Tar: «il Comune non può vietare al Circo di usare gli animali»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. «Nessuna norma legislativa attribuisce al Comune il potere di fissare il divieto assoluto dell'uso degli animali negli spettacoli circensi».


PESCARA. «Nessuna norma legislativa attribuisce al Comune il potere di fissare il divieto assoluto dell'uso degli animali negli spettacoli circensi».

Con questa motivazione la sezione del Tar di Pescara il 24 aprile scorso ha accolto il ricorso di un circo che si era visto negare l'autorizzazione da parte del Comune di Pescara di installare un tendone per gli spettacoli. E' una sentenza che sarà un importante precedente per tutte quelle attività analoghe che non riescono da anni a portare in città i loro spettacoli.
Era il 2005: la società Pista 2000 chiese al Comune l'autorizzazione di installare un tendone. Il dirigente del settore attività economiche richiese che venisse fornita una dichiarazione di non utilizzo di animali domestici o selvatici.
Esiste infatti una delibera, la numero 226 del 27 ottobre del 2003, approvata dal consiglio comunale, che «vieta su tutto il territorio comunale qualsiasi forma di spettacolo o di intrattenimento pubblico o privato a scopo di lucro, che contempli, in maniera totale o parziale, l'utilizzo di animali sia appartenenti a specie domestiche che o selvatiche».
Ma la società Pista 2000, per ovvi motivi, non potè dichiarare quanto richiesto. L'autorizzazione, quindi, non arrivò e il titolare decise di rivolgersi al Tar. Adesso, proprio il tribunale amministrativo gli ha dato ragione.
«Il potere regolamentare del Comune», si legge nella sentenza, «deve svolgersi nel rispetto di norme di rango superiore».
E in questo caso esiste la legge dello Stato numero 337 del 1968 che regola l'esercizio dell'attività circense e ne riconosce «la funzione sociale, ne assicura lo sviluppo con opportuni finanziamenti e affida ai Comuni il compito di individuare le aree da destinare all'attività circense (artt. 1 e 9)».
Una ordinanza comunale (che è fonte subordinata) non potrebbe dunque sancire ulteriori prescrizioni per tale attività.
«Orbene», spiega ancora il Tar, «se è pur vero che il Comune può disciplinare e vigilare, nell'esercizio dei suoi poteri di polizia veterinaria, sulle condizioni di igiene e di sicurezza in cui si svolge l'attività circense e su eventuali maltrattamenti degli animali, nessuna norma legislativa gli attribuisce il potere di fissare, per di più in via preventiva e generalizzata, il divieto assoluto dell'uso degli animali negli spettacoli circensi».
Gli animalisti se la prenderanno ma probabilmente dopo questa sentenza sarà ben più difficile fermare l'arrivo del circo e dei suoi animali.
a.l. 05/05/2009 10.39