Acqua Santa Croce e licenziamenti: Colella ancora all’attacco

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CANISTRO. Continua la guerra a distanza tra la proprietà della Sorgente Santa Croce Spa e i sindacati.


Nei giorni scorsi il rappresentante legale aveva raccontato di problemi continui negli ultimi due anni. Per le rappresentanti sindacali, invece, i licenziamenti forzati di tutti i dipendenti annunciati in questi giorni sono dovuti ad uno sciopero indetto per esprimere solidarietà ai terremotati aquilani.
Ma Colella oggi torna all'attacco: «non abbiamo mai impedito il fermo simbolico in segno di lutto ai dipendenti», assicura. «Basti pensare al fatto che Sorgente Santa Croce Spa è stata la prima azienda in Italia ad aiutare le aree colpite dal sisma».
E l'imprenditore torna anche al consigliere regionale Di Paolo, accusato nei giorni scorsi, di voler volontariamente traghettare la società in cattive acque per poi farla acquistare da prestanomi.
Colella rispolvera i «diretti interessi della sua famiglia in Sorgente Santa Croce Spa»: «sua moglie per circa 10 anni ha ricoperto incarichi di direzione amministrativa e finanziaria, il cognato è responsabile della produzione dello stabilimento di Canistro, così come è all'interno della stessa struttura c'è il figlio oltre ad un numero imprecisato di parenti impiegati presso Santa Croce Spa in svariate mansioni tutti beneficiari di incentivi economici extra».
«I compensi», spiega Colella, «sono venuti ovviamente a mancare con la decisione della nuova proprietà di allontanare queste persone dall'azienda».
La società si appella adesso alla forza lavoro a cui si chiede di autoconvocare una assemblea che «una volta per tutte, faccia chiarezza sulla realtà dei fatti liberandosi dalle strumentalizzazioni continue che vanno a loro stesso danno» e si chiarisce che «Sorgente Santa Croce Spa non è assolutamente in vendita e sta mantenendo tra l'altro tutti gli impegni economici con i fornitori oltre ad essere in regola con il pagamento di tutti gli stipendi si qui maturati».
Per i sindacati Fai-Flai-Uila i problemi sono molteplici. I lavoratori sono in lotta «per ottenere un corretto sostegno al reddito di tutti i Lavoratori in attesa che il Ministero del Lavoro approvi l'Accordo di riorganizzazione aziendale e l'INPS eroghi direttamente le indennità di chi è coinvolto nella Cassa Integrazione Straordinaria; per ottenere l'accordo sindacale sulla Mobilità incentivata che consenta di accompagnare i Lavoratori che scelgano questo percorso alla pensione o ad altri lavori».
«Dopo l'intesa sottoscritta nel dicembre 2008», hanno detto i sindacati, «che ha tentato di costruire una possibile ipotesi di rilancio dell'Azienda, purtroppo ancora una volta dobbiamo registrare l'impossibilità di relazioni normali».
Nell'ultimo incontro pubblico, secondo le sigle che rappresentano i lavoratori «l'azienda non ha inteso accedere alle richieste sindacali, in particolare in merito alla rotazione nella Cassa Integrazione, al pagamento delle quote Alifond, alla necessità di costruire un sostegno economico per il personale cui non era stata anticipato il trattamento di Cassa Integrazione e che nel mese di marzo avevano ricevuto una busta paga di zero euro».

04/05/2009 16.45