il confronto di una cartella esattoriale del 2008 e del 2009 di un proprio associato.
L'anno scorso il ristorante bar preso come riferimento per il paragone aveva dovuto pagare 1.973 euro di Tarsu, quest'anno si è visto recapitare una richiesta di 2.960 euro. Un bell'aumento, non c'è che dire.
Nei giorni scorsi la scala del Comune è stata ritrovata piena di rifiuti: sacchi dell'immondizia portati prima che Palazzo di Città aprisse da alcuni cittadini: una protesta vera e propria da chi non accetta questo aumento ritenuto ingiustificato.
Critica anche la Federconsumatori: «bassa qualità tecnologica, raccolta differenziata a livelli minimi, mancanza di competitività tra imprese per favorire un moderno sistema di raccolta e trattamento degli RSU, danno un solo risultato: aumento delle Tariffe».
Nei prossimi giorni, si riunirà la Consulta Giuridica, per un esame attento della situazione in atto «con l'intento di sviluppare iniziative di difesa dei redditi dei cittadini pescaresi, di fronte ad un aumento di tariffe che non trovano giustificazioni rispetto alla qualità e quantità del servizio erogato».
Il consigliere comunale di Pescara Futura, Berardino Fiorilli, parla invece di «prime conseguenze della avventurosa politica economica dell'era D'Alfonso».
«Questi aumenti», commenta Fiorilli, «rappresentano una vera e propria stangata non soltanto per le famiglie, ma anche per i proprietari di attività commerciali, soprattutto bar, ristoranti e pizzerie, che oltre a vedersi aumentare l'imposta, devono fare i conti anche con la doppia addizionale che si calcola sull'importo, e che verrà incassata per il 10% dal Comune e per il restante 5% dalla Provincia».
«In un periodo di recessione globale», chiude Terra Nostra, «reputata dagli economisti mondiali la peggiore dopo gli anni '30, con un PIL negativo al - 4,5 % , con una riduzione drastica dei consumi delle famiglie e del loro potere d'acquisto, il Comune di Pescara chiede una maggioranza sull'obolo dei rifiuti del 30%. Questo vuol dire che per non perdere il potere d'acquisto le attività aumenteranno di conseguenza i prezzi.. e le famiglie? Cosa aumenteranno visto che i loro salari e pensioni sono fermi a 10 anni fa».

09/05/2009 9.03



* LE BOLLETTE A CONFRONTO